Blocher sulla «casa comune» Lega-UDC: «Marciare divisi, ma colpire uniti»

La «casa comune» del centrodestra ticinese non è più soltanto una suggestione. L’ipotesi di andare oltre le tradizionali intese elettorali tra Lega e UDC è ormai sul tavolo di entrambi i partiti.
Marco Chiesa ha parlato della necessità di superare il «giorno della marmotta» delle trattative che si ripetono prima di ogni elezione, aprendo alla possibilità di una nuova entità politica comune. Il Mattino della Domenica si è detto favorevole a discutere il progetto, ponendo però due condizioni: guardare oltre le Cantonali del 2027 e condurre le discussioni lontano dai riflettori. Proprio su quest’ultimo punto è arrivata la stoccata a Chiesa, accusato di aver rilasciato «troppe interviste» sul tema.
Sul fronte leghista, il coordinatore Daniele Piccaluga ha definito la «casa comune» una prospettiva che «merita di essere approfondita con serietà», precisando però che qualsiasi evoluzione dovrà preservare «l’identità e l’autonomia della Lega, in un rapporto di pari dignità» e ricordando che il baricentro del movimento «resta il Ticino».
Ma come viene osservato questo riavvicinamento da uno degli uomini che più hanno segnato la storia dell’UDC nazionale? Interpellato dal Corriere del Ticino, Christoph Blocher parte da una considerazione di principio: «In politica è necessario che le forze più vicine tra loro trovino il modo di collaborare. Lega e UDC restano però due partiti distinti, con posizioni che possono differire su alcune questioni: bisogna quindi capire su quali temi sia opportuno lavorare insieme».
L’ex consigliere federale non considera quindi indispensabile arrivare a un’unica entità. «La Lega si trova su basi un po’ più fragili, perché le figure che la guidavano non ci sono più. Se si ritenesse opportuno compiere questo passo l’UDC, che in questo momento è il partito con la crescita più importante in Ticino, dovrà esaminare attentamente la questione».La sua posizione può essere riassunta nella formula utilizzata dallo stesso Blocher parlando dei rapporti tra le due forze: «Marciare divisi, ma colpire uniti».
E la bacchettata del Mattino a Marco Chiesa? L'ex Consigliere Federale non vuole entrare nella disputa: «Non lo so. Tra partiti e personalità politiche sorgono sempre delle tensioni. Sarebbe opportuno sedersi a un tavolo e risolvere tra di loro la questione».
