Bruzella, il Milesbo all’entrata del paese avrà presto un nuovo custode

Non passa inosservata, entrando in paese a Bruzella, la statua di Emilio Bossi, noto anche con lo pseudonimo di Milesbo. Vissuto dal 1871 al 1920, Bossi fu avvocato, giornalista, politico (ricoprì anche la carica di consigliere di Stato) e saggista. La statua che lo raffigura – inaugurata nel 1931 – e il terreno sul quale è posata appartengono alla Società Liberale Radicale di Mutuo Soccorso della Valle di Muggio. Società che si appresta a... cedere statua e terreno. All’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria che si terrà il 3 dicembre, alle 18.30, al ristorante Lattecaldo a Morbio Inferiore, vi sono infatti «la discussione e decisione in merito alla vendita della particella su cui sorge il monumento dedicato a Emilio Bossi (Milesbo) e relative modalità di cessione».
La statua, stando alle intenzioni, avrà dunque un nuovo proprietario. «La Società – spiega il presidente Ferdinando Ravasi – da qualche anno ha finito di avere un motivo per esistere ». Storicamente parlando, le società di Mutuo Soccorso offrivano sostegno ai propri membri in caso di malattia, decesso o vecchiaia. I tempi cambiano e in previsione, dunque, v’è la cessazione dell’attività, ma prima bisogna vendere le proprietà: ovvero la statua del Milesbo. E c’è già chi si è fatto avanti: «Ad avvicinarsi con più garbo – racconta Ravasi – è stata l’Associazione Ticinese di Cremazione».
Il presidente dell’associazione, l’avvocato Giorgio Grandini, ci conferma la volontà di prendersi cura della statua: «Per noi è un atto dovuto e di ‘fede’ nei confronti di chi ha saputo lavorare vicino e guardare lontano ». Il riferimento è proprio al Milesbo, che è stato «tra i promotori della cremazione», avvenuta in un momento di forti tensioni tra i liberali e i conservatori. Il 25 agosto del 1905 i Liberi Pensatori, riunitisi sul Monte Ceneri, decisero di costituire, appunto, una Società di Cremazione in Ticino. Nel 1913 fu posata la prima pietra del futuro crematorio, il quale venne inaugurato tre anni più tardi.
