Camorino, la Posta si trasforma

BELLINZONA - Entro due anni la Posta di Camorino si trasformerà. Diventerà un’agenzia, come già avvenuto per numerose altre sedi in Ticino e in Svizzera. Sostanzialmente il servizio sarà affidato a un partner, come ad esempio un commercio, ma questo resta ancora da definire. La scadenza prevista, comunque, è quella: fine 2020. La voce circolata negli scorsi mesi ha trovato conferma ieri sera nella sala multiuso delle scuole locali, dove i rappresentanti della Posta hanno organizzato un momento informativo dedicato alla popolazione che ha risposto con una presenza ampia e agguerrita. «Camorino è una di quelle filiali sotto verifica e con questo incontro si trattava di dialogare con gli abitanti e raccogliere impressioni», spiega al CdT il portavoce della Posta Marco Scossa. Alla base di questa trasformazione, come per altri uffici della regione e non solo, c’è «l’importante calo degli invii di pacchi e lettere e dei pagamenti allo sportello», precisa il portavoce. In sostanza si paga la crescente digitalizzazione. «A Camorino i volumi non sono più tali da giustificare una gestione economicamente sostenibile della filiale», sottolinea Marco Scossa ricordando che l’importante calo delle operazioni riguarda soprattutto la clientela privata. A livello occupazionale che ne sarà delle persone attualmente impiegate? «Ci sono i margini temporali per studiare una soluzione conveniente per tutti», risponde Scossa. La procedura si trova ancora in una fase preliminare: «Intendiamo concretizzare la trasformazione entro il 2020, ma la data esatta non è definita e dipenderà da vari fattori, tra cui il dialogo con le autorità e i tempi tecnici». Si tratta inoltre di individuare un partner a cui affidare la gestione dell’agenzia, discutendo appunto anche con la Città di Bellinzona. Presente alla serata anche il sindaco Mario Branda che ha assicurato la disponibilità del Municipio a trovare una soluzione confacente, mentre a spiegare i dettagli della futura impostazione è stato Pietro Cattaneo, responsabile Regione Ticino e Moesano della Posta.
La questione era stata sottoposta a inizio anno al Municipio di Bellinzona dai consiglieri comunali PLR Renato Dotta e Federico Rossini, preoccupati per le voci circolate in paese negli scorsi mesi prima della serata pubblica di ieri. «Il Municipio ritiene ipotizzabile la sostituzione dell’ufficio con una semplice agenzia? Oppure il rinvio dell’utenza agli uffici postali circostanti, a quello di Sant’Antonino, che peraltro non fa nemmeno parte della città, o a quello di Giubiasco, aumentando in questo caso il caos di traffico che già vi incombe?», avevano chiesto i due consiglieri in un’interpellanza a cui l’Esecutivo risponderà prossimamente. Nella stessa avevano pure invocato il mantenimento del servizio pubblico e un intervento della Città: «Non ritiene il Municipio che nel proprio mandato vi sia anche la tutela di una distribuzione equa, su tutto il comprensorio della città, dei servizi primari, tra i quali si colloca sicuramente anche un ufficio postale?».
Prosegue la riorganizzazione della rete
Delle 48 filiali della Posta in Ticino che nel 2017 erano considerate «in verifica», 12 sono state nel frattempo trasformate in agenzie; una di quelle 48, l’ultima che ha cambiato regime, è da parte sua passata al servizio a domicilio (Vogorno, lo scorso autunno). Nel Bellinzonese, la prossima filiale a cambiare pelle sarà quella di Arbedo: da lunedì 18 febbraio l’ufficio postale al Centro civico chiuderà e il servizio si sposterà nella nuova agenzia all’interno del vicino supermercato Coop. Un destino, quello del passaggio alla filiale in partenariato, che come detto entro un paio d’anni riguarderà anche Camorino.
