Cancro alla prostata: 400 mila franchi a una ricerca ticinese

Attiva dal 1979 a sostegno della ricerca contro il cancro, la Fondazione San Salvatore di Lugano ha deciso di sottolineare il suo quarantesimo anniversario sostenendo con un contributo straordinario di 400 mila franchi, al termine di un concorso nazionale, un progetto che mira a sviluppare nuove terapie per il tumore alla prostata. Intitolato «Disabling disease progression under androgen deprivation: the clue to prostate cancer cure», lo studio è stato promosso dal professor Jean-Philippe Theurillat dello IOR di Bellinzona in collaborazione con il professor Carlo Catapano, il professor Andrea Alimonti e la dottoressa Giuseppina Carbone. E la loro iniziativa è stata giudicata eccellente dal comitato scientifico della Fondazione San Salvatore presieduto dal professor Rolf Stahel, direttore del Comprehensive Cancer Center dell’Universitätsspital di Zurigo. Ma a che punto siamo nella lotta contro il cancro alla prostata? Questa malattia è trattata in fase avanzata con la castrazione farmacologica, dato che gli ormoni androgeni sono essenziali per la crescita delle cellule tumorali. Purtroppo l’effetto terapeutico è solo transitorio e la patologia procede inevitabilmente fino alla fase fatale. Che fare, dunque? Basandosi sullo studio molecolare della progressione, Theurillat, Catapano, Alimonti e Carbone svilupperanno nuove terapie combinando in anticipo l’inibizione delle proteine cardinali legale alla progressione con la castrazione farmacologica. I ricercatori sono stati premiati sabato 16 novembre durante la cerimonia per il quarantesimo della Fondazione, creata da Carlo Pernsch e da sua moglie Célestine.