Cani da protezione, arrivano «sentinelle» per sensibilizzare gli escursionisti

La presenza dei lupi del branco del Carvina ha cambiato la gestione dell'Alpe Montoia, situata sulla traversata Tamaro-Lema. Dopo che due capre sono state predate in pieno giorno, i proprietari della fattoria Piz, Flavia Anastasia e Mathis Waser, hanno deciso di accogliere nuovi membri in famiglia: due cani da protezione del bestiame per difendere il gregge. La scelta ha però aperto una nuova sfida. Ogni anno oltre 9.000 escursionisti percorrono questo itinerario panoramico, uno dei più spettacolari della Svizzera, che si snoda lungo il confine tra Svizzera e Italia offrendo una vista che spazia dal Lago Maggiore al Ceresio fino alle Alpi. La presenza dei cani richiede quindi particolare attenzione da parte di chi attraversa l'alpeggio.

Il progetto Custodi tra le vette
Il ruolo dei cani pastori è proteggere il gregge e richiede un comportamento rispettoso da parte dei turisti. «Avevamo un po' il timore che i turisti non avrebbero accettato molto bene questi cani in montagna», racconta Flavia Anastasia al Corriere del Ticino. «Abbiamo quindi dovuto trovare il sistema giusto per approcciarsi al cane da protezione». Da qui è nato il progetto «Custodi tra le vette». L’obiettivo è di informare «il maggior numero possibile di persone che passano sull'alpeggio» riguardo ai cani da protezione e «soprattutto sul modo giusto di comportarsi per evitare problemi».
Una comunicazione a più livelli
Il progetto coinvolge Lugano Region, il Patriziato di Indemini, il WWF, Pro Natura e diversi altri enti e organizzazioni, che mirano a facilitare la coesistenza tra allevamento e turismo nell'attuale contesto ecologico, informando il pubblico e sensibilizzandolo sul corretto comportamento da adottare in presenza di greggi protette da cani. L'iniziativa punta su una comunicazione a più livelli: da un lato con l'installazione di una segnaletica ben visibile, a supporto di quella ufficiale, dall'altro con persone appositamente formate, «le sentinelle», che nei fine settimana tra inizio agosto e metà settembre sensibilizzeranno gli escursionisti di persona, prima che possano incontrare il gregge protetto.
Ad oggi, la segnaletica è stata installata proprio «alle tre entrate dove ci sono i tre sentieri principali che portano all'alpeggio», precisa Anastasia, in modo che le persone si rendano già conto delle norme di comportamento da adottare quando si incontrano cani da protezione.
La risposta degli escursionisti
Finora l’alpeggio ha comunque registrato incontri molti positivi tra animali ed escursionisti. «I cani sono molto socievoli con le persone e non sono aggressivi», spiega Anastasia, secondo cui molte persone si comportano correttamente. Alcuni escursionisti scelgono anche di «telefonare prima di fare la passeggiata per sapere come comportarsi e dove si trovano le capre nel momento in cui attraverseranno l'alpeggio». Anche molti ciclisti si comportano correttamente, osserva la responsabile: «Scendono dalla bicicletta quando arrivano vicino alle capre e la spingono, in modo che il cane sia più tranquillo». Molti turisti sono già consapevoli delle regole e sanno che bisogna «aggirare il gregge di capre invece di passare in mezzo». Seguendo le norme di comportamento, «è andato sempre tutto bene» sull'alpeggio, che rimane così un sentiero sicuro per i turisti.