Luganese

Carambola a tre con l'auto truccata

Condannato un cittadino svizzero che ha sfrecciato con una macchina modificata a 131 all’ora dove il limite è di 50 lungo il tratto tra Collina d’Oro e Muzzano – Ha colliso prima con una vettura, poi ne ha urtato frontalmente un’altra e infine è andato a sbattere contro un muro
Piede pesante. © Shutterstock
Valentina Coda
04.02.2026 17:49

Uno dice che ha commesso l’infrazione in un momento di stress psicologico e per una errata consapevolezza, l’altro che non c’è veramente un motivo specifico, ma se ne pente. Sono comparsi in aula davanti alla Corte delle assise correzionali, in procedimenti penali separati, due pirati della strada che a Collina d’Oro e a Melide hanno schiacciato decisamente troppo il piede sull’acceleratore, arrivando in un caso persino a causare un incidente in cui sono rimaste coinvolte tre macchine e mandando in ospedale sei persone, imputato compreso. Entrambi sono stati condannati a una pena sospesa e sono stati aperti dei procedimenti amministrativi nei loro confronti.

Iniziamo dal caso giuridicamente più «pesante», sia dal punto di vista della condanna, sia per quanto riguarda il rapporto tra chilometri orari raggiunti e limite di velocità, ma anche per le conseguenze dell’agire dell’imputato verso terzi. Facciamo un salto indietro di oltre un anno e mezzo. È il 29 giugno del 2024 quando l’allora 32.enne del Bellinzonese sta circolando da Collina d’Oro in direzione di Muzzano a bordo della sua macchina che, si apprenderà in seguito, è stata modificata illegalmente in modo tale da ottenere un miglioramento delle prestazioni di accelerazione. Prima di arrivare a un incrocio, decide di effettuare un sorpasso di un veicolo raggiungendo la velocità di 131 chilometri orari nonostante il limite su quel tratto sia di 50. L’incrocio, ora, è più vicino, così come una macchina che sta regolarmente circolando e, vista l’elevata velocità a cui sta guidando l’imputato, la collisione – a 109 chilometri orari – è inevitabile. Dopo l’urto e trovandosi contromano, collide nuovamente con un’altra auto che trasporta tre persone e finisce per sbattere contro un muro. Il bilancio è di sei feriti, compreso l’imputato, che è stato condannato questa mattina dalla Corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta a 20 mesi sospesi per infrazione grave qualificata alle norme della circolazione, lesioni colpose e stato difettoso del veicolo (pena pattuita in precedenza, anche se con una modifica, tra la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis e la patrocinatrice dell’uomo, l’avvocata Nuria Regazzi).

A tutta velocità lungo la Forca di San Martino

Passiamo da Collina d’Oro a Melide, più precisamente in via Cantonale all’altezza della Forca di San Martino. Anche in questo caso il piede sull’acceleratore è andato decisamente troppo a fondo. Ma a mettere un punto alla corsa dell’imputato non è stato un muro come nel caso descritto in precedenza, piuttosto un radar posizionato dalla Polizia cantonale. Sono da poco passate le 14 del 2 luglio dell’anno scorso quando l’allora 23.enne cittadino italiano residente in Italia sfreccia lungo la Forca di San Martino alla velocità di 142 chilometri orari nonostante il limite, su quel tratto, sia di 80. Dedotto il margine di tolleranza di 4 chilometri orari, stiamo parlando di 62 all’ora in più del consentito. Anche lui questa mattina è stato condannato dalla Corte delle assise correzionali, sempre presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, a 9 mesi sospesi. Il dibattimento si è svolto nelle formula del rito abbreviato. E la pena è stata precedentemente pattuita tra la procuratrice pubblica Chiara Buzzi e il difensore dell’uomo, l’avvocato Matteo Delcò.

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