Caro carburante, la Lega chiede misure cantonali urgenti

Di fronte all'aumento senza sosta di benzina e diesel, la Lega dei Ticinesi chiede «misure cantonali urgenti per tutelare il potere d’acquisto di cittadini e PMI». Il coordinatore del movimento di via Monte Boglia Daniele Piccaluga ha presentato una mozione al Consiglio di Stato in tal senso.
Nel testo si legge: «Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti incide pesantemente sui bilanci delle economie domestiche e delle piccole e medie imprese ticinesi. Per molte persone l’automobile non costituisce un lusso, bensì una necessità per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli, accedere ai servizi essenziali o spostarsi dalle regioni periferiche verso i centri. Sono particolarmente penalizzati i lavoratori a turni e coloro che risiedono in zone dove il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa concretamente praticabile. Le conseguenze sono altrettanto importanti per le PMI. Artigiani, trasportatori, commercianti, servizi di consegna e aziende attive sul territorio dipendono quotidianamente dai propri veicoli. L’aumento dei costi di benzina e diesel riduce i margini aziendali e finisce inevitabilmente per ripercuotersi sui prezzi di beni e servizi. La realtà geografica del Ticino, caratterizzata da insediamenti dispersi, vallate e distanze importanti, accentua ulteriormente il problema».
E prosegue: «A ciò si aggiunge la concorrenza transfrontaliera, che espone molte imprese ticinesi a condizioni più difficili rispetto agli operatori italiani. Benché la fiscalità sui carburanti sia principalmente di competenza federale, il Cantone dispone di strumenti fiscali e di politica economica attraverso i quali può attenuare l’impatto del rincaro. Non si tratta di introdurre sussidi generalizzati, bensì di adottare misure mirate a favore di chi utilizza il veicolo per necessità professionali e non dispone di valide alternative».
Con la mozione, la Lega dei Ticinesi chiede al Consiglio di Stato di presentare al Gran Consiglio, in tempi rapidi, un messaggio volto a:
1. adeguare le deduzioni fiscali cantonali per le spese professionali di trasporto, affinché tengano maggiormente conto dei costi effettivi sostenuti dai lavoratori obbligati a utilizzare il veicolo privato;
2. introdurre, almeno temporaneamente, una deduzione supplementare o un credito fiscale mirato a favore dei lavoratori a reddito medio-basso che devono utilizzare l’automobile per raggiungere il posto di lavoro;
3. prevedere misure fiscali o contributi mirati per le PMI maggiormente esposte all’aumento dei carburanti, in particolare artigiani, trasportatori, servizi di consegna e aziende che operano quotidianamente sul territorio;
4. valutare una riduzione temporanea e selettiva dell’imposta di circolazione per le categorie professionali maggiormente colpite, definendo criteri che evitino agevolazioni indiscriminate;
5. introdurre incentivi semplici e accessibili anche alle piccole imprese per il rinnovo dei veicoli aziendali e per soluzioni capaci di ridurre durevolmente i consumi, senza creare nuovi obblighi burocratici;
6. istituire un monitoraggio regolare e trasparente dei prezzi dei carburanti praticati in Ticino, confrontandoli con quelli degli altri Cantoni e delle regioni italiane confinanti;
7. intervenire presso la Confederazione, anche attraverso un’iniziativa cantonale o un’azione coordinata con altri Cantoni, affinché in presenza di aumenti eccezionali siano temporaneamente ridotti o compensati gli oneri fiscali federali gravanti sui carburanti».
Secondo Piccaluga, «il Cantone deve agire laddove dispone di un margine di manovra e, parallelamente, far sentire con forza la voce del Ticino a Berna. La mobilità necessaria per lavorare, produrre e vivere nelle regioni periferiche non può trasformarsi in una tassa indiretta sempre più pesante».
