Carobbio Guscetti: «Con Zali si poneva un tema di fiducia»

C'è un dettaglio che, nella giornata che ha spogliato Claudio Zali del suo ultimo dipartimento, pesa: il Consiglio di Stato ha appreso dell'apertura del secondo procedimento penale a carico del proprio membro dai media, non dal diretto interessato. Un passaggio già messo nero su bianco nel comunicato di martedì, ma che a margine della conferenza stampa la presidente Marina Carobbio Guscetti ha trasformato in una chiave di lettura della decisione presa.
«C'era un tema di fiducia», ha spiegato ai microfoni di Ticinonews. «Di fronte a quello che era successo nelle ultime settimane, di fronte all'apertura di un'inchiesta, al fatto che fosse stato sentito dalla magistratura in merito a queste vicende, a nostro parere era importante saperlo prima che venire informati dai media. Non è stato il caso». Di qui la doppia coordinata che, secondo la presidente, ha guidato l'Esecutivo: «Pur tenendo conto della presunzione di innocenza, che è un aspetto importante, si poneva accanto al tema della credibilità delle istituzioni il tema della fiducia».
«Due livelli»
Il punto più delicato riguarda un passaggio che Zali, nella sua nota diffusa poco prima dell'info point, ha rivolto ai colleghi di Governo: quello di non aver rispettato la presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione federale. Carobbio Guscetti ha risposto distinguendo i piani, come già aveva fatto in sala stampa: «Qui abbiamo due livelli. Da un lato il livello del cittadino, per il quale vale la presunzione di innocenza, e le autorità inquirenti faranno le loro indagini e gli approfondimenti necessari. Dall'altro c'è il livello politico, che è quello che ci compete: la credibilità delle istituzioni e del ruolo di un consigliere di Stato, la cui credibilità è messa oggi in discussione con un riflesso su tutto il lavoro del Governo e delle istituzioni cantonali». La conclusione: «La decisione che abbiamo preso è la conseguenza di questa valutazione politica che noi abbiamo fatto come Governo». Una risposta che ricalca la linea già espressa davanti ai giornalisti, quando la presidente aveva precisato che «sul primo livello sta lavorando l'autorità inquirente».
Il mese che resta
Resta però il nodo pratico. Zali rimane consigliere di Stato fino al 30 settembre, così prevede la legge, pur senza dipartimento da dirigere. Potrà partecipare alle sedute del Consiglio di Stato, accedere a Palazzo delle Orsoline e alla propria casella di posta elettronica. Voltare pagina, in queste condizioni, è realisticamente possibile? «Io penso che oggi sia necessario voltare pagina», ha risposto Carobbio Guscetti. «Questo nell'interesse del Cantone, nell'interesse della popolazione ticinese, che si aspetta che le istituzioni continuino a lavorare come abbiamo fatto, ma che siano anche istituzioni credibili».
La presidente, di riflesso, ha elencato i dossier che aspettano il Governo nelle prossime settimane: l'annuncio dell'aumento dei premi di cassa malati, la presentazione e la discussione del preventivo 2027, le risorse da investire nella scuola, il settore di cui lei stessa è responsabile. «Il Governo ha continuato e deve continuare a lavorare su queste tematiche. Quindi la decisione di oggi va anche in questa direzione: permettere al Governo di lavorare con serenità su progetti e temi importanti. Noi siamo convinti che questa decisione ci permetterà di farlo meglio, di farlo più serenamente».
«I rapporti sono corretti»
Infine la dimensione personale, quella che nelle ultime settimane è rimasta in gran parte sotto traccia. Come sono, oggi, i rapporti fra Zali e i quattro colleghi che gli hanno tolto il Territorio? «I rapporti sono corretti, nel senso che noi abbiamo informato Claudio Zali delle nostre decisioni e abbiamo anche informato che oggi avremmo fatto una conferenza stampa. Quindi ci sono dei rapporti che vanno rispettati e, come dicevo, sono corretti». Quindi, l'ammissione: «Evidentemente c'è una dimensione umana, anche per noi, come per tutto il Cantone e per la popolazione. Questa situazione non è facile. L'avevamo già detto durante la conferenza stampa di fine luglio, che stavamo vivendo un momento difficile. Io stessa ho parlato di un momento di crisi per le istituzioni, e anche adesso il momento non è facile». Ma, ha ribadito, «dobbiamo avere la possibilità e la serenità per poter lavorare su dei dossier importanti rispetto ai quali la popolazione si aspetta delle risposte».
