Lugano

Casa patriziale di Cadro: una risposta di facciata

Verso la revoca della tutela comunale alla casa patriziale a seguito del restauro del 2012 - Il Municipio: «Procedura senza mancanze, ma negli anni è mutata la sensibilità» - La Commissione pianificazione: «Delusi, auspichiamo non ricapiti più»
Come si presenta oggi. ©Chiara Zocchetti
Federico Storni
17.06.2026 06:00

«Prendiamo atto con disappunto dei motivi che hanno portato allo stralcio della casa patriziale di Cadro dalla lista dei beni culturali locali. Rimaniamo dell’avviso che se si decide di tutelare un bene bisogna assicurarsi che venga tutelato fino in fondo e auspichiamo che evoluzioni come in questo caso non succedano più». È piuttosto critica, la Commissione pianificazione del Consiglio comunale di Lugano, riguardo a tutto l’iter che ha portato le autorità - nell’ambito dei lavori per aggiornare il Piano particolareggiato del nucleo (PPN) di Cadro - a voler togliere appunto il vincolo di tutela posto sulle facciate dello storico edificio. Perché, dopo il restauro dello stesso da parte del Patriziato nel 2012, non vi sarebbe più nulla da tutelare.

Le spiegazioni dell’Esecutivo

A suscitare il disappunto della Pianificazione sono state le giustificazioni del Municipio, che ha dettagliatamente ricostruito l’iter procedurale che ha portato alla situazione attuale, concludendo con queste parole: «Da quanto emerso appare come l’intera procedura si sia svolta nel rispetto delle reciproche competenze, senza che si ravvisino mancanze né da parte dell’Esecutivo, né dagli istanti e neppure da chi ha eseguito l’intervento. Si tratta piuttosto di una mutata sensibilità riguardo alle modalità con cui si identifica e tutela un bene culturale e a come si interviene per valorizzarlo».

La facciata che si era deciso di tutelare.
La facciata che si era deciso di tutelare.

Le posizioni pregresse

La vicenda era emersa tre anni fa. Sentito da questo giornale, il Patriziato si era detto sorpreso dalla volontà di revocare la tutela e aveva ricordato di aver salvato l’edificio dall’incuria; il direttore della Divisione edilizia privata di Lugano Sandro Montorfani aveva confermato la bontà della procedura; e il capoufficio Beni culturali del Cantone Endrio Ruggiero aveva detto che se l’UBC avesse seguito il cantiere «questo risultato non ci sarebbe stato», ma che seguire il cantiere era in questo caso compito dell’autorità comunale. Autorità comunale che ora argomenta che a essere mutata sia negli anni la sensibilità sul tema.

Aggiornamento da accettare

Quanto al PPN di Cadro, la Pianificazione raccomanda di approvarlo: «È un aggiornamento necessario e sostanzialmente equilibrato dello strumento pianificatorio vigente».

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