Caselli in autostrada, addio: in Italia si estende il sistema «free flow»

Caselli in autostrada in Italia, addio. La Penisola si prepara a introdurre il «free flow». Sulla scia di quanto è già realtà in Francia, Spagna e Portogallo, ora, anche sulla rete autostradale italiana verranno rimossi sbarre e caselli per consentire agli automobilisti di circolare con più facilità, senza rallentamenti, soprattutto nei periodi di maggiore caos e traffico, come quelli estivi. Ma attenzione: ciò non significa che l'autostrada diventerà gratuita. A vigilare sul pedaggio saranno telecamere e sensori hi-tech, che in caso di mancato pagamento invieranno multe salatissime agli automobilisti.
I primi tratti «free flow», come riferiscono i media italiani, stanno già spuntando su alcune tratte del Nord. Chi vive in Ticino, in parte, potrebbe già essere già abituato: basti pensare che, da anni, l'Autostrada Pedemontana Lombarda funziona secondo il medesimo sistema. Sul tratto autostradale in questione non ci sono caselli o sbarre, ma è necessario pagare per il proprio passaggio entro 15 giorni dal transito sul sito ufficiale, via app, agli sportelli (anche online) di Poste Italiane, oppure tramite i bancomat abilitati con il servizio CBILL. Per rendere operativo il sistema in tutta Italia, tuttavia, ci vorrà del tempo. Attualmente, il «free flow» è installato su circa 200 chilometri di rete autostradale, ma l'obiettivo è quello di estenderlo in tutto il Paese. Nello specifico, il sistema risulta già attivo sull'A33 Autostrada delle Langhe (Asti-Cuneo), sull'A59 tangenziale di Como, l'A60 tangenziale di Varese e il raccordo Ospitaletto-Montichiari, oltre all'A36 Pedemontana Lombarda.
Attenzione, però, ai costi. Come detto, chi non pagherà sui tratti «free flow» sarà soggetto a importanti multe. Il sistema utilizza strutture sopraelevate – chiamate portali – sulle quali vengono montate telecamere e sensori. Di conseguenza, quando un'auto passa sotto il portale, la tecnologia identifica il veicolo. Per questo motivo, per chi possiede un dispositivo di telepedaggio – come Telepass, ma anche UnipolMove o MooneyGo – non cambierà nulla. Telecamere e sensori riconosceranno automaticamente la targa e registreranno il passaggio senza addebitare costi ulteriori. Diversamente, chi non possiede un dispositivo di questo tipo dovrà regolarizzare il pagamento attraverso i canali online del gestore della rete autostradale, un'app dedicata o punti fisici convenzionati.
Non ricevendo alcun biglietto o una notifica immediata, il rischio di dimenticarsi di pagare il pedaggio, chiaramente, esiste. Le regole però sono precise: come nel caso della Pedemontana, l'automobilista ha 15 giorni di tempo per pagare il transito, con uno dei diversi sistemi a disposizioni. Superato questo termine, il gestore individua il proprietario del veicolo grazie alla targa catturata dalle telecamere e invia un sollecito di pagamento a casa, con l'aggiunta delle spese di accertamento e recupero crediti. Nel momento in cui anche il sollecito viene ignorato, la pratica passa alla Polizia Stradale. In quel caso, è prevista una sanzione amministrativa (ai sensi dell'articolo 176 del Codice della Strada). Tradotto: si deve pagare una multa che va da 87 a 344 euro. Per gli automobilisti italiani, inoltre, è prevista la decurtazione di due punti dalla patente. Oltre, va da sé, al pagamento del pedaggio originario, e alle ulteriori spese di notifica.
