Casi delicati sotto la lente: due collaboratori sospesi a Mendrisio

Sono, seppur di natura differenti, due casi molto delicati quelli che sta affrontando la Città di Mendrisio. Due dipendenti, stando alle informazioni raccolte dal Corriere del Ticino, sono stati sospesi dalle loro rispettive funzioni. In un caso in particolare, inoltre, si sarebbe attivata anche la Procura.
Questioni delicate, s’è detto. La prima riguarda un collaboratore – non un agente – della Polizia Comunale di Mendrisio. Gli inquirenti, recentemente, si sono recati nella sua abitazione e, durante la perquisizione, avrebbero trovato del materiale pedopornografico. Rinvenimento sufficiente per avviare un’inchiesta di natura penale.
Un caso che, evidentemente, è stato affrontato anche all’interno dell’amministrazione comunale. L’uomo, nell’attesa che l’inchiesta faccia luce sulla vicenda, è stato sospeso dalle sue funzioni. Città di Mendrisio che, da noi sollecitata «conferma l’apertura di un’inchiesta amministrativa nei confronti di un collaboratore dell’amministrazione comunale. La persona è stata immediatamente sospesa dalle sue funzioni fino a nuovo avviso». Si sottolinea altresì che «gli accertamenti da parte delle autorità competenti sono in corso. In tutte le fasi di accertamento – continua –, l’amministrazione opera nel rispetto del principio della riservatezza e della sfera privata». Il tema, evidentemente, è delicato: «La Città di Mendrisio attribuisce grande importanza alla tutela dell’integrità personale e investe nella sensibilizzazione e nella formazione del personale sui temi della deontologia professionale. La Città adotta una politica di non tolleranza nei confronti di qualsiasi comportamento illecito o contrario alla dignità e all’integrità della persona e si impegna a garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso».
Parole inopportune
Un’altra vicenda, altrettanto delicata, è al centro, al momento, di verifiche. Si tratta di un episodio nel perimetro delle piscine comunali di Mendrisio il mese di luglio. Un collaboratore della Città – un avventizio impiegato in una delle cosiddette squadre esterne –, in compagnia di un altro dipendente comunale avrebbe, sostanzialmente, tenuto un atteggiamento verbalmente molesto nei confronti di una ragazza impiegata nella struttura balneare. Potenziali molestie verbali, in sostanza, che la ragazza non avrebbe sottaciuto, decidendo quindi di raccontare l’accaduto ai genitori.
Da qui, dunque, la segnalazione all’amministrazione comunale che ha portato all’immediata sospensione del collaboratore. Va altresì detto che, fino a prova contraria, vale la presunzione d’innocenza.
Per quel che riguarda questo specifico caso, le bocche sono cucite. Questo – ci è stato riferito nella giornata di ieri dopo un consulto con il Servizio giuridico – per questioni di tutela della privacy. Genericamente, quindi non parlando degli episodi riportati, ci è stato assicurato che casi di questa natura vengono presi a carico immediatamente.
