Caso Gobbi, il Governo risponde all'interrogazione: «Incidente bagatellare», La Lega: «Ora basta insinuazioni»

Il Consiglio di Stato oggi ha reso pubbliche le risposte all'interrogazione presentata dal deputato della Lega Andrea Sanvido sul caso dell'incidente della circolazione che ha coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi nella notte del 14 novembre 2023. Nella risposta, il Governo conferma che si è trattato di un incidente avvenuto sull'A2, all'altezza del chilometro 105.300, che ha coinvolto due veicoli e ha provocato esclusivamente danni materiali, senza conseguenze per le persone coinvolte. Gobbi ha allertato la Polizia cantonale alle 00.27, mentre la pattuglia è giunta sul posto alle 01.10.
Gli accertamenti
Gli accertamenti alcolemici effettuati con l'etilometro precursore hanno registrato valori di 0,33 mg/l alle 01.21 e di 0,28 mg/l alle 01.22 e alle 01.24. Poiché l'apparecchio segnalava una «calibrazione scaduta», gli agenti hanno chiesto istruzioni ai superiori. Il Consiglio di Stato precisa che tale indicazione si è poi rivelata errata, in quanto le misurazioni erano comunque valide. È stato quindi utilizzato un etilometro probatorio, che alle 02.31 ha rilevato un valore di 0,24 mg/l. Nella risposta il Governo osserva inoltre che, essendo trascorse poco più di due ore dall'incidente, sarebbe stato necessario procedere con un esame del sangue, che tuttavia non è stato eseguito.
Il Consiglio di Stato definisce l'episodio un «caso bagatellare», caratterizzato da soli danni materiali, due veicoli coinvolti e un'alcolemia lieve. Aggiunge inoltre che non sono stati adottati provvedimenti amministrativi o penali nei confronti dei conducenti.
La presa di posizione della Lega
Sulla base di queste conclusioni, la Lega dei Ticinesi ha diffuso un comunicato nel quale afferma che le accuse rivolte negli ultimi mesi contro Norman Gobbi erano infondate. Il movimento sostiene che la risposta del Governo confermi la correttezza del comportamento del consigliere di Stato e accusa parte del mondo politico e mediatico di aver alimentato una campagna costruita su «insinuazioni» e «ricostruzioni infondate».
Nel comunicato la Lega critica inoltre la decisione dell'allora interpellante Fiorenzo Dadò di ritirare il precedente atto parlamentare, sostenendo che proprio quel ritiro abbia impedito di fare chiarezza sulla vicenda. Da qui la scelta del gruppo parlamentare leghista di ripresentare integralmente le stesse domande tramite una nuova interrogazione firmata da Andrea Sanvido. La pubblicazione delle risposte del Consiglio di Stato riporta così al centro dell'attualità una vicenda che aveva alimentato un acceso confronto politico. Se per la Lega il dossier può ora considerarsi definitivamente chiuso, resta il fatto che la stessa risposta governativa evidenzia alcune criticità procedurali nella gestione degli accertamenti alcolemici da parte della polizia intervenuta.
