Le reazioni

Caso Zali, anche tra la base la parola «dimissioni» non è più un tabù

Oggi il confronto tra il direttore del DT e i vertici del movimento di via Monte Boglia – Lukas Bernasconi: «Mi aspetto che ritiri la sua candidatura alle Cantonali»
© CdT/ Chiara Zocchetti

Potrebbe essere la settimana decisiva per il futuro politico di Claudio Zali. Oggi è in programma l’incontro del ministro con il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga, il suo vice Alessandro Mazzoleni e il ministro Norman Gobbi, mentre venerdì l’Assemblea del movimento di via Monte Boglia deciderà se avallare la sua candidatura alle prossime Cantonali. E nella base, c’è chi ha già le idee chiare.

«Deve dare l’esempio»

Iniziamo dalla «roccaforte» luganese. «Quanto emerso in questi giorni mi ha molto sorpreso. È evidente che certi comportamenti da parte di un esponente politico in Governo, pur facendo parte della sfera privata, non possono essere accettati», dice al CdT il capogruppo in Consiglio comunale, Lukas Bernasconi. «Le informazioni sono uscite in maniera tutt’altro che disinteressata e sta ai media vedere come trattarle – e a questo proposito si può anche discutere sull’etica di certi giornalisti –, ma la gravità dei fatti emersi supera queste criticità». Dopo essersi tolto questo sassolino, Bernasconi va dritto al punto: «Dal momento che quanto successo non riguarda la qualità del lavoro in Governo bensì la sua sfera privata, mi aspetto che Zali finisca il suo mandato ma che ritiri la sua candidatura alle elezioni del 2027. Una nuova candidatura non è più proponibile. Se come politico sei ai vertici, devi dare l’esempio. Zali – conclude – deve tutto alla Lega, da quando è stato votato giudice a quando è stato scelto per il Consiglio di Stato. Quanto successo mette in difficoltà la Lega e da lui mi aspetto che faccia il massimo per supportare il movimento».

A fargli eco un altro storico volto della Lega di Lugano: il consigliere comunale Gian Maria Bianchetti: «Non si può dire molto di fronte all’evidenza, che è stata un pochino premedita. Non voglio né difendere né accusare Zali, ma ci troviamo di fronte a tre notizie uscite nello stesso periodo e risalenti al 2022, quando non era a capo del Governo, tantomeno della Giustizia e della Polizia». Detto questo, «è un colpo pesante e lo stiamo subendo tutti – ammette il nostro interlocutore –. E in particolare il movimento, che non merita critiche ad personam che dovrebbero essere rivolte a una persona in particolare che non si è comportata come avrebbe dovuto. Mi fa molto male veder associato il movimento alla violenza sulle donne: abbiamo tutt’altri principi». L’unica via, secondo Bianchetti, «sono le dimissioni di Zali. Mi dispiace dirlo perché sarebbe una disfatta, ma metterebbero la parola fine a inutili polemiche che non farebbero altro che avvelenare il clima politico e che non portano a nulla. Chiuderebbero il cerchio, ma non confondiamo l’uomo Claudio Zali, che può sbagliare e che è stato toccato molto da questa vicenda, con il consigliere di Stato e presidente del Governo».

C’è chi non si sbottona

Anche a Nord del Ceneri, la parola «dimissioni» non è un tabù. «Non ho praticamente mai avuto contatti con il diretto interessato, ma ritengo sia corretto che a questo punto si dimetta». Renza De Dea, fedelissima di Giuliano Bignasca fin dalla nascita del movimento di via Monte Boglia, non ha dubbi sulla posizione che dovrebbe assumere Claudio Zali. Già municipale di Locarno, De Dea da anni non è più al fronte, ma continua evidentemente a seguire con attenzione le vicende della politica cantonale. «Lasciando la carica di consigliere di Stato Zali avrebbe modo di meglio chiarire le vicende rese note dalla stampa che lo vedono nell’occhio del ciclone».

Tra i leghisti della prima ora, oppure che ancora oggi ricoprono delle cariche a livello comunale, Renza de Dea è l’unica che ha voluto esprimersi prendendo una posizione netta. Più attendista è, ad esempio, la posizione di Bruno Buzzini, già deputato al Gran Consiglio e oggi municipale di Locarno. «Per il momento preferisco non esprimermi. Posso comunque dire che mi allineerò alle decisioni che prenderanno tra oggi e venerdì i vertici e l’Assemblea del movimento». Sulla stessa lunghezza d’onda la sindaca di Blenio, Claudia Boschetti Straub. «Un’idea sul caso Zali me la sono fatta. Prima di eventualmente esprimermi pubblicamente intendo però conoscere l’esito delle due riunioni previste questa settimana».

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