Ticino
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L’Ufficio presidenziale ha selezionato una decina di interpellanze che toccano le vicende del «ministro» leghista – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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16:01
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«Né De Rosa né Sanvido sono entrati in linea diretta di conduzione»
Ancora Carobbio Guscetti: «Né De Rosa né Sanvido sono entrati in linea diretta di conduzione, hanno interagito con le collaboratrici delle strutture ospedaliere preposte al reclutamento o fatto pressione. Sanvido si è limitato a informare a due riprese l'allora capo area delle risorse umane. Come detto, De Rosa non sapeva chi fosse la candidata e non è stato informato ulteriormente». Carobbio Guscetti ha garantito che, anche qualora la persona in questione fosse stata assunta, non vi sarebbero stati licenziamenti all'EOC per farle posto.
15:58
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La risposta di Carobbio Guscetti: «Procedure rispettate, ma stigmatizziamo l'agire autoritario di Zali»
Carobbio Guscetti ha risposto così alle sollecitazioni di Pronzini: «A seguito della pubblicazione, tramite il direttore De Rosa, si è attivato per approfondire i fatti e verificare le procedure di assunzione presso l'Ente ospedaliero cantonale». Carobbio Guscetti ha ricordato che, nel frattempo, sono passati sei anni e che vi sono stati diversi avvicendamenti all'interno dell'EOC. Secondo quanto ricostruito, «le procedure interne all'EOC sono state rispettate e la candidatura in questione è stata valutata dai servizi preposti ed entro il perimetro delle reali necessità dell'EOC in termini di fabbisogno del personale». Carobbio Guscetti ha precisato che la segnalazione è stata oggetto di due comunicazioni all'indirizzo dell'EOC. La prima da parte di Claudio Zali a Paolo Sanvido, in data 8 giugno 2020, che a sua volta l'ha girata al responsabile delle risorse umane. La seconda, datata 6 luglio 2020, oggetto della presente interpellanza, che ha avuto l'effetto di attivare una seconda volta le risorse umane dell'EOC. La seconda attivazione ha portato a individuare due possibili prospettive professionali, entrambe poi declinate. Gli accertamenti fatti, tuttavia, escludono pressioni dei membri del CdA dell'EOC, segnatamente Sanvido e De Rosa». Detto ciò, ha ribadito Carobbio Guscetti, «l'intero Consiglio di Stato stigmatizza l'agire autoritario del consigliere di Stato Claudio Zali nei confronti dell'EOC, distanziandosene sia nei toni sia nelle modalità». Quanto alle domande dell'atto parlamentare, «De Rosa è stato messo in copia a una e-mail di sollecito per una segnalazione della quale non conosceva i dettagli» ha riconosciuto la presidente. «Il direttore del DSS non era a conoscenza neppure dei contenuti della prima e-mail. All'epoca De Rosa ha ritenuto di non dover ricoprire un ruolo attivo, considerando che il destinatario della e-mail era Sanvido. Il consigliere di Stato De Rosa non è neppure mai stato informato degli sviluppi successivi. Lo stesso De Rosa ha già riconosciuto pubblicamente di non aver prestato la necessaria attenzione all'e-mail, in particolare per i toni adottati da Zali». Se Sanvido fosse o meno autorizzato a inoltrare il CV della candidata alle risorse umano, Carobbio Guscetti ha tagliato corto: «Sì». Ribadendo per contro che non spetta al Consiglio di amministrazione dell'EOC assumere personale. «Sanvido ha trasmesso la candidatura alla figura a lui più prossima in linea gerarchica con competenze di assunzione, la linea è stata rispettata». Altra domanda: quali erano le due funzioni offerte alla signora? «In un primo momento, la donna è stata invitata all'ospedale Beata Vergine di Mendrisio per un colloquio conoscitivo. In quel momento, non risultavano posti vacanti per operatori socio-sanitari. Di qui la segnalazione per l'ospedale regionale di Lugano. Dopo la seconda sollecitazione di Zali, il capo delle risorse umane ha sollecitato a sua volta un secondo incontro. Alla signora era stata prosettata un'attività amministrativa che, all'EOC, non risulta però essere mai stata formalizzata. A fine mese, all'ospedale Beata Vergine, si era intravista una possibilità di un impiego nel campo socio-sanitario, anche qui senza arrivare a formalizzare un'offerta. Da verifiche EOC, era una possibilità nel reparto geriatrico. All'EOC risulta che la signora non avesse preso in considerazione questa proposta».
15:37
15:37
L'e-mail di Zali all'EOC
Pronzini, tornato sul palco, ha presentato l'interpellanza dello scorso 27 luglio sulla famosa e-mail all'EOC inviata da Claudio Zali. «Per quale ragione il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha permesso che un suo pari grado, che nulla aveva a che fare con un ente esterno e con un altro Dipartimento, si è permesso di scrivere un'e-mail nella quale non solo si esige una protetta di Zali venga assunta ma si fanno anche considerazioni che non hanno diritto di esistere nello Stato di diritto». Di nuovo: «Il non intervento di De Rosa è un elemento di preoccupazione. Lo stesso De Rosa ha detto: ognuno ha il suo carattere. Può darsi, ma non significa accettare cose inaccettabili. Trovo che De Rosa abbia cannato completamente».
15:32
15:32
Si riparte
Si riparte. Con un ordine rivisto. E una mozione d'ordine presentata da Natalia Ferrara, che avrebbe gradito riprendere dall'interpellanza sulla Società di navigazione Lago di Lugano. «Lo dico per rispetto delle persone che, in tribuna, ci stanno seguendo e rischiano il posto di lavoro».
15:15
15:15
Ufficio presidenziale in riunione
L'Ufficio presidenziale si è riunito con la presidente Daria Lepori per capire il da farsi. La situazione, in aula, è alquanto tesa. La richiesta di vari esponenti del Parlamento, banalmente, è quella di cambiare ordine di risposta alle interpellanze per poi avviare una discussione generale.

15:12
15:12
Dadò: «Mettete ordine»
Dopo vari botta e risposta, Sergi si è detto disponibile a ritirare la votazione sulla discussione generale a patto che venga riproposta dopo le tre interpellanze più attinenti al caso Zali. Durisch si è detto a sua volta d'accordo. Fiorenzo Dadò ha ribadito che è necessario avere «unità di materia». E ancora: «Mettete ordine».
15:07
15:07
Pronzini: «Si riveda la logica dell'ordine delle interpellanze»
Pronzini ha invitato a rivedere l'ordine delle interpellanze, al fine di poter discutere tutti i temi legati al caso Zali.
14:56
14:56
Discussione generale subito o no?
Scambio di battute, in aula, sulla necessità di chiamare subito una discussione generale o, ancora, se aspettare la fine di tutte le interpellanze. Sergi: «L'ho chiesta subito perché è chiaro che cosa sta succedendo. Inchieste e lavoro dell'alta vigilanza vengono usate come schermo per non rispondere alle domande politica. Non a caso io, nel mio intervento, ho fatto riferimento a domande squisitamente politiche. Proprio perché non intaccano il lavoro di inchiesta. Ma questo è il metodo che c'è in Parlamento da due, tre anni a questa parte. E non cito il caso Hospita...».
14:51
14:51
Ancora Sergi: «Chiediamo una discussione generale»
Ancora Sergi: «Avete deciso di buttare la palla in tribuna». L'esponente dell'MpS ha detto che il Parlamento «non intende aspettare diciotto interpellanze per capire che il Governo non ha voglia di discutere queste cose, malgrado le dichiarazioni di principio, quindi chiediamo la discussione generale su questa interpellanza»
14:49
14:49
La risposta di Carobbio Guscetti: «Non anticipiamo valutazioni»
Carobbio Guscetti, nel rispondere a Sergi, ha spiegato: «La vicenda relativa al 14.enne della Farera, come sapete, è oggetto di un procedimento penale tuttora in corso. Sarà compito del Ministero pubblico accertare i fatti e stabilire l'eventuale sussistenza di responsabilità. Parallelamente, il Parlamento cantonale ha attivato l'alta vigilanza sulla vicenda, per ricostruire quanto accaduto e verificare il rispetto delle competenze istituzionali. Il Consiglio di Stato non ritiene opportuno anticipare valutazioni o trarre valutazioni su fatti ancora oggetto di verifica. Concordo con Sergi: ci sono elementi politici cui rispondere, ma immaginiamo che terminati i lavori dell'alta vigilanza ci sarà una discussione in Parlamento. Valuteremo come Consiglio di Stato quando prendere posizione e le misure da adottare».
14:44
14:44
Sergi sul 14.enne alla Farera: «Il caso Zali è partito da qui»
Pino Sergi, collega di Pronzini nell'MpS, ha introdotto l'interpellanza del 23 luglio scorso, legata alla detenzione di un minorenne alla Farera e l'intervento di Claudio Zali. «Questa interpellanza è importante perché tutta la vicenda del cosiddetto caso Zali è iniziata da qui, è stata l'oggetto della prima inchiesta della Procura e dell'attivazione dell'alta vigilanza. È una discussione importante che il Parlamento deve avere. Le interpellanze non solo dovrebbero essere oggetti a cui si risponde rispettando i tempi, ma dovrebbero avere un'altra funzione: dovrebbero allertare il Consiglio di Stato segnalando dei problemi. Il 23 luglio questa interpellanza segnalava dei problemi e poneva una serie di domande. Alcune a cui, magari, non è ancora possibile rispondere. Altre, però, di ordine squisitamente politico avrebbero necessitato di risposte pubbliche, politiche appunto. Mi riferisco, per farla breve, alle domande 8, 9 e 10. Di natura politica. Laddove si chiede se l'intero Consiglio di Stato era stato informato preventivamente dell'intervento di Claudio Zali, e se sì in che modo, parliamo di un interrogativo di fondo».
E ancora: «La domanda 10, legata a casi di conflitto di interessi, avrebbe dovuto allertare il Consiglio di Stato. È proprio sul caso della Farera che si sono creati a mio modo di vedere i problemi maggiori. Ci sono versioni differenti, così ho letto sui giornali, delle incongruenze fra i vari funzionari convocati per testimoniare. Se il consigliere di Stato, di fronte a tutto ciò, continua a essere lì è perché forse può esercitare una sua influenza. È un'ipotesi, chiaro, ma queste tre domande in particolare necessitavano una risposta immediata».
14:33
14:33
Carobbio Guscetti: «Il Governo non esclude di accorpare la Magistratura dei minorenni nel Ministero pubblico»
A nome del Consiglio di Stato, la presidente Marina Carobbio Guscetti nel rispondere alla prima interpellanza proposta ha spiegato che la visione del Governo per la Giustizia ticinese tocca varie tematiche e varie riforme o necessità di riforma, a partire dalla trasformazione digitale. Quanto alla Magistratura dei minorenni, «il Governo non esclude un accorpamento nel Ministero pubblico ma è un tema che andrà discusso dalla nuova composizione dell'Esecutivo». In riferimento alla nomina dei magistrati, invece, «alla luce dei cambiamenti avvenuti nelle ultime settimane è un tema di cui si occuperà il Governo nella sua nuova composizione. In riferimento al tema, il Governo ha avviato l'opportuna e necessaria consultazione in merito all'iniziativa parlamentare del giugno 2026 presentata da Fiorenzo Dadò e Alessandro Speziali». Quindi, «dopo la consultazione prenderemo posizione».
14:16
14:16
Il primo a parlare è Pronzini
Matteo Pronzini, deputato in quota MpS, in entrata si è soffermato sulle tante risposte mancate, da parte del Consiglio di Stato, sul cosiddetto caso Zali. Nello specifico, Pronzini ha affrontato la crisi della Magistratura, accusata in queste settimane «goffamente» di aver fatto il ruolo di arbitro. Quindi, ha introdotto i temi di un'interpellanza presentata l'8 gennaio del 2025, che a sua volta faceva riferimento a una risoluzione che dava tempi precisi e vincolanti al Consiglio di Stato per evadere alcuni punti legati alla riforma della Giustizia ticinese.
14:10
14:10
Il punto alle 14
Dopo una delle estati più turbolente che la storia istituzionale del Cantone ricordi, il caso Zali approda in Gran Consiglio. Una sorta, se vogliamo, di «resa dei conti» politica dopo tutto quello che si è scritto, detto e pubblicato negli scorsi mesi.
Zali ha annunciato le dimissioni dal Consiglio di Stato per la fine di settembre, mentre il Governo ha già ridefinito la conduzione del Dipartimento del Territorio, affidandola a Raffaele De Rosa. La presidente Marina Carobbio Guscetti ha parlato di un momento difficile e di smarrimento per il Cantone.
Ora il confronto si sposta in Parlamento. Il Governo, è bene sottolinearlo, è tenuto a rispondere alle interpellanze giudicate «urgenti» dall’UP. Ebbene, questa selezione ha portato a stabilire una lista di una decina di atti parlamentari che toccano – appunto – il caso Zali. Il Parlamento si prenderà dunque tutto il tempo necessario per chiarire meglio queste vicende. Con la possibilità – concreta – che venga richiesta e approvata una discussione generale.
