C'è anche un «piano C» per Villa Heleneum

Per ora è un piano C. Qualora non tutto dovesse andare come previsto. «Perché, non scordiamocelo, Villa Heleneum è l’unica proprietà pubblica nelle mani di Lugano in riva al lago». E come tale è un bene prezioso. Un gioiello che, aspettando il rilancio dei progetti culturali in corso, attira e piace. Per via della sua unicità, come ha riferito poc’anzi, il vicesindaco, Roberto Badaracco. E di conseguenza per la sua bellezza che ha pochi uguali sul Ceresio. E come tale affascina chiunque varchi le sue porte. A cominciare da chi intende sposarsi e regalarsi così un momento unico sotto molti punti di vista. «Senza quasi nessuna pubblicità a eccezione di quella dei social media, nel corso di quest’anno - riprende Badaracco - Villa Heleneum si è caratterizzata anche come una destinazione apprezzata per lo svolgimento di matrimoni: quasi una decina quelli organizzati, di cui anche internazionali, con la presenza cioè di sposi e invitati provenienti dall’estero, come ad esempio dall’India, dagli Stati Uniti e dalle Filippine». Tra chi sceglie di convolare a nozze in riva al lago senza che quasi nessuno abbia pubblicizzato Villa Heleneum per questo scopo, ci sono poi soprattutto sposi e invitati che provengono da oltre San Gottardo.
Fino all’estate 2027
Da questo punto di vista, visto cioè il successo «sottotraccia» che sta riscuotendo la Villa nel settore del «wedding planner» (i matrimoni, appunto), appare dunque logico l’interesse della Città per questi eventi. Tanto più, precisa il vicesindaco, che il progetto di rilancio culturale in corso non si tramuterà in realtà almeno fino all’estate del prossimo anno. Tradotto: chi vorrà pianificare le nozze e festeggiarle a Lugano, magari proprio a Villa Heleneum, ha ancora un po’ di tempo per approfittarne. Così hanno del resto deciso di fare due sposi provenienti dalle Filippine che hanno organizzato i loro festeggiamenti proprio l’anno prossimo.
Già, ma perché i matrimoni a Villa Heleneum potrebbero essere il piano C della Città? Semplice. Perché il piano A ha già un nome e cognome. Come del resto il piano B.
I piani A e B
Il progetto in rampa di lancio, quello cioè che si sta affinando di più, è quello che prevede di trasformare Villa Heleneum in un centro contemporaneo dedicato all’arte e al design. Per proseguire il percorso di valorizzazione della Villa dopo l’esperienza, durata un anno e mezzo, della Fondazione Bally, nel giugno dell’anno scorso la Città aveva lanciato una manifestazione pubblica di interesse. All’apertura delle buste in ottobre, le iniziative ritenute più interessanti erano state due. La prima, che oggi si sta approfondendo nel dettaglio, immagina, come visto poc’anzi, di creare una piattaforma culturale dove arte e design danno origine a mostre, progetti di ricerca, residenze, programmi educativi, ma anche a spazi sociali, un bar e un ristorante. Promotori del progetto sono due enti svizzeri che allo scopo creerebbero una fondazione e avrebbero messo sul piatto un budget tra i 900’000 franchi e 1,2 milioni di franchi. La seconda candidatura, per il momento «dormiente», ha proposto la creazione di un centro internazionale di ricerca di arte orientale ed è arrivata invece dal Museo delle culture della Città di Lugano (Musec); museo che aveva già partecipato alla prima manifestazione di interesse che aveva portato la Fondazione Bally a primeggiare.
Visto tutto questo, il minimo che si possa dire è dunque che la Villa piace e suscita più di un interesse. I progetti culturali di rilancio non mancano. E attorno alla dimora in stile neoclassico realizzata fra il 1930 e il 1934 dall’architetto tedesco Hugo Dunke si sono accese le luci anche di chi vuole avere un ricordo speciale delle sue nozze. Un po’ come avviene già oggi sul lago di Como.
