Stabio

C’è chi sogna un nuovo parco e chi lo realizza davvero

Fa convinti passi avanti l’iniziativa che porterà alla creazione di un’area verde multifunzionale concepita insieme alla gente – Le centinaia di idee trasmesse nell’ambito di un sondaggio diventeranno due progetti, che poi saranno messi al voto
©Ti-Press/Benedetto Galli
Lidia Travaini
29.05.2026 06:00

«Noi realizzeremo il parco, ma come lo decidete voi». È questo, riassunto, il messaggio lanciato dal Municipio di Stabio alla fine dello scorso anno. In quell’occasione il Comune aveva reso nota l’intenzione di realizzare un nuovo parco urbano, uno spazio verde multifunzionale da mettere a disposizione della cittadinanza. E aveva altresì reso note ubicazione – un’area di circa 10.000 metri quadri tra le scuole e la futura palestra tripla – e intenzione: creare un polmone verde capace di diventare luogo di incontro e socialità, ma anche di garantire un rifugio fresco durante le ondate di caldo estivo. Oltre il Municipio non si era però spinto, perché la volontà era che a immaginare e progettare il futuro parco fosse la popolazione. Per arrivare a tale obiettivo è così stato organizzato un percorso partecipativo in più fasi, la cui prima era un sondaggio: la popolazione aveva tempo un paio di mesi per partecipare e contribuire all’immaginazione collettiva dell’area.

«Spazio di vita quotidiana»

Che parco desidera la popolazione? Lo abbiamo chiesto alla responsabile dell’Ufficio energia e sostenibilità di Stabio Viola Ferdani che sta seguendo un passo dopo l’altro la progettazione collettiva del parco: «Il sondaggio ha registrato una forte partecipazione, il riscontro è stato molto positivo – spiega Ferdani –. Attraverso il questionario sono stati raccolti 687 contributi, di cui 428 validi e utilizzabili per l’analisi, garantendo una base solida e rappresentativa della popolazione». Ad emergere chiaramente dai risultati è che «i cittadini immaginano il futuro parco come uno spazio centrale nella vita quotidiana, vale a dire accessibile, frequentato regolarmente e capace di rispondere sia a esigenze ambientali, sia sociali».

Le centinaia di contributi ricevuti hanno consentito di definire alcune priorità della popolazione: «Il bisogno di raffrescamento ed ombra in risposta al caldo urbano, la presenza di natura e spazi verdi rigeneranti, la possibilità di incontro e socialità informale, e il desiderio di praticare attività leggere legate al benessere, al relax e al movimento», prosegue la nostra interlocutrice.

Il passo successivo

Un’ulteriore fase del processo partecipativo si è svolta il 18 aprile. Quel giorno, con il coordinamento della SUPSI, è stato organizzato un workshop a cui ha partecipato un gruppo di residenti specchio della cittadinanza. Il compito di questo gruppo? «Tradurre bisogni e aspettative in proposte concrete, quindi partendo dai dati raccolti». Divisi in sottogruppi, i partecipanti in questa occasione hanno dovuto passare dall’immaginazione alla progettazione, «facendo un disegno del parco che vorrebbero: ogni gruppo ha riempito e colorato una mappa vuota del terreno che accoglierà il parco, inserendovi i contenuti, dal punto acqua, alla panchina, all’anfiteatro», prosegue Ferdani.

Per fare questo lavoro i vari gruppetti avevano a disposizione delle carte, che erano divise in quattro categorie: i vincoli, le funzioni, le attività e gli elementi del futuro parco. Ne sono uscite delle mappe piuttosto dettagliate in cui si possono vedere parchi giochi acquatici, bibliocabine, anfiteatri e gazebi, palchi, l’idea di casette di legno per ospitare un mercato, sentieri anche per portatori di disabilità, orti, un percorso Kneipp, giardini, zone alberate ma anche prati liberi, zone ludiche, e zone del silenzio.

«L’esercizio è stato importante anche per rendersi conto che malgrado l’area sia vasta, non si può inserirvi di tutto, occorre darsi priorità e anche rinunciare magari a qualcosa. Altrettanto importante è che i sei disegni fatti durante il workshop "si parlano", hanno delle linee comuni». Tra queste Ferdani identifica la presenza di spazi per il relax e per il gioco, l’attenzione alla qualità ecologica, le zone per lo sport e i punti di aggregazione.

La votazione finale

E ora? L’obiettivo è arrivare a due idee progettuali, per questo tra un paio di settimane è in programma un incontro con gli architetti che avranno il compito di creare due progetti di massima usando come base di partenza le sei mappe realizzate durante il workshop. A decidere sarà poi la popolazione perché, conclude Ferdani, i due progetti saranno messi al voto. Quando accadrà? Si spera a inizio 2027. Poi il progetto dovrà fare il suo corso, edilizio e politico; la realizzazione è stimata nel 2029.