C’è l’accordo coi contadini per la centrale a biogas a Stabio

La licenza edilizia c’è già dal maggio 2018 e nell’aprile scorso è stata costituita la società anonima per gestire la struttura (vedi il CdT del 22 aprile). Da allora non si è più parlato della centrale a biogas per la produzione di corrente rinnovabile nella zona industriale di Stabio. Ma chi sta lavorando al progetto non è stato con le mani in mano in questi mesi, anzi si sta impegnando affinché la sede possa essere costruita quanto prima. «Non ci sono dubbi. La centrale si farà. Stiamo lavorando per accordarci con i fornitori delle materie prime. Pensiamo di dare inizio ai lavori l’anno prossimo per poi partire con la produzione nel 2023» ci dice l’ingegner Corrado Noseda, membro del Consiglio d’amministrazione della Biogas Stabio SA. L’investimento sarà di circa 4,1 milioni di franchi.
Il «carburante»
Concimi di fattoria come liquame e letame, residui del raccolto, scarti dell’industria alimentare e gastronomici, residui alimentari domestici e scarti vegetali: sono questi i «carburanti» per la produzione di biogas nella prevista centrale che sarà realizzata a Stabio in via Lische nella zona industriale. Il progetto è delle AMS (Aziende municipalizzate Stabio) e dall’AGE (acqua, gas, elettricità) di Chiasso, le quali, come detto, hanno portato alla creazione della SA.
Operazione «win win»
«Proprio negli scorsi giorni abbiamo firmato una lettera di intenti con la Società agricola del Mendrisiotto, affiliata all’Unione contadini ticinesi. In pratica si tratta di un accordo con i contadini del distretto affinché questi ultimi ci forniscano il loro materiale di scarto, necessario per la produzione» spiega Noseda.
Ma l’operazione – continua il nostro interlocutore – porterà benefici anche ai fornitori stessi: «Una volta prodotto il biogas, ciò che rimane è il digestato, cioè sostanza in parte liquida e in parte solida “ridigerita” in maniera naturale. Il digestato verrà consegnato ai contadini in modo che possa essere utilizzato come un buon fertilizzante». Insomma, si tratta di un’operazione «win-win», usando un’espressione inglese di moda, che comporta vantaggi per entrambe le parti.
Ma non solo. L’obiettivo dei promotori del progetto è di circoscrivere l’accordo nella regione a sud del ponte-diga in modo da limitare i chilometri dei trasporti dai fornitori ai produttori e viceversa.
Altre intese e sussidi
Ma i contadini non saranno i soli fornitori. Un importante bacino è anche quello degli scarti alimentari per cui sono in corso trattative con altri partner come ad esempio case per anziani o privati. «Ci stiamo lavorando» afferma un ottimista Noseda. Come peraltro stanno approfondendo la possibilità di ottenere sussidi da parte del Cantone o dall’Associazione svizzera dell’industria del gas.
All’insegna dell’ecologia
Per un funzionamento ottimale della centrale si stima la necessità di lavorare 1.600 tonnellate di liquami, 950 di scarti da cucina, 2.200 di scarti vegetali e 50 di letame. Si prevede inizialmente che con la produzione dell’impianto della Biogas Stabio SA verrà coperto circa l’1,5% del fabbisogno combinato di gas degli utenti delle due aziende. Il gas ecologico verrà infatti immesso in rete, così da alimentare gli edifici e le industrie, contribuendo a ridurre l’impatto ecologico nella regione. Infatti si genererà energia a emissioni climaticamente neutre. Ma si valorizzeranno tonnellate di scarti raccolti nelle vicinanze che oggi vengono smaltiti in modo tradizionale e poco efficiente.