Centro d’asilo di Chiasso: riapertura certa, ma senza data

Per la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non ci sono dubbi: «Non è una questione di se, ma di quando». Scritto in altre parole: il Centro federale d’asilo (CfA) in via Motta a Chiasso riaprirà. La struttura, ricordiamo, è chiusa da giugno, per la precisione dal 15 giugno, insieme ad altri cinque CfA a Thônex, Niederscherli, Aesch, Arlesheim e Sulgen. Una misura comunicata lo scorso 21 maggio e giustificata come una reazione al calo del numero di domande d’asilo, definito «inferiore alle previsioni». La chiusura era stata classificata sin da subito come temporanea ma alcuni licenziamenti emersi nei giorni seguenti l’annuncio e la rinuncia ai servizi dei fornitori di prestazioni esterni aveva fatto emergere il dubbio che potesse durare ben più di qualche settimana, se non magari diventare persino definitiva. Così però non sarà, sottolinea appunto la SEM su nostra sollecitazione, anche se una data di riapertura non è ancora stata decisa, né per Chiasso, né per le altre località.
«In qualsiasi momento»
«Al più tardi da metà giugno la SEM chiuderà in via temporanea sei CfA allo scopo di ridimensionare le capacità ricettive in esubero, ridurre i costi ed eseguire piccoli lavori di manutenzione (le capacità ricettive complessive della SEM saranno così ridotte in ragione di circa 700 posti letto) – questa la comunicazione del mese di maggio della SEM -. Inferiore rispetto alle previsioni, il numero di domande d’asilo presentate nei primi quattro mesi dell’anno si è situato di poco meno del 20% al di sotto delle cifre dello scorso anno». In quell’occasione non era stata data nessuna indicazione precisa sulla data di riapertura: «Le capacità di questi CfA saranno nuovamente disponibili nel corso dell’estate, qualora il numero di nuove domande d’asilo dovesse aumentare come solitamente accade nei mesi estivi». Oggi esistono indicazioni più precise? «Il CfA di Chiasso riaprirà sicuramente. La data di riapertura non è ancora stata fissata. Questa dipenderà dal numero di domande d’asilo ricevute e dalle relative capacità di accoglienza. La SEM monitora costantemente la situazione. Il Centro può essere rimesso in funzione in qualsiasi momento» spiega il portavoce della SEM Nicolas Cerclé sottolineando ciò che abbiamo riportato all’inizio dell’articolo: «Non è una questione di se, ma di quando. I sei CfA saranno riaperti quando i numeri ricominceranno ad aumentare. E questo dovrebbe accadere nelle prossime settimane/mesi».
La pressione migratoria ai confini tende a crescere nei mesi estivi. Lo dimostrano ampiamente le cifre relative ai soggiorni illegali registrati in Svizzera negli scorsi anni, con numeri in aumento a partire dal mese di luglio e picchi in autunno (lo stesso vale per le domande d’asilo). Questo almeno negli anni di forte pressione migratoria (ad esempio il 2023 e il 2024). Dal 2025 si registrano numeri molto più bassi e lo scorso anno un vero picco estivo non c’è stato, con cifre stabili tra un mese e l’altro. Nel 2026 la tendenza è di ulteriore calo. Saranno i numeri dei prossimi mesi a definire la necessità di riaprire i CfA ora chiusi, ma il trend ora non sembra giustificare un’interruzione della chiusura.
Tutti a Pasture
Ad essere stata sospesa non è soltanto l’apertura dei CfA, già nei giorni immediatamente successivi all’annuncio della chiusura era infatti emerso che i servizi dei fornitori esterni di prestazioni erano stati annullati, e che c’era stato chi aveva dovuto licenziare collaboratori (si era parlato del caso di Securitas, vedi CdT del 5 giugno). Anche in questo caso, precisa il portavoce della SEM, si tratta di una misura «temporanea, solo per la durata della chiusura». In altre parole, quando i Centri riapriranno si riattiveranno i servizi sospesi. Potrebbe però essere troppo tardi per chi ha perso il posto di lavoro.
Ciò che si sa è che oggi tutti i richiedenti l’asilo in Ticino vengono alloggiati al Centro federale d’asilo di Pasture, a Balerna. La struttura attualmente è occupata al 70% (dato aggiornato al 6 luglio, i posti letto sono 340), conclude la SEM.
