Bellinzona

Centro giovanile all'ex Stallone, lo stop inatteso non convince

Due interpellanze chiedono al Municipio i motivi della battuta d'arresto del progetto che sembrava aver finalmente imboccato la strada giusta – Cinque membri della Gestione relativizzano le divergenze emerse con l'Edilizia
©Gabriele Putzu
Giacomo Butti
16.09.2026 06:00

A fine aprile 2023, fra le 123 pagine dell’annuale consuntivo di Bellinzona, il Municipio confermava quanto anticipato un mese prima dal Corriere del Ticino: «Il centro giovanile verrà realizzato all’ex Stallone in via Lavizzari». Si  concretizzava, così, un’idea - quella di uno spazio dedicato ai ragazzi - che, pur evocata più volte nell’arco di due decenni abbondanti, mai era arrivata tanto vicina alla realizzazione. Lo scorso dicembre all’albo comunale, poi, la domanda di costruzione per il cambio di destinazione del primo piano del complesso in via Lavizzari. Obiettivo ufficiale: inaugurare gli spazi nella seconda metà del 2026. Tutto bene? Non proprio. A tre anni, e più, dal lancio, il progetto torna a essere un punto interrogativo. E due interpellanze depositate in questi giorni chiedono chiarimenti.

Atto 1

«Dall’annunciata apertura all’abbandono è un attimo». Così è titolato l’atto parlamentare che, presentato da Maura Mossi Nembrini (Avanti con Ticino&Lavoro-Più Donne-Il Noce) e Sara Nisi (Verdi-FA-Indipendenti), lamenta la caduta del progetto. «A Bellinzona assistiamo troppo spesso a progetti annunciati, studiati e portati avanti per anni che, proprio quando sembrano finalmente prossimi alla realizzazione, vengono rimessi in discussione, modificati o sostituiti da nuove ipotesi. Un modo di procedere che inevitabilmente comporta tempi, costi e, non da ultimo, una perdita di fiducia nella capacità della Città di portare a termine quanto annunciato». Necessario, quindi, «fare chiarezza» sulle dinamiche che hanno portato allo stop, «senza dimenticare che nel frattempo i giovani di Bellinzona continuano ad aspettare lo spazio che la Città promette da anni».

Contestazioni

Le ragioni del passo indietro, riconducibili secondo la Regione a mancate convergenze fra Commissioni della gestione e dell’edilizia, sono state contestate da un secondo atto parlamentare presentato dai membri stessi della Gestione. Firmata da Michele Egloff e Martina Malacrida Nembrini (Unità di sinistra), Lorenza Giorla-Röhrenbach (Verdi-FA-Indipendenti), Sacha Gobbi, (Lega-UDC) e Brenno Martignoni Polti (Avanti con Ticino&Lavoro-Più Donne-Il Noce), l’interpellanza ha relativizzato la spaccatura con l’Ediliza, riconducendola principalmente al poco spazio lasciato al centro giovanile (il 17%) sulla superficie totale dello stabile, insieme con l’ipotesi di insediare nella stessa struttura l’Archivio comunale. «Altri scenari per l’ex-Stallone, ventilati anche dal Municipio, erano sul tavolo per essere vagliati dai servizi preposti. E questi progetti non sarebbero stati osteggiati a priori dalla Gestione».

Ancora la caserma

Lo scorso gennaio, mentre il dossier della nuova caserma pompieri puntava sull’ex LATI di Sant’Antonino, il consigliere comunale Andrea Cereda (PLR) aveva proposto di destinare la centrale dei militi in via Mirasole, una volta liberata, al centro giovanile per un periodo di 10-15 anni. Ma l’ipotesi, aveva risposto nel mese di marzo il Municipio, non era stata sin lì presa in considerazione. Che le cose siano destinate a cambiare? La discussione in Consiglio comunale riguardante l’acquisto dello stabile dismesso e il «trasloco» dei pompieri cadrà il 19 ottobre. E non a caso, evocato il dossier della nuova caserma, Mossi Nembrini e Nisi chiedono nella loro interpellanza: «Qual è concretamente l’alternativa all’ex Stallone?».