Locarno

«Ci hanno insegnato che il bene si può costruire anche dal basso»

Venerdì 18 settembre s’inaugura il Giardino dei Giusti dedicato alla memoria di Polia Rusca, Lilly Volkart, Luigi «Lüisin» Rusca e Wladimir Rosenbaum - Quattro ulivi e una targa per riflettere su solidarietà, impegno umanitario e pace
Lo storico Marino Viganò, il sindaco di Locarno Nicola Pini e Moreno Bernasconi, presidente della Fondazione Federica Spitzer. © Ti-Press/Samuel Golay
Spartaco De Bernardi
03.09.2026 06:00

Le quattro piante di ulivo messe a dimora in questi giorni testimoniano che il Giardino dei Giusti di Locarno, promosso e realizzato dalla Fondazione Federica Spitzer in collaborazione con la Città, è realtà. Lo sarà a tutti gli effetti venerdì 18 settembre quando nello spazio di memoria e di riflessione al Parco della Pace verrà svelata una targa che ricorda quattro persone che hanno operato a favore del prossimo quando il mondo viveva tempi bui come quelli che contraddistinguono l’attuale situazione internazionale. Quattro persone che si distinsero per il loro impegno umanitario. Si tratta di Lilly Volkart, Luigi «Lüisin» Rusca, Polia Rusca e Wladimir Rosenbaum (vedi box a fianco). «L’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Locarno vuol essere un’occasione di crescita civile per tutta la comunità», ha sottolineato Moreno Bernasconi, presidente della Fondazione Federica Spitzer, nel presentare alla stampa l’appuntamento. «Allora come oggi - ha aggiunto Bernasconi - si tende a credere che il bene non sia possibile o che si possa ottenerlo solo sconfiggendo il male con le armi. I Giusti di Locarno sono invece testimoni emblematici del fatto che il bene inizia dal basso, dall’impegno semplice ma tenace di persone comuni». «Insegnare la storia significa costruire la democrazia» è uno dei capisaldi del Consiglio d’Europa citato dal sindaco Nicola Pini per sottolineare l’importanza che riveste l’iniziativa del Giardino dei Giusti. Iniziativa che si inserisce nel solco della tradizione di Locarno quale Città della Pace. Proprio i valori che all’indomani della Seconda Guerra Mondiale hanno ispirato la realizzazione del Consiglio d’Europa, ha proseguito Pini, sono quelli di cui i Giusti di Locarno hanno dato testimonianza con il loro impegno di solidarietà. Lo storico Marino Viganò ha dal canto suo ricordato lo spirito di accoglienza che ha permeato il Locarnese sin dalla fine del XVII secolo. «In questa regione hanno cercato e trovato accoglienza, rifugio e patria individui e gruppi, uniti dalla volontà di rifuggire dottrine e pratiche politiche persecutorie e convenzioni sociali rigide».

Cerimonia e proiezione

La cerimonia d’inaugurazione del Giardino dei Giusti è, come detto, in programma venerdì 18 settembre alle 17 al Parco della Pace. Alle 20.30, in collaborazione con il Locarno Film Festival, al PalaCinema sarà proiettato «Irkalla: Gilgamesh’s Dream» del regista iracheno Mohamed Al-Daradji (lingua originale araba, sottotitoli in italiano). Il film, che ha come protagonisti due bambini durante la guerra in Iraq dal 2016 al 2019, approfondisce la riflessione sui temi al centro del progetto del Giardino dei Giusti.

Una vocazione per la solidarietà 

Le quattro figure cui rende omaggio il Giardino dei Giusti sono rappresentative di quei molti altri uomini e donne di buona volontà il cui impegno civile incarna emblematicamente la vocazione del Locarnese alla solidarietà e all’impegno umanitario, alla pace e a un fecondo cosmopolitismo. Si tratta di Lilly Volkart, attivista sociale, che ad Ascona dà assistenza a bambini in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. Con l’aiuto del Comitato svizzero di soccorso per i bambini emigranti, dà accoglienza a 120 orfani ebrei già nel 1942 e ancora altri, specie dall’Italia. Questo grazie anche al sostegno del barone Eduard von der Heydt, che le offre, per queste attività, una casetta al Monte Verità, nel biennio 1943-45. Nel dopoguerra seguita a ospitare bimbi e ragazzi in difficoltà.
Luigi «lüisin» Rusca, dirigente dell’Ospedale La Carità, si prodiga nel dare soccorso a esuli politici. Di orientamento liberale-radicale, antifascista, tra l’altro ospita, dal settembre 1943 all’aprile 1945, l’esule politico italiano Filippo Sacchi, scrittore, giornalista e critico cinematografico che si oppose e venne perseguitato dal regime fascista.
Polia Rusca, nata in Bielorussia e rientrata a Locarno nel 1916 dopo gli studi in medicina, apre uno studio professionale, riorganizza l’ospedale, si attiva nel Comitato della Croce Rossa curandosi di bimbi e rifugiati di guerra. Fornisce sostegno ai residenti delle valli tramite centri di distribuzione di indumenti e viveri, promuovendo inoltre corsi di cure a domicilio.
Avvocato, funzionario, antiquario, mercante d’arte di origini russo-ebraiche, Wladimir Rosenbaum acquista una residenza estiva a Comologno trasformandola in rifugio di artisti e intellettuali esuli. Fornisce armi ai repubblicani durante la guerra civile di Spagna. Arrestato per questo nel 1937 e condannato a 5 mesi di carcere, si trasferisce a casa Serodine ad Ascona nel 1939, lavorando nel settore dell’antiquariato.