Viabilità

Circonvallazione Agno-Bioggio: alla fine, dunque, si cambia

Dopo aver ricevuto lo scorso 20 gennaio rassicurazioni da Berna su un possibile cofinanziamento dell’opera si procederà passo dopo passo, iniziando dalla tratta Bioggio/Piodella – Gobbi: «C’è stato un cambio di paradigma importante» – Zali: «Sì, ma non sarà scontato farsi sussidiare»
©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Stefano Lippmann
Andrea BertagnieStefano Lippmann
10.02.2026 20:30

Per la circonvallazione di Agno-Bioggio si procederà a tappe, a partire dal tratto Bioggio-Piodella, così da cercare di ricevere un finanziamento federale. È questa la novità forse più concreta sull’opera infrastrutturale del Malcantone emersa oggi a Bellinzona sulla scorta di un incontro avuto lo scorso 20 gennaio con il segretario generale del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni (DATEC), Yves Bichsel e il vice direttore dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, Ulrich Seewer. Ad aggiornare la situazione sono stati il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento del territorio (DT), Claudio Zali e il direttore della Divisione delle costruzioni del DT, Diego Rodoni. «Quello del DATEC e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale è un cambio di paradigma non indifferente - ha spiegato Gobbi -; questo perché c’è ora la disponibilità ad entrare in materia di un finanziamento federale per le grandi opere infrastrutturali, che possono essere inserite nei Programmi di agglomerato. Non abbiamo ancora tutti gli elementi tecnici, ma l’apertura c’è ed è positiva».

Una delle prime conseguenze di questo cambio di paradigma è il ritiro del messaggio del DT all’indirizzo del Gran Consiglio - presentato lo scorso giugno - che non prevedeva finanziamenti federali e immaginava la realizzazione della circonvallazione con un tracciato tutto in superficie per un costo di 338 milioni di franchi. Messaggio che aveva cercato di trovare «un compromesso tra le esigenze finanziarie del Cantone sempre più ristrette e le aspettative dei Comuni», ha specificato oggi Zali, senza però trovare, appunto, la convergenza completa tra questi ultimi, dato che favorevole si era detto soltanto Bioggio.

Messaggio entro fine anno

Questa è comunque musica del passato, perché da oggi, come detto, per la circonvallazione (un progetto di cui si parla da decenni) si entra in una nuova fase. «Il primo passo sarà quello di contenere al massimo i costi della prima tappa che si andrà a realizzare con il credito già approvato nel 2011 integrandolo con un credito aggiuntivo di entità ragionevole, di sicuro inferiore ai 100 milioni», ha proseguito il direttore del DT, prima di precisare che per questa prima tratta non contestata, quella tra Bioggio e Piodella, l’intenzione è quella di presentare un messaggio all’attenzione del Gran Consiglio entro la fine dell’anno.

Dal profilo tecnico sarà per questa prima tappa che verrà richiesto un finanziamento federale nell’ambito del sesto Piano di agglomerato del Luganese (PAL). Anche se, ha puntualizzato Rodoni, «nel PAL 6 indicheremo anche quello che vogliamo realizzare successivamente, ovvero la seconda e la terza tappa della circonvallazione», così da presentare un progetto il più possibile organico e strutturato. Guardando indietro, l’esito dell’esame del PAL 5, che contempla tutta una serie di altre misure e interventi di mobilità, è atteso invece per il mese di giugno di quest’anno. Il PAL, lo ricordiamo, è lo strumento attraverso il quale la regione del Luganese, per il tramite dell’omonima Commissione regionale dei trasporti (CRTL) e del Cantone Ticino, quale ente responsabile della sua attuazione, sottopone alla Confederazione una richiesta di cofinanziamento di misure infrastrutturali nel settore dei trasporti volte a migliorare il quadro complessivo delle condizioni di mobilità all’interno dell’agglomerato.

Coinvolti i Comuni

Oltre ad aver incontrato la stampa per fare il punto della situazione oggi Gobbi e Zalli hanno incontrato nel pomeriggio anche i rappresentanti dei Comuni coinvolti, è stato spiegato. Comuni ai quali, «attraverso i loro Municipi chiederemo di esprimersi anche sulla prima tappa», ha specificato il presidente del Governo. Solo dopo, è stato indicato, verrà allestito il messaggio che sarà presentato entro la fine dell’anno. Di sicuro, oltre a raccogliere le indicazioni dei Comuni coinvolti, ovvero Agno, Bioggio e Muzzano, il DT dovrà anche studiare come portare a termine la prima tappa della circonvallazione dal punto di vista tecnico. «Dovremo fare degli approfondimenti», ha chiarito Rodoni.

Obiettivo salire sul podio

Approfondimenti li dovrà però fare anche la Confederazione, che dovrà decidere se finanziare o meno il primo tratto della circonvallazione, una volta che avrà ricevuto la candidatura del Cantone. «Non sarà semplice arrivare sul podio». Zali oggi, a margine della conferenza stampa, non si è fatto troppe illusioni. «Bisogna capire che a essere finanziati saranno pochi progetti, questo a fronte di decine di iniziative che arriveranno sul tavolo di Berna». Sembra di capire che per riuscire nell’intento, il Cantone dovrà dimostrare di aver impostato la sua domanda di finanziamento anche su criteri più ambientali rispetto a quelli attuali. «Occorre un cambio collettivo di mentalità», si è lasciato sfuggire il direttore del DT.

L’ipotesi messa sul tavolo - con particolare riferimento all’ipotesi di procedere a tappe con la realizzazione della circonvallazione - è stata sostanzialmente accolta, «a caldo», con cauto ottimismo. Anche se, va detto, non sono mancate le puntualizzazioni, le critiche e alcune rivendicazioni. Il sindaco di Agno Thierry Morotti esprime soddisfazione, soprattutto per il fatto che sarà presentato un nuovo messaggio governativo. Questo vuol dire che «la parte di circonvallazione prevista a cielo aperto su Agno viene a cadere». Per Morotti, infatti, è importante «salvaguardare sia il territorio che il paesaggio». Il sindaco non nasconde, allo stesso tempo, «la parte dolente: ci vorrà ancora del tempo prima di avere una soluzione». La diretta conseguenza? «Il traffico nel frattempo rimane e aumenta». Con lo sguardo volto al futuro il sindaco spera che «il progetto che presenteranno nei prossimi mesi all’interno del Piano di agglomerato urbano del Luganese di sesta generazione (PAL6) abbia ancora una visione globale». E, soprattutto, «ci confermino che la parte di circonvallazione ad Agno sia interrata». Questo va anche nella direzione evocata da Claudio Zali, ovvero «presentare un progetto virtuoso e di qualità per tutta la regione. Sull’interramento - ribadisce Morotti - non scenderemo a compromessi». Per il presidente della Commissione regionale dei trasporti del Luganese, Filippo Lombardi, la via indicata in conferenza stampa «sembra quella giusta, è incoraggiante». Lombardi ricorda che il progetto era già stato inserito nel PAL2, «senza un cofinanziamento da parte della Confederazione». Ora, la ripresa del progetto nel PAL6 con una prima tappa, a mente del presidente, «non è una cattiva idea» anche perché «l’intera infrastruttura in un solo colpo sarebbe stato un boccone troppo pesante da digerire». «La conferenza stampa ha chiarito un punto politico fondamentale: la Confederazione è disposta a entrare in materia sul finanziamento dell’opera». È quanto ha sottolineato, in un comunicato, Alain Bühler per l’UDC. Dunque - si precisa - «si tratta esattamente di quanto era già noto e messo nero su bianco nella risposta del Consiglio federale all’interpellanza presentata nell’agosto 2025 dal consigliere nazionale Piero Marchesi». Allora ne era nato un botta e risposta con il consigliere di Stato Claudio Zali. Oggi, per l’UDC, i fatti parlano chiaro: «l’apertura della Confederazione c’era allora e c’è ancora oggi», una considerazione «che «non solo smentisce le affermazioni di Zali, ma mette in luce un suo atteggiamento mai propositivo». Per quel che concerne i prossimi passi - si legge nella nota - «resta molta incertezza sulle intenzioni operative del Cantone». Ma, alla luce della disponibilità della Confederazione, «il Dipartimento del territorio deve cambiare approccio: riprendere seriamente in mano il progetto, coinvolgere i Comuni e tutti portatori di interesse, costruire una condivisione reale e presentarsi a Berna con un progetto chiaro e credibile da inserire nel PAL6». Imprescindibile, per i democentristi, la garanzia «fin da subito, che l’opera sarà completata». Insomma, per la sezione ticinese dell’UDC si è di fronte a «un’occasione concreta da non lasciarsi scappare. Sprecarla ulteriormente sarebbe un grave danno per una regione che attende questa infrastruttura da decenni». «A caldo» si è espresso anche il consigliere nazionale (e sindaco di Tresa) Piero Marchesi. «Peccato che si sia perso tempo - commenta -. Auspico che ora si lavori collaborando anche con i Comuni interessati affinché questo progetto possa proseguire positivamente con il sostegno di tutte le parti coinvolte».