Il punto

Città al voto sulla Fortezza: attesa una forte affluenza

Il progetto di valorizzazione da 19,1 milioni al vaglio dei bellinzonesi questa domenica: la sfida è più che mai aperta - Il numero di schede già depositate è fra i più alti dei recenti appuntamenti - Si stima, alla chiusura, una partecipazione al 55%
©Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
22.09.2026 06:00

Manca poco, pochissimo, al voto che sancirà il destino del progetto di valorizzazione della Fortezza di Bellinzona. Domenica 27 settembre, i cittadini saranno chiamati a esprimersi sul credito di 19,1 milioni di franchi da dedicare al patrimonio UNESCO. E la partita si preannuncia calda. Da noi contattato, Luca Tanner, responsabile della cancelleria comunale, conferma come i numeri indichino, sin qui, un forte interesse della popolazione: «A parità di giorni dalla chiusura delle urne, le schede di voto depositate finora mostrano un’affluenza leggermente più alta di quella tipicamente registrata nelle ultime votazioni». Oltre il 19% dei cittadini turriti, spiega Tanner, «ha già votato. Fra gli appuntamenti recenti, solo quello di marzo - con l’iniziativa “200 franchi bastano” - ha fatto registrare, all’inizio dell’ultima settimana, numeri di poco più alti». Un andamento simile lascia presagire, quindi, un’affluenza medio-alta: «Ci aspettiamo una partecipazione attorno al 55%».

I fronti contrapposti

Ancora qualche giorno d’attesa, insomma. E poi sarà chiaro chi sorriderà e chi meno. Sino ad allora, la sfida rimane aperta e a essere ben definiti sono gli schieramenti. Con unità d’intenti, i partiti storici - PLR, PS, Il Centro e Lega, con i Verdi liberali - sostengono, insieme al comitato civico «Facciamoci Belli» e a una serie di associazioni ed enti, il progetto presentato dal Municipio e approvato il 9 marzo dal Consiglio comunale. Un piano di interventi a tappe che - fra nuovi percorsi espositivi, realtà aumentata, interventi di accessibilità e tante altre novità - promette, con l’arrivo di più turisti, importanti ricadute sull’economia locale. «L’obiettivo», ha sottolineato l’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino (OTR) in una presa di posizione, «non è semplicemente valorizzare ciò che già abbiamo, ma rendere la Fortezza ancora più attrattiva e interessante per un pubblico diversificato». Il fronte referendario, promosso dal Noce di Brenno Martignoni Polti e sostenuto da Avanti con Ticino & Lavoro, Partito comunista, HelvEthica e da alcune singole personalità, come il granconsigliere UDC Tuto Rossi e l’architetta Cristiana Storelli, non contesta la necessità di valorizzare i castelli, ma il progetto sottoposto al voto. I punti principali della critica (cfr. il nostro «vademecum» del voto, edizione del 7 settembre) sono tre: la denominazione «Fortezza», il ticketing previsto per corte interna di Castelgrande e galleria della Murata, l’affidamento della gestione a una fondazione. Per i referendisti, una bocciatura non significherebbe rinunciare alla valorizzazione, ma riaprire il dossier e modificare il progetto sulla base delle indicazioni emerse dal voto.

Un tuffo nel Medioevo

Intanto, la Città guarda più avanti. Qualunque sia l’esito del voto referendario, domenica 4 ottobre - in occasione dell’undicesima Giornata dei Castelli Svizzeri - il complesso difensivo bellinzonese sarà fruibile in maniera diversa. A Montebello, dalle 10.30 alle 18.30, il pubblico potrà immergersi nel Medioevo con accampamenti, spettacoli, dimostrazioni, giochi, artigiani e mercato medievale. A Castelgrande, dalle 11, musica con l’esposizione di Ivo Soldini, mentre a Sasso Corbaro si potrà ammirare la mostra «Fra Roberto tra le mura».