Cocaina in cambio di un alloggio: condannati due «cavallini»

Il modus operandi dei «cavallini»? Sempre lo stesso. E gli inquirenti ticinesi ormai lo conoscono a menadito. Piccoli spacciatori, principalmente provenienti dall’Albania, che vengono in Svizzera per vendere stupefacenti e soggiornano negli appartamenti di alcuni consumatori locali in cambio di qualche dose. Vengono, tuttavia, facilmente scoperti, perciò la loro permanenza sul suolo elvetico si limita a solo qualche mese. Così è stato anche per i due 23.enni albanesi, condannati questa mattina dalla Corte delle assise correzionali.
«Avevo problemi familiari e un prestito di denaro da restituire», queste le motivazioni che hanno spinto uno dei due ragazzi a prendere parte a una banda attiva nel traffico illecito di stupefacenti in Svizzera e all’estero. Insomma, la soluzione ai suoi problemi ha deciso di cercarla nel mercato della droga svizzero. Per questa ragione a metà ottobre del 2025 decide di venire in Ticino, senza permesso di soggiorno, con l’intento di guadagnare dalla vendita di cocaina. Trova terreno fertile nel Luganese, dove viene ospitato da un consumatore della zona, probabilmente in cambio di un po’ di cocaina. Dopo all’incirca dieci giorni dal suo arrivo sul suolo elvetico, decide di aiutare un altro ragazzo a varcare il confine fra Svizzera e Italia, anche lui intento a mettere in tasca qualche soldo grazie allo spaccio di droga. I due collaborano nella vendita di sostanze stupefacenti, il cui guadagno è stato stimato in oltre 20.000 franchi per aver spacciato quasi un chilo di coca in un mese. Gran parte di questi soldi era destinata al capo della banda, il restante invece ai due spacciatori. Del denaro si occupava principalmente il primo «cavallino», che oltre a consegnare al capo la quota dovuta, si occupava anche di trasferire il proprio di guadagno e quello del neoarrivato in Albania. Un mese di attività illegali per il primo, poco meno di tre settimane per l’altro, e poi sono finiti in manette entrambi durante una serie di accertamenti per reati in urto alla Legge federale sugli stupefacenti. Lo scorso novembre, infatti, le autorità avevano arrestato in momenti distinti cinque persone, tra cui anche i due uomini condannati oggi. Entrambi i processi si sono svolti nella formula del rito abbreviato. I due cittadini albanesi sono stati condannati per infrazione aggravata alla Legge federali sugli stupefacenti, entrata e soggiorno illegali e ripetuto riciclaggio di denaro a rispettivamente 24 e 16 mesi sospesi. Inoltre, il giudice Amos Pagnamenta li ha anche espulsi dal territorio elvetico per 5 anni. La pena – avallata come visto dalla Corte – è stata pattuita precedentemente dalla titolare dell’incarto, la procuratrice pubblica Veronica Lipari, e dai difensori dei due imputati, gli avvocati Camilla Cimiotti e Sofia Padlina.