Coldrerio, decenni per risanare

CHIASSO - È un bilancio in chiaroscuro quello allestito dalla Sezione della protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo (SPAAS) sui circa 18 mesi di esercizio dell'impianto di contenimento e trattamento dell'inquinamento posato all'area di servizio autostradale Coldrerio Ovest. Un intervento, ricorda una nota diramata ieri dal Cantone a seguito di un incontro di aggiornamento con il Municipio guidato da Corrado Solcà, resosi necessario dopo che alla fine del 2012, al momento della riconsegna dei fondi «utilizzati durante un trentennio da Motor Rest SA, era stata scoperta la presenza di un importante inquinamento da idrocarburi nel terreno, che aveva suscitato delle giustificate preoccupazioni del Comune e del Dipartimento» del territorio.
L'aspetto positivo è «che l'impianto offre le necessarie garanzie per quanto concerne la sorveglianza e il contenimento dell'inquinamento all'interno del sito».
Una parziale delusione giunge dai dati relativi al processo di decontaminazione dei fondi. Come emerso dal rapporto consegnato dalla responsabile dell'inquinamento, il cosiddetto «risanamento progressivo "in situ"» procede a rilento rispetto alle stime iniziali, tanto «che i risultati concreti del trattamento restano da verificare». Nel dettaglio, spiega il capo della SPAAS Giovanni Bernasconi, la Motor Rest aveva indicato un lasso di tempo di 5-6 anni per risanare i terreni, mentre il Cantone si aspettava il raggiungimento del traguardo in 10-20 anni.
