Sentenza

Colpo grosso a Sorengo, tre anni di carcere a un ladro

Il giovane è stato espulso in Sudamerica - Il sospetto è che facesse parte di un gruppo dedito ai furti internazionali - Ha colpito anche in Svizzera interna e, senza successo, a Cadro
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
24.09.2026 15:53

Il sospetto, destinato a rimanere tale, è che il 26enne argentino condannato ieri a tre anni di carcere (uno da scontare) e all’espulsione per sette fosse membro di un gruppo di ladri internazionali che hanno messo a segno colpi in tutta Europa. Di certo in Svizzera ne ha compiuti almeno tre, di cui due nel Luganese. Se ne sospettano - ma, anche qui, certezze non ve ne sono - un’altra manciata abbondante in Svizzera interna. Contro di lui spiccava un mandato di cattura internazionale, ed è stato arrestato in Germania nel novembre del 2025, a quasi un anno di distanza dai fatti imputatigli. Nei tre colpi imputatigli sono state trovate tracce del suo dna, precedentemente schedato nelle banche dati delle autorità europee in seguito a dei colpi in Francia. «Tutta Europa ora conosce il suo dna», gli ha a tal proposito ricordato il presidente della Corte delle assise criminali chiamata a giudicarlo, Paolo Bordoli. Un chiaro tentativo di dissuaderlo dal tornare a colpire alle nostre latitudini, una volta scarcerato.

Era reo confesso

Il giovane, reo confesso, in Ticino ha colpito sia a Cadro che a Sorengo, sempre in complicità con altre persone, in parte rimaste ignote. A Cadro il tentativo è andato a vuoto, mentre a Sorengo è pienamente riuscito, e il bottino è stato ingente: gioielli, orologi e accessori di moda per un valore denunciato di oltre 350.000 franchi. Nel mezzo, un altro colpo a Matzingen, nel Canton Turgovia, che ha fruttato oltre 82.000 franchi.

C’era l’accordo di pena

I reati per cui è stato condannato sono quelli di furto aggravato, danneggiamento, violazione di domicilio ed entrata illegale. Il procuratore pubblico Roberto Ruggeri e l’avvocato difensore d’ufficio Tommaso Manicone sono giunti in aula con un accordo di pena che è infine stato accettato dalla Corte. È stata ventilata la possibilità di allungare la parte di pena da scontare ma, ha infine deciso il giudice Bordoli, «fargli fare qualche mese in più di carcere sarebbe stato un esercizio un po’ inutile», considerando che verrà presto espulso in Sudamerica, che le nostre carceri sono sotto pressione a livello di spazi e che un prolungo della detenzione avrebbe comportato maggiori costi.

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