Luganese

«Come credeva di farla franca?», «ci ho pensato, ma non abbastanza»

Due anni e dieci mesi a un consulente assicurativo attivo nel Luganese che ha sottratto in tre anni quasi 700.000 franchi a dieci persone, fra cui clienti, amici e parenti – Soldi usati anche per aprire un bar – «Mi sono fatto ingolosire»
©Gabriele Putzu
Federico Storni
20.08.2026 18:37

Due anni e dieci mesi di carcere, parzialmente sospesi in ragione di 24 mesi, e l’espulsione dalla Svizzera per cinque. A tanto è stato condannato un 35.enne consulente assicurativo italiano residente a Ponte Tresa che in tre anni (fra il 2022 e il 2025) ha sottratto quasi 700.000 franchi a dieci persone – oltre a 100.000 franchi ai propri genitori – per finanziare il proprio tenore di vita e per gestire un bar in paese. L’uomo è in carcere da novembre, quindi verrà scarcerato fra un paio di settimane. È stato condannato dalla Corte delle assise criminali presieduta dal giudice Curzio Guscetti per truffa aggravata in quanto commessa per mestiere, falsità in documenti e riciclaggio di denaro.

La pena inflitta all’uomo è superiore a quanto richiesto dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonte e dall’avvocata dell’imputato Elettra Bernasconi, che avevano raggiunto un accordo di pena che prevedeva la condanna per truffa «semplice». Tale accordo era però stato contestato dalle due principali vittime del 35.enne, rappresentate dall’avvocato Michele Parravicini, che chiedevano per l’appunto la condanna per la fattispecie truffaldina più grave prevista dal nostro ordinamento. «Ha commesso undici truffe ai danni di dieci persone in soli tre anni – ha detto Guscetti nel motivare oralmente la sentenza –. E se è vero che le prime quattro potevano essere truffe semplici, con le successive gli importi sottratti sono aumentati sensibilmente, denotando un’evoluzione rapida e sostanziale, anche nelle modalità, della sua attività criminale». Il 35.enne, reo confesso, ha anche sottratto, come accennato, 100.000 franchi ai suoi genitori, i quali non hanno però sporto querela. Dunque per questo episodio non è stato condannato: «Ma è comunque rilevante per comprendere gli illeciti dell’imputato», ha precisato Guscetti.

È stato un crescendo

Dacché è arrivato in Svizzera, l’imputato ha iniziato a truffare: «Non ero abituato al tenore di vita e mi sono lasciato andare», ha detto oggi in aula. All’inizio si è trattato di qualche migliaio di franchi qua e là (nel frattempo risarciti) con la promessa di stipulare polizze assicurative ma intascandosi i premi versati. Poi c’è stato il salto di qualità, ai danni delle due principali vittime, che si conoscevano. Una gli ha dato trecentomila franchi, convinta che li avrebbe investiti tramite il gruppo assicurativo per cui lavorava. L’altra, con modalità analoghe, duecentomila.

«Mi sono lasciato ingolosire», ha detto l’imputato. I primi soldi, ha spiegato, li ha presi semplicemente perché poteva, abusando della fiducia dell’amica e cliente. Poi gli è venuta l’idea di gestire un bar in paese e l’ha in sostanza finanziato con i proventi della sua attività truffaldina. In questa fase l’uomo è entrato in modalità buco-tappabuco, riuscendo a sfilare oltre 150.000 franchi ad altre tre persone, prospettando loro investimenti nell’oro che in realtà non aveva intenzione di effettuare. Il maltolto, al netto di parziali restituzioni, è stato di 558.000 franchi, che difficilmente verranno recuperati. Il meccanismo truffaldino non era particolarmente sofisticato ed era praticamente impossibile che non emergesse a un certo punto. «Come pensava di farla franca?», ha chiesto il giudice Guscetti all’imputato. «Ho pensato, ma non troppo – ha risposto lui –. Sapevo che prima o poi sarebbe uscito tutto quanto. Per questo ho cercato di farla finita». Ancor prima delle denunce che l’hanno poi portato in prigione, l’uomo ha infatti cercato in due occasioni di togliersi la vita, venendo inoltre ricoverato alla Clinica psichiatrica cantonale. Ora è in cura e sta meglio: «Sto cercando di organizzarmi per ripartire e non fare più casini simili», ha detto oggi. Ripartenza che sarà fuori dai confini elvetici.

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