I dati

Competenze di allievi in seconda elementare, buoni i risultati in Ticino

In italiano, la percentuale di scolari che raggiunge il livello di competenza fondamentale nella comprensione orale è dell’84%, nella comprensione scritta è dell’80%, mentre in matematica si attesta al 76%: i risultati sono allineati alla media Svizzera
©CdT/Gabriele Putzu
Red. Online
21.05.2026 11:20

Sono stati pubblicati dal DECS i risultati della Verifica del raggiungimento delle competenze fondamentali (VECOF) 2024. L’indagine nazionale, alla sua quarta edizione, è stata questa volta effettuata presso le allieve e gli allievi di seconda elementare e ha focalizzato l’attenzione sulla lingua di scolarizzazione (italiano, per il Ticino) e sulla matematica.

In italiano, la percentuale di allieve e allievi del Canton Ticino che raggiunge il livello di competenza fondamentale nella comprensione orale è dell’84%, nella comprensione scritta è dell’80%, mentre in matematica si attesta al 76%. Tutti e tre i risultati sono allineati alla media Svizzera.

Le analisi in base alle caratteristiche individuali (genere, condizione sociale, lingua parlata a casa e statuto migratorio) non mostrano in Ticino differenze statisticamente significative nel raggiungimento delle competenze fondamentali in nessun ambito. Il Cantone riconferma dunque la propria capacità nel mitigare l’impatto delle differenze individuali.

Resta l’importanza di proseguire con i progetti avviati in entrambi gli ambiti affinché allieve e allievi – in particolare coloro che non raggiungono il livello previsto – possano fare meglio.

Una verifica promossa da HarmoS

La Verifica del raggiungimento delle competenze fondamentali è prevista dall’accordo intercantonale HarmoS entrato in vigore il 1° agosto 2009. Tra gli obiettivi principali dell’accordo vi sono l’armonizzazione dei sistemi scolastici cantonali, la definizione di standard minimi di formazione (denominati “competenze fondamentali”), nonché la verifica del loro raggiungimento. Queste indagini – realizzate in Ticino dal Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) del Dipartimento formazione e apprendimento/Alta scuola pedagogica (DFA/ASP) della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) – consentono un confronto fra i Cantoni sul raggiungimento delle competenze fondamentali negli ambiti considerati.Le prime rilevazioni del sistema di monitoraggio sono state avviate tra il 2016 e il 2017, esaminando le competenze in matematica nell’11° anno HarmoS (quarta media) e le abilità nella lingua di scolarizzazione e nelle lingue seconde nell’8° anno HarmoS (prima media). Gli approfondimenti sono proseguiti nel 2023 con una terza indagine focalizzata sulle competenze linguistiche nell’11° anno HarmoS, seguita nel 2024 da una quarta rilevazione focalizzata sulla lingua di scolarizzazione e sulla matematica nel 4° anno HarmoS (seconda elementare).Quest’ultima indagine, di cui vengono presentati oggi i risultati, ha coinvolto in Svizzera 19’883 alunne e alunni di 1’153 scuole. In Ticino il campione rappresentativo era composto da 861 allieve e allievi.  Trattandosi della prima rilevazione su vasta scala nel 4° anno HarmoS, l’iter è stato preceduto da uno studio di fattibilità per garantire standard qualitativi elevati e procedure di somministrazione adeguate all’età dei partecipanti (circa otto anni). Per evitare il sovraccarico cognitivo, le prove sono state progettate con supporti visivi chiari e tempi calibrati. In matematica, inoltre, è stata prevista la possibilità di fruire di testi e consegne in formato audio per agevolare la comprensione del compito.  

I risultati in Svizzera e in Ticino

Nella lingua di scolarizzazione l’87% delle allieve e degli allievi di tutta la Svizzera raggiunge le competenze fondamentali nella comprensione orale; si tratta di una percentuale relativamente alta. Nella comprensione scritta e in matematica il grado di raggiungimento è più moderato, con delle percentuali medie rispettivamente del 79% e del 76%. Tra le caratteristiche individuali studiate (genere, origine sociale, lingua parlata a casa e statuto migratorio) l’origine sociale è quella che ha una maggiore incidenza sui risultati del test, contrariamente al genere che non ha effetti particolari: bambine e bambini ottengono infatti risultati comparabili. In generale, i risultati del test confermano che l’armonizzazione tra i Cantoni è relativamente avanzata. I Cantoni soddisfano così l’obiettivo fissato dalla Costituzione, garantendo anche a lungo termine che tutti gli allievi e tutte le allieve abbiano accesso a condizioni didattiche paragonabili, durante tutto il loro percorso formativo e indipendentemente dal loro luogo di residenza.  

Dai risultati specifici del Canton Ticino emerge che nella lingua di scolarizzazione la proporzione di allieve e allievi che raggiunge il livello di competenza fondamentale nella comprensione orale è dell’84%, nella comprensione scritta dell’80% e in matematica del 76%. Tutti e tre i risultati non si discostano in maniera statisticamente significativa dalla media svizzera (le variazioni rientrano nel normale margine di oscillazione dei dati; non sono abbastanza marcate per poter affermare che ci siano reali differenze tra la media ticinese e quella svizzera). Presso le alunne e gli alunni del Canton Ticino, va evidenziato, non sono state riscontrate differenze statisticamente significative nel raggiungimento delle competenze fondamentali legate alle caratteristiche individuali (genere, condizione sociale, lingua parlata a casa e statuto migratorio).      

Commenti ai risultati

Il quadro delineato dai risultati conferma la solidità e l'efficacia del sistema scolastico cantonale nel promuovere il successo formativo delle allieve e degli allievi. Tali esiti, considerati globalmente positivi, assumono un valore ancor più significativo se letti alla luce del fatto che il Ticino figura tra i Cantoni con la minor spesa pubblica destinata all’istruzione nella scuola dell’obbligo. L’efficacia del sistema scolastico ticinese nel mitigare l’impatto delle differenze individuali rappresenta inoltre un traguardo di rilievo, che valida gli sforzi profusi dal Cantone per garantire l'equità e promuovere l'inclusione. A questo successo contribuisce verosimilmente anche la peculiarità del contesto ticinese, in cui la scolarizzazione inizia per molte bambine e molti bambini già a tre anni, agendo preventivamente sulle possibili disparità.Nonostante i riscontri positivi resta di fondamentale importanza investire ulteriormente nel sistema, considerato che circa il 20% delle allieve e degli allievi non raggiunge le competenze fondamentali, presentando lacune che rischiano di cristallizzarsi nell’arco del percorso scolastico. Per contrastare questo fenomeno, è prioritario rafforzare i sistemi di identificazione precoce delle difficoltà, garantendo parallelamente un supporto tempestivo e mirato sin dall’esordio scolastico, evitando che lo svantaggio iniziale si trasformi in un divario incolmabile. In quest’ottica, un monitoraggio costante e un adattamento flessibile delle pratiche didattiche consentono di ridurre la soglia critica, promuovendo il raggiungimento degli obiettivi formativi. Risulta infine essenziale consolidare la continuità tra i diversi ordini di scuola e la sinergia con le famiglie, assicurando un accompagnamento coerente e duraturo durante tutto il percorso scolastico.  

È dunque indispensabile proseguire con i progetti avviati e consolidati della Sezione delle scuole comunali relativi alla lingua di scolarizzazione, come quelli sull’accesso al codice (la comprensione del rapporto tra lettere e suoni), alla lettoscrittura (l’apprendimento di lettura e scrittura) e alla grafomotricità (lo sviluppo della manualità fine necessaria per scrivere a mano), e con le iniziative messe in campo in ambito matematico, tra cui il progetto MaMa, raccolta di materiali didattici per la scuola elementare con il relativo portale. In questo contesto vanno citate inoltre le proposte formative del Collegio delle ispettrici e degli ispettori delle scuole comunali e dei singoli ispettorati, promosse in collaborazione con le direzioni degli istituti scolastici comunali, e le iniziative di formazione continua proposte dal DFA della SUPSI. In questa strategia di potenziamento si inseriscono anche l’introduzione del docente d’appoggio obbligatorio e l’estensione dell’attività delle esperte e degli esperti di materia alle scuole comunali, determinanti per favorire la qualità dell'insegnamento.  

Si moltiplicano intanto gli sforzi del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) nella promozione, nello specifico, della lettura, un impegno formalizzato nel 2024 attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di definire strategie mirate per consolidare le competenze linguistiche in tutti i settori scolastici. Ad oggi, questo progetto ha già prodotto svariati strumenti, tra cui un documento operativo, un portale web a disposizione di tutti gli ordini scolastici e una serie di approfondimenti video realizzati in collaborazione con RSI EDU. In un’ottica di prevenzione e al tempo stesso di continuità educativa, il raggio di intervento si sta ora estendendo alle fasi precedenti l’ingresso nella scolarità obbligatoria. Sono in via di definizione, in collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), azioni concrete per incentivare l’avvicinamento alla lettura sin dalla prima infanzia. Tale iniziativa muove dalla consapevolezza che i primi anni di vita rappresentano un momento cruciale per lo sviluppo cognitivo e relazionale, e che agire tempestivamente è la chiave per garantire una reale equità educativa.    

Prospettive future

Per il futuro delle prove di verifica delle competenze fondamentali è stato deciso dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione, già nel 2023, un nuovo sistema denominato «Monitoraggio delle competenze fondamentali», basato su uno studio di coorte che segue lo sviluppo delle allieve e degli allievi dall’8° all’11° anno HarmoS, ovvero tra la prima e la quarta media. Questa struttura permetterà una duplice prospettiva di analisi: da un lato l’osservazione longitudinale per valutare come evolvono gli apprendimenti delle medesime allieve e dei medesimi allievi nel corso del triennio; dall’altro la rilevazione delle tendenze di sistema, possibile grazie al confronto tra gruppi di alunne e alunni diversi nel tempo. Grazie a questo approccio di lungo periodo, il monitoraggio potrà fornire dati affidabili per orientare le politiche educative svizzere con informazioni precise e aggiornate. Le prossime rilevazioni si svolgeranno nel 2028 in italiano, in matematica e nelle lingue seconde presso le allieve e gli allievi di prima media; nel 2031 lo stesso gruppo verrà nuovamente esaminato, nelle stesse materie, al termine della scuola media.