Il bilancio

«Compiuti grossi progressi: e ora un progetto incredibile»

Il direttore Francesco Giampà lascerà le Officine FFS di Bellinzona per passare a Migros Industria, realizzando il bisogno di dedicarsi ad altro
Francesco Giampà era entrato in funzione a settembre 2018. ©Chiara Zocchetti
Simone Berti
22.03.2022 18:08

Partenza pesante alle Officine FFS di Bellinzona da oramai oltre un decennio sotto i riflettori per le tensioni che spesso ne accompagnano l’attività. Entrato in funzione nel settembre del 2018 al posto di Felix Hauri, dopo quattro anni Francesco Giampà ad agosto lascerà la direzione dello stabilimento ferroviario mentre questo si trova in un momento di transizione, essendo previsto il trasloco nella futura sede di Castione entro il 2026, ricorsi permettendo e dopo un iter politicamente travagliato. Alla base della decisione, definita difficile, Giampà, formatosi al Politecnico di Zurigo, cita il bisogno di lanciarsi in una nuova sfida professionale in un ambito diverso. Lo ha spiegato lui stesso tramite un videomessaggio trasmesso ai dipendenti in cui ha sottolineato che si tratta del momento giusto. Dopo aver lasciato la capitale ticinese, si occuperà ancora di manutenzione e di progetti in un’altra grande realtà svizzera, Migros Industria.

Le tensioni non c’entrano
Alle radici delle dimissioni - abbiamo chiesto al direttore - c’è davvero unicamente il citato bisogno personale di un cambiamento oppure, anche marginalmente, potrebbero aver influito altri fattori, in primis l’ambiente talvolta teso all’interno delle Officine, con i rappresentanti del personale che sin dallo sciopero del 2008 sono spesso sulle barricate per difendere i volumi di lavoro e contrastare le esternalizzazioni? «La scelta è unicamente legata all’interesse crescente di intraprendere un’avventura professionale in un settore diverso rispetto a quello ferroviario, ma sempre orientato al futuro e alla sostenibilità - risponde al CdT - Sono e sarò per sempre legato alle Officine di Bellinzona per questi 12 anni insieme di cui quasi 4 da direttore. Per quanto questa sia stata una decisione sofferta, era tuttavia il momento giusto per un cambiamento, sia per me personalmente che per le Officine».

Passi avanti e cosa resta da fare
Annunciando la sua prossima partenza Giampà ha inoltre affermato che le ‘OBe’ «hanno raggiunto risultati incredibili che non pensavamo di riuscire a raggiungere». A cosa si riferisce in particolare? «Le Officine hanno avuto in questi anni un’evoluzione molto positiva sugli aspetti operativi legati alla qualità e alla sicurezza e sono riuscite con un accresciuta professionalità e polivalenza ad espandere il proprio portfolio prodotti - afferma Giampà - Lì dove una volta c’erano i carri merci, sempre di più trovano spazio elettrotreni complessi e le loro componenti . Inoltre abbiamo posato i binari per il futuro, con il Nuovo stabilimento industriale ferroviario che da fine 2026 sarà un’importante realtà con i suoi 360 collaboratori. Anche questa è una conquista importante e incredibile nella sua dimensione». Quali i dossier principali da portare avanti prima della partenza prevista ad agosto 2021? «Quelli principali rimangono quello del nuovo stabilimento e del progetto di trasformazione, che dopo l’importante delibera del Consiglio di amministrazione dello scorso novembre, sono da poco entrati in una nuova fase», spiega il direttore. Intanto il processo per la ricerca del successore è stata avviata e il relativo bando di concorso verrà pubblicato a breve. Obiettivo: «Riuscire a trovare in tempi utili la figura ideale per questo importante ruolo», evidenzia.

Il futuro e quel ricorso
Rivolgendosi ai collaboratori, come detto, il direttore ha parlato inevitabilmente pure della sfida più grande che attende lo stabilimento: il trasloco in una nuova sede a Castione dopo una storia ultracentenaria nella capitale. Si tratta di una decisione che Francesco Giampà ha definito «una pietra miliare che mi rende orgoglioso». Secondo gli ultimi aggiornamenti presentati a dicembre, per la futura sede con un investimento di 580 milioni di franchi, con una previsione di circa 360 collaboratori e 80 apprendisti. Cantone e Città di Bellinzona, ricordiamo, mettono rispettivamente 100 e 20 milioni di franchi nel progetto che prevede la riconversione del sedime attuale in un moderno quartiere. Intanto però i binari non sono del tutto spianati. Attualmente risulta infatti almeno un ricorso sicuro a Losanna - del Gruppo Marti attivo in zona come abbiamo già riferito - contro la sentenza del Tribunale amministrativo federale che aveva confermato la «riservazione» dei terreni di Castione per il nuovo stabilimento.

Il sindacalista di UNIA Matteo Pronzini, membro sempre in prima linea della Commissione allargata del personale delle Officine FFS, appare dispiaciuto per la partenza del direttore Francesco Giampà. Sarebbe stato sicuramente meglio se ci fosse stata continuità in questa delicata fase di transizione verso il nuovo progetto, spiega. Questo implicherà il fatto di dover ripartire da zero nelle discussioni, tanto più che con l’attuale direttore, pur con delle divergenze di vedute, Pronzini sottolinea che i rapporti sono sempre stati cordiali e rispettosi. «Gli faccio gli auguri», afferma il sindacalista.