Vallemaggia

Comuni a fianco di Frapolli per il rilancio di Bosco Gurin

Verso una gestione mista pubblica-privata della stazione turistica confrontata con crescenti difficoltà - Costituito un gruppo di lavoro che potrebbe trasformarsi nel Consiglio di amministrazione della nuova Lovena SA
L’abbandanza di neve sta diventando un’eccezione. © CDT/Archivio
Spartaco De Bernardi
04.11.2025 06:00

Se non bastavano gli inverni con poca neve, ci si è messa pure la pandemia da coronavirus. Per le stazioni invernali a sud delle Alpi le ultime stagioni sono state a dir poco complicate. E Bosco Gurin non fa eccezione. Malgrado i salti mortali compiuti da Giovanni Frapolli e dai suoi collaboratori, l’offerta non sempre ha potuto essere quella degli anni d’oro. O, almeno, degli anni «normali» durante i quali gli impianti di risalita funzionavano a pieno regime e le piste erano prese d’assalto dagli sciatori. In questa situazione, difficile anche per i rapporti venutisi a creare con altri attori locali, è arduo anche attuare l’indispensabile destagionalizzazione dell’offerta, nonostante idee e progetti concreti non manchino. Ecco che allora si sta facendo strada l’idea di un cambio di rotta. Anzi, ormai è più di un’idea quella di passare a una governance mista tra pubblico e privato della stazione turistica.

Destinazione strategica

«Vogliamo fare tutto quanto in nostro potere affinché la destinazione in cima alla Rovana torni ad essere attrattiva tutto l’anno», ha affermato il presidente Simone Stoira nel presentare, giovedì scorso, ai delegati dell’Associazione dei Comuni di Vallemaggia (Ascovam) il progetto di rilancio di Bosco Gurin al quale si sta lavorando ormai da qualche tempo. «Quella di Bosco Gurin è una destinazione strategica non solo per la Vallemaggia, ma per tutto il Locarnese», ha rammentato Stoira, senza sottacere che la situazione attuale desta qualche preoccupazione per le ragioni che abbiamo elencato all’inizio.

Visione a medio-lungo termine

L’attuale organizzazione, secondo il direttivo dell’Ascovam, non garantisce più una programmazione nel medio e lungo periodo. Da qui la decisione, presa in accordo con Frapolli, di elaborare una strategia di rilancio. Un passo da compiere sul quale concordano tutti i Comuni valmaggesi, i cui Municipi hanno dato la loro adesione di principio ad approfondire il discorso. Si è dunque deciso di costituire un gruppo di lavoro incaricato di approfondire il dossier «Bosco Gurin 2040», elaborato congiuntamente dalla società proprietaria degli impianti e dall’Antenna Vallemaggia dell’Ente regionale di sviluppo. Nel concreto, il gruppo di lavoro dovrà elaborare un business plan sul medio-lungo periodo, definire il valore effettivo della nuova società mista pubblica-privata (unica variante ritenuta percorribile) cui spetterà la futura governance della stazione turistica e definire se e come, in un secondo momento, gli enti pubblici potranno partecipare finanziariamente della nuova Lovena SA (oggi gli otto Comuni valmaggesi versano complessivamente un contributo annuo di 65.000 franchi). Gruppo di lavoro che potrebbe dunque diventare il Consiglio di amministrazione della nuova società di gestione della stazione turistica di Bosco Gurin.

Dalla montagna al lago

Oltre gli otto Comuni valmaggesi, che hanno designato per questo compito il sindaco di Maggia Andrea Sartori, nel gruppo di lavoro ci saranno anche i rappresentanti del Convivio dei sindaci del Locarnese, dell’Organizzazione turistica regionale, della comunità di Bosco Gurin designato dal Municipio, dei privati attivi nel villaggio della Rovana ed evidentemente lo stesso Giovanni Frapolli. La prima riunione dovrebbe tenersi già all’inizio del prossimo mese di dicembre, come annunciato dallo stesso Sartori. «Il potenziale è importante e possiamo, anzi dobbiamo, unire le forze affinché, grazie al know how del proprietario e ai progetti ai quali sta lavorando, la stazione turistica possa rilanciarsi», ha rimarcato il sindaco di Maggia. Le premesse per la buona riuscita di quest’operazione sono date. Ora si dovrà remare tutti nella stessa direzione per riuscire a condurla in porto. Un’unità d’intenti, ha osservato il presidente della Fondazione Vallemaggia Territorio Vivo e granconsigliere Aron Piezzi, che deve contraddistinguere anche gli altri progetti che faranno compiere un salto di qualità alla valle: dal Lido Alpino di Bignasco alla ricostruzione del Centro sportivo in Lavizzara, senza dimenticare il polo scolastico, culturale e sportivo ai Ronchini di Aurigeno.