«Con questo “Sole” rispondiamo ai bambini dai bisogni specifici»

La struttura per minorenni con bisogni educativi e riabilitativi specifici «Centro al Sole», gestita dalla fondazione Opera ticinese per l’assistenza alla fanciullezza, è stata inaugurata sabato a Bellinzona alla presenza del Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, del sindaco Mario Branda, del capo della Sezione della pedagogia speciale Mattia Mengoni, oltre che del presidente dell’OTAF Franco Spinelli e del direttore Roberto Roncoroni. «È il proseguimento di una storia di dedizione e passione al servizio delle famiglie ticinesi», ha esordito De Rosa nel discorso per il simbolico taglio del nastro, riferendosi anche al foyer «Casa al faggio».
«Competenza e umanità»
«Qui, competenza e umanità si intrecciano per offrire accoglienza e un futuro di speranza e di cura. Il Cantone ha costruito una rete solida, capace di rispondere alle famiglie garantendo un ambiente protetto e stimolante». Il titolare del Dipartimento sanità e socialità ha poi citato l’iniziativa come esempio «di collaborazione tra istituzioni e realtà specializzate ancorate nel territorio che fa la differenza».
Il complesso - che sorge nel quartiere Parc-en-Ciel di via Ghiringhelli, un’area multigenerazionale di proprietà dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino - è organizzato in due edifici: quello principale con gli spazi per la scuola e le terapie, più la cucina, mentre nella villa storica in stile liberty trovano posto otto camere indipendenti, servizi e spazi comuni. Con questa soluzione, per la prima volta anche il Sopraceneri è in grado di soddisfare una presa a carico diurna e notturna.
«Un punto di riferimento»
Il sindaco Mario Branda, pordando il saluto della Città, ha descritto, con questa novità, la capacità di «integrare i servizi nella regione. Costituirà un punto di riferimento per molte persone di tutta la regione». Il presidente Franco Spinelli, dal canto suo, ha ricordato come, nonostante le difficoltà lungo il cammino «abbiamo continuato con determinazione e senso di responsabilità, guidati dalla convinzione che il progetto avrebbe avuto un impatto positivo sulla qualità di vita delle persone coinvolte». Gli ha fatto eco il direttore Roberto Roncoroni, ricordando come quest’ultimo passo consolidi «la tradizione di un ente già attivo nel Sopraceneri con “Casa Bianca” a Locarno, ma anche con la colonia di vacanza montana a Sommascona-Olivone». Il capo della Sezione della pedagogia speciale, Mattia Mengoni, ha ricordato come l’inclusione non sia «un gesto di buona volontà o un atto simbolico, ma una scelta consapevole, profondamente politica, che il nostro Cantone difende. Consapevole del fatto che non si tratti di un limite da superare, ma di una risorsa preziosa da valorizzare».
Attivo da un anno
L’attività è già iniziata il 2 settembre dello scorso anno, quando 19 alunni avevano avviato il loro percorso di scolarizzazione, ai quali ne sono stati aggiunti altri cinque nel percorso didattico per l’attuale anno scolastico 2025/2026. «Casa al faggio», invece, aveva aperto i battenti il 16 settembre 2024 accogliendo i primi tre giovani ospiti e, oggi, offre una soluzione abitativa a otto allievi con una frequenza adattata alle loro necessità.
