Con un quintale di hashish in auto, condannato ed espulso

Pena sospesa ed espulsione dalla Svizzera per 3 anni per il 44.enne cittadino ucraino arrestato il 22 maggio scorso in dogana a Ponte Tresa con 100 chili di hashish nascosti nell’auto, oltre a denaro contante. L’uomo, domiciliato in Ucraina e con permesso di residenza in Germania, è comparso oggi alla sbarra davanti alla Corte delle assise correzionali presieduta dalla giudice Monica Sartori Lombardi per rispondere dell’accusa di infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti e ha sostanzialmente ammesso tutti i fatti imputatigli. Ha spiegato di commessi dopo una serie di eventi negativi che hanno impattato sulla sua vita. Il aula si è arrivati con un accordo sulla pena (16 mesi sospesi) tra la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, titolare dell’incarto, e l’avvocato difensore Samuele Scarpelli. Il dibattimento si è quindi svolto con la formula del rito abbreviato.
Nel vano della ruota di scorta
L’arresto del 44.enne era stato comunicato dal Ministero pubblico, dalla Polizia cantonale e dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) il 26 maggio, pochi giorni dopo l’arresto. L’uomo, a bordo di una vettura con targhe polacche, era stato fermato dai collaboratori dell’UDSC al valico di Ponte Tresa, mentre stava lasciando il territorio svizzero. La successiva perquisizione del veicolo aveva permesso di rinvenire 99,72 chilogrammi di hashish in cento confezioni sottovuoto nascoste nel vano della ruota di scorta, nonché denaro contante. L’arresto era nel frattempo stato confermato dal giudice dei provvedimenti coercitivi e da allora l’imputato si trova dietro le sbarre e da inizio mese è in espiazione anticipata della pena. Verrà scarcerato nei prossimi giorni.

