Condannato per truffa aggravata: «Non vedevo alternative valide»

«Quanto ha messo in atto appare effettivamente assai sofisticato e ben congeniato». È con queste parole che la presidente della Corte delle assise criminali Monica Sartori-Lombardi ha accompagnato la comunicazione della condanna a due anni e sette mesi di carcere inflitta a un 24.enne del Luganese, su cui pesano nove capi d’accusa. Truffa aggravata il principale (per un importo complessivo di oltre 270 mila franchi), «siccome commessa per mestiere» per assicurarsi una regolare fonte di reddito. Il giovane, al beneficio dell’assistenza, pur di aumentare le sue entrate e vivere molto al di sopra delle sue possibilità ha falsificato documenti, annunciando sinistri fittizi alle assicurazioni e richiedendo moltissime carte di credito.
L’assistenza non gli bastava
I crimini – commessi tra il Mendrisiotto e il Luganese – sono iniziati nell’ottobre 2019, non appena l’imputato è diventato maggiorenne. Il giovane importava illegalmente sciroppi, sigarette e accessori per il consumo di tabacco, peraltro omettendo di pagare l’IVA, e li rivendeva sul territorio ticinese. Quando è stato scoperto, ha cambiato «attività»: acquisti su Internet (senza nessuna volontà di rimborso), richieste di carte di credito o finanziamenti a nome di terze persone, richieste di rimborso per prestazioni inesistenti (per visite mediche, guasti all’auto, danni al mobilio, malattie all’estero, incidenti in vacanza). Nel 2022 ha anche avviato una ditta individuale attiva nella vendita online di prodotti, senza annunciare i guadagni all’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento che ha quindi continuato a versargli le prestazioni assistenziali (1.029 franchi mensili). «E addirittura, dopo che l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) lo aveva segnalato all’assistenza – si legge nell’atto d’accusa –, l’imputato ha trasmesso documentazione fittizia, continuando a ingannare con astuzia l’Ufficio cantonale».
Banconote false da Napoli
Per «vendicarsi» dell’UDSC, in almeno un’occasione, il giovane ha pure sorvolato la dogana a bordo di un paramotore, senza ovviamente essere in possesso della licenza. Creava documenti, attestazioni e carte d’identità falsi utilizzando Photoshop (in un’occasione ha addirittura utilizzato una sua foto mentre indossava una maschera da anziano), apponeva etichette con il suo nome su bucalettere vuote per farsi consegnare i pacchi lontano dal suo domicilio. Ha anche importato dall’Italia quattro mazzette da 10 banconote contraffatte da 50 euro, acquistate o ricevute in regalo a Napoli (poi ritrovate al suo domicilio).
In carcere per 2 anni e 7 mesi
L’arresto è avvenuto il 21 agosto 2025 nel Luganese. Gli agenti hanno bussato alla porta del giovane, il quale ha tentato di fuggire prima dal tetto e poi calandosi dalla finestra. Da quel giorno, l’imputato non è più uscito dal carcere e, dallo scorso novembre, è stato posto in esecuzione anticipata della pena.
Come detto, la giudice ha condannato il 24.enne a 31 mesi di carcere, a una pena pecuniaria e al trattamento ambulatoriale. La Corte – giudici a latere Emilie Mordasini e Giovanni Celio – ha ritenuto che le condizioni della procedura abbreviata fossero adempiute, accogliendo la proposta di pena formulata dal procuratore pubblico Daniele Galliano, e accettata dal 24.enne, difeso dall’avvocata Barbara Pezzati. «Anche se ho sbagliato, e riconosco l’errore, era tutto legato alla mia indigenza economica», ha dichiarato in aula l’imputato. «La cassa malati è cara, ero convinto di usufruire di un servizio e di poterne beneficiare. Per questo ho stipulato più assicurazioni complementari, chiedendo a tutte il rimborso di prestazioni. Mi è partita la rabbia e ho cominciato a falsificare documenti. Non vedevo alternative se non reperire denaro in modo illecito con le carte di credito».
La giudice ha invitato il 24.enne a farsi aiutare affinché, una volta uscito dal carcere, possa essere pronto a camminare sulle sue gambe: «Approfitti della sua permanenza in prigione per continuare la terapia ambulatoriale e per creare un progetto di vita. E si astenga dal commettere nuovamente questi atti».
