Confermato: i 15 tifosi non ci stanno

Si presenteranno compatti anche di fronte ai giudici i 15 tifosi ticinesi che lo scorso 14 gennaio parteciparono agli scontri avvenuti alla Valascia prima e dopo la partita fra l’Hockey club Ambrì Piotta ed il Losanna. Come confermato al CdT dal loro legale Costantino Castelli, i prevenuti colpevoli hanno confermato la decisione di opporsi ai decreti di accusa formulati dal sostituto procuratore generale Nicola Respini. Tredici di loro compariranno in Pretura penale, mentre 2 verranno processati da una Corte delle Assise correzionali. Le principali ipotesi di reato nei loro confronti sono quelle di sommossa, violenza contro i funzionari, danneggiamento e dissimulazione del volto. Per alcuni vi è pure l’infrazione alla Legge federale sugli esplosivi.
I supporter biancoblù si dichiarano innocenti. La loro tesi è che sono stati aggrediti dagli ultrà vodesi. Non hanno fatto altro che difendersi, insomma, sostiene il loro legale (cfr. il CdT del 28 novembre). Non solo. Hanno altresì tutelato l’incolumità fisica degli altri tifosi (fra di loro anche numerose famiglie con bambini, essendo una domenica pomeriggio). Di tutt’altro avviso, ovviamente, il procuratore pubblico Nicola Respini, secondo il quale i 15 ticinesi hanno partecipato attivamente agli scontri prendendosela con le forze dell’ordine. Sarà un giudice a decretare la verità (processuale). Complessivamente sono 39 i decreti d’accusa emessi per i disordini scoppiati durante il match. Oltre alle persone residenti nel nostro Cantone, l’elenco comprende 13 tifosi domiciliati nel canton Vaud, 6 in altri cantoni e 2 in Germania (fan della squadra di calcio del Carl Zeiss gemellata con il Losanna).
