Confine sempre più freddo

«Migrazione, cala il gelo sul confine meridionale». Lo abbiamo scritto su queste colonne esattamente un anno fa, dopo che l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) aveva diffuso le cifre sulla migrazione irregolare dell’ultimo mese del 2024, numeri che restituivano il quadro completo dell’anno che si era da poco concluso. È accaduto lo stesso nelle scorse ore, con l’UDSC a rendere note le cifre concernenti il mese di dicembre del 2025. E se un anno fa avevamo parlato di «gelo» sul confine ticinese, i termini da usare per descrivere la situazione attuale dovrebbero essere ancora più «glaciali». Sì perché malgrado il confine meridionale sia ancora quello più sollecitato da quei migranti che cercano di introdursi in Svizzera illecitamente, i numeri sono ben lontani da quelli degli scorsi anni, quando in Ticino erano più volte stati raggiunti i circa 4.000 soggiorni illegali al mese. Lo scorso dicembre ne sono stati contabilizzati 439, in calo dai 517 di novembre. Un anno fa, quando avevamo parlato di «gelo», erano stati 284; nel dicembre 2024 inoltre il confine più sollecitato era stato quello orientale con 333 casi. Per spiegare le cifre, in quell’occasione la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ci aveva parlato di un cambiamento delle rotte migratorie. I totali annuali riportano un calo costante e netto: i soggiorni irregolari in Ticino sono di 6.746 nel 2025, di 17.470 nel 2024 e 25.831 nel 2023.
Cambiamenti in Siria e Turchia
A palesare ulteriormente la diminuzione della pressione migratoria, sono le cifre a livello nazionale. I soggiorni illegali registrati nel 2025 nel nostro Paese sono stati 14.577, circa la metà di quelli rilevati nel 2024 (29.459 casi) e quasi 3,5 volte meno di quelli del 2023 (50.185 casi). Nel solo mese di dicembre 2025 sono stati 982. A complemento dei numeri, l’UDSC rende noto che l’anno scorso «per quanto riguarda la provenienza, i migranti di nazionalità turca sono stati i più numerosi (1.933), seguiti da quelli provenienti dall’Afghanistan (1.842) e dal Marocco (1.174)».
Per aiutarci ad capire questi dati ci siamo rivolti alla SEM, a cui spetta l’analisi della situazione migratoria. «Iflussi migratori sono diminuiti sulla rotta dei Balcani, principalmente a causa del cambiamento di regime in Siria a fine 2024, ma anche perché la Turchia è diventata più severa nel controllo della migrazione irregolare», sottolinea il portavoce Nicolas Cerclé. In ogni caso, «il periodo invernale non è un momento di aumento della pressione migratoria, che avviene piuttosto in estate e autunno quando le rotte migratorie sono più facilmente percorribili», spiega inoltre.
Per quanto concerne i migranti che depositano una domanda d’asilo, quindi i richiedenti, quelli alloggiati attualmente nel Centro federale d’asilo di Pasture sono 290, mentre a Chiasso sono 105, ci viene spiegato (la capienza complessiva ufficiale è di 350 posti letto, ndr). La riduzione della pressione migratoria non si riflette quindi nell’occupazione dei Centri. Non tutti i migranti che entrano in Svizzera dalla frontiera sud e depositano una domanda d’asilo rimangono tuttavia nel nostro cantone. Vengono infatti distribuiti in tutto il Paese; nella regione Ticino e Svizzera centrale rimangono solo il 13,6% di tutte le persone che hanno fatto domanda d’asilo in Svizzera.

