Mendrisiotto

Contro le larve di coleottero entrano in campo i nematodi

In quasi tutti i terreni da gioco della regione un macchinario sta iniettando in profondità un microrganismo capace di attaccare e uccidere le larve di popilia japonica, autrici di innumerevoli danni, anche finanziari – Un’azione concertata dall’Ente regionale dello sport
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
15.04.2026 06:00

Una nuova offensiva è ufficialmente partita. L’avversario? La popilia japonica, conosciuta anche con il nome di coleottero giapponese. Un insetto che, fin dal suo stato larvale, sta dando filo da torcere a determinate colture (vedi sotto) e agli spazi verdi. Da qualche giorno sui manti erbosi dei centri sportivi del Distretto si può notare un trattore con annesso macchinario al lavoro: lunedì, ad esempio, era operativo sui campi da calcio di Novazzano, Coldrerio e Ligornetto. Appartiene alla flotta di una ditta svizzero tedesca chiamata a debellare l’odiato insetto.

Inviso anche perché, negli anni, ha distrutto parecchi terreni da gioco: emblematico ad esempio è il caso del centro sportivo di Morbio Inferiore, chiuso a fine estate dello scorso anno a causa dell’invasione delle larve di popilia nonché danneggiato pesantemente dalle cornacchie che dell’insetto si nutrono volentieri. Episodi simili si sono presentati anche a Mendrisio, a Melano, a Novazzano e a Stabio.

Va altresì detto che non è facile debellare il coleottero giapponese. Riscontrato una prima volta nel 2017 a Stabio, l’insetto si è diffuso nel Sottoceneri nel giro di pochi anni e oggi si constata la presenza anche nel Sopraceneri.

Per quanto riguardi i campi da calcio, come detto, nel Mendrisiotto si è deciso di passare all’azione su larga scala, concertata dall’Ente regionale dello sport del Mendrisiotto e Basso Ceresio (ERSPO).

L’unione fa la forza

«L’iniziativa – premette il direttore dell’ERSPO Gabriele Ponti – è partita dal Comune di Stabio che è venuto a conoscenza del nuovo macchinario operativo nella Svizzera tedesca e impiegato soprattutto per trattare i campi da golf e da calcio». In concreto si iniettano nel terreno, dunque più in profondità, i nematodi: organismi microscopici, vermiformi, che attaccano la larva di popilia e vi si nutrono fino ad ucciderla.

«I manutentori degli spazi verdi dei Comuni della regione – continua Ponti – ci hanno dato il via libera per testare questo nuovo approccio che, a differenza del precedente, dovrebbe essere più efficace. Quindici, in totale, i terreni da gioco sui quali agiremo». All’appello, in tal senso, ne mancano davvero pochi. Nell’elenco non figurano i campi di Chiasso perché «il Comune si era già mosso precedentemente, ma si è dimostrato interessato a partecipare ai prossimi trattamenti».

Oltre a ribadire il fatto che questa misura dovrebbe essere maggiormente fruttuosa, il direttore spiega che «agendo in gruppo siamo riusciti ad abbassare il prezzo dell’operazione di quasi il 20%. Se dovessimo aggiungere anche gli altri campi che mancano il potere negoziale diventerebbe ancor più vantaggioso, a beneficio di tutti». Garantita anche la qualità del servizio: «La ditta ha mandato nel Mendrisiotto un operatore qualificato e il citato macchinario: il trattamento è fatto da chi sa usare perfettamente il macchinario». In futuro l’operazione sarà ripetuta e, nel frattempo, si sta anche riflettendo sulla possibilità di avere un «team trasversale che si occupi, in termini generali, della manutenzione di tutti i campi della regione».

Il contenimento è un lavoro di squadra

Non solo i campi di calcio, il coleottero giapponese rappresenta una grande sfida in generale per gli spazi verdi e l’agricoltura. Per affrontarla il Cantone nelle scorse ha recentemente rafforzato la propria strategia di contenimento. Acoordinarla è il Servizio fitosanitario della Sezione dell’agricoltura. Sono state messe «in campo una serie di misure concrete che includono un monitoraggio costante della diffusione dell’insetto, una campagna informativa rivolta alla popolazione e agli operatori del settore e lo stanziamento di un contributo finanziario per l’acquisto da parte dei Comuni di 6.000 trappole a feromone a un prezzo agevolato. I Comuni possono acquistare e posare le trappole sulla base delle raccomandazioni del Servizio fitosanitario per contribuire alla protezione del verde pubblico e privato», si legge in una nota dell’Interprofessione della vite e del vino.

Ma attenzione, il Ticino è tra le zone in cui «l’eradicazione del coleottero giapponese non è più considerata realistica. L’obiettivo diventa quindi contenerne la diffusione e ridurne l’impatto, attraverso un’azione coordinata sul territorio». Per questo il Cantone invita Comuni, professionisti del verde, agricoltori e privati cittadini a collaborare attivamente. «In questo lavoro di squadra collaborano in prima linea anche le organizzazioni del settore vitivinicolo, tra cui la Federviti e l’Interprofessione della vite e del vino che assicurano il trasferimento delle informazioni e delle misure che contribuiscono il contenimento».