Controlli su birre e liquori artigianali, in Ticino diverse irregolarità nelle etichette

Diversi problemi nelle etichette di birre e liquori artigianali venduti in Ticino. È quanto emerge da una campagna di controllo svolta nel 2025 dal Laboratorio cantonale per verificare la corretta indicazione del tenore alcolico e la caratterizzazione dei prodotti secondo le norme federali sulle derrate alimentari. Complessivamente sono stati analizzati 43 campioni, di cui 23 birre artigianali e 20 liquori.
Birre: irregolarità nel 17% dei casi sul grado alcolico
Per quanto riguarda le birre, 18 campioni provenivano da produttori ticinesi e 5 da altri Cantoni. I controlli hanno riguardato diverse tipologie, tra cui IPA, Pale Ale e Weissbier. In 4 campioni su 23 (17%) il tenore alcolico indicato in etichetta non rispettava i margini di tolleranza previsti dalla legge. In due casi si trattava di birre con grado alcolico superiore al 5,5%, per cui è ammesso uno scarto massimo dell’1%, mentre negli altri due casi la deviazione riguardava birre con gradazione inferiore. La differenza più significativa rilevata è stata di oltre due punti percentuali: una birra dichiarata al 5,6% risultava in realtà al 7,8% di alcol. Oltre a queste irregolarità, in 11 campioni (48%) sono state individuate altre mancanze nelle etichette, come allergeni non evidenziati, indicazione del termine minimo di conservazione non corretta, caratteri poco leggibili o informazioni mancanti in una lingua nazionale.
Liquori: metà dei campioni con gradazione errata
Situazione più problematica per i liquori artigianali, tutti prodotti in Ticino e provenienti da 13 aziende. I campioni comprendevano liquori a base di frutta e bacche, nocini, amari ed erbe aromatiche. In 10 campioni su 20 (50%) il grado alcolico dichiarato non corrispondeva a quello misurato. In cinque casi il contenuto di alcol era superiore a quanto indicato, con una differenza massima di 4,4 punti percentuali (27% dichiarato contro 31,4% rilevato). Negli altri cinque campioni il valore misurato era invece inferiore, con scarti anche molto ampi: fino a 15,4 punti percentuali in meno rispetto a quanto indicato. Tra le anomalie segnalate anche il caso del nocino: per legge questo liquore deve avere almeno il 30% di alcol. In due campioni su cinque il valore misurato era inferiore a questa soglia e quindi la denominazione non poteva essere utilizzata. Anche sul piano delle etichette sono emerse numerose irregolarità. In 12 campioni (60%) sono state riscontrate indicazioni non ammesse o incomplete, allergeni non segnalati, elenco degli ingredienti non corretto o caratteri poco leggibili.
Richieste misure correttive
Secondo la normativa svizzera, tutte le bevande con un contenuto alcolico superiore all’1,2% devono indicare in etichetta il tenore in “% vol.”, rispettando i margini di tolleranza stabiliti dalle ordinanze federali sulle derrate alimentari e sulle bevande.I risultati dei controlli sono stati comunicati ai produttori interessati con la richiesta di adottare misure correttive. Dalla campagna emerge in particolare la necessità di miglioramenti nel settore dei liquori artigianali, dove il numero di non conformità riscontrate è risultato particolarmente elevato.
