Ticino

Cosa è successo nelle ultime settimane a livello meteorologico?

Il Dipartimento del territorio ha convocato una conferenza stampa alla quale hanno preso parte un rappresentante di MeteoSvizzera, il geologo cantonale e il capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua – Zali: «Non siamo stati colti impreparati dal maltempo, ma dobbiamo alzare i livelli di attenzione e sicurezza»
Frana a Gandria, 28 luglio 2021. © CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
26.08.2021 11:48

«Questa è una conferenza stampa per spiegare alla popolazione cosa è successo a livello meteorologico nelle ultime settimane in Ticino e come abbiamo reagito». È con queste parole che Claudio Zali ha aperto questa mattina l’incontro con i media sui «Pericoli naturali». Fenomeni di cui il consigliere di Stato ha parlato con «preoccupazione», anche perché «non saranno più così rari». Ma si è detto soddisfatto della risposta del Territorio. «È certo che il rischio zero non esiste. Il Dipartimento del territorio non può ancorare ogni singolo sasso della montagna e ogni singolo albero al terreno. Ma continueremo a fare il possibile e aumenteremo la sicurezza, anche se avremo maggiore bisogno di risorse».

Cinque eventi principali di maltempo

La conferenza stampa si è aperta con le immagini dei danni che il maltempo ha causato al Ticino tra luglio e agosto 2021. «Il primo evento significativo è stato registrato l’8 luglio con forti precipitazioni (90-120 mm/6h) nell’Alto Ticino e vento e grandine (chicchi di 2-5 cm) nella parte inferiore del Ticino - ha detto Luca Nisi, meteorologo MeteoSvizzera -. Il 13 luglio ci sono stati forti precipitazioni nel Ticino settentrionale (140-210 mm/24h). E tra il 24 e il 28 luglio è stato interessato il Sottoceneri, in particolare Mendrisiotto (250-350 mm/72h) e Luganese (50-60 mm/1h), con pioggia, grandine e vento. Nella prima settimana di agosto abbiamo avuto problemi nel Bellinzonese. Il 16 agosto i problemi principali causati dal vento (70-117 km/h) si sono registrati nel Locarnese». Quanto avvenuto questa estate «si differenzia dal passato» interessato da un singolo evento molto più estremo (vedi alluvione del 1978) mentre quest’anno ci sono stati una serie di eventi intensi a livello regionale.

«Il clima sta cambiando», ha aggiunto Nisi. Sono in aumento gli eventi di forte intensità meteorologica. «Ma sono in linea con quanto mostrato dagli scenari climatici. Come meteorologi non siamo sorpresi. In futuro saranno sempre più intensi questi fenomeni, e irregolari».

«La gestione delle emergenze ha retto bene la prova»

I tecnici del DT questa estate hanno recensito molti eventi meteorologici, il cui 80% è legato a fenomeni di alluvionamento (colate detritiche, ruscellamenti superficiali, esondazioni). Tra luglio e agosto 2021 sono state evacuate una ventina di abitazioni, ha precisato il geologo cantonale Andrea Pedrazzini. Secondo Laurent Filippini, capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua, a Lumino a inizio agosto «il piano di emergenza ha funzionato bene». A Capolago «i volumi di materiale detritico mobilizzato e trasportato a valle sono stati contenuti all’interno delle vasche di ritenzione». In Val Bavona c’è stata l’interruzione della strada consortile a valle di San Carlo, «ma in tempo abbastanza rapido il consorzio ha potuto ristabilire la viabilità». A Giubiasco, «dove il riale Valascia è già stato teatro di danni nel 2006 e 2008, la camera di contenimento ha funzionato e le abitazioni sono rimaste al sicuro». Ma ha ceduto un muro di argine in zona Palasio e acqua e fango hanno travolto l’asilo. «Non tutto ha funzionato come avremmo voluto e dobbiamo intervenire nella gestione del sovraccarico - ha aggiunto Filippini -. Il torrente Breggia ha raggiunto una piena record di 150 m3/s che «permette di capire l’importanza dello spazio riservato alle acque». Il capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua ha concluso che «gli investimenti per opere di premunizione sono spese necessarie, perché permettono di limitare i danni nelle zone edificate. Le carte del pericolo sono state confermate e vanno affinate. Saranno necessari nuovi provvedimenti per ridurre i rischo». Ma «gli interventi sul territorio e la gestione delle emergenze ha retto bene la prova. Non ci sono state vittime o feriti (tranne per alberi caduti)».

Danni che corrispondono a costi

Non ci sono ancora stime precise sull’ammontare dei danni da maltempo. I danni sui corsi d’acqua - ha precisato Filippini - ammontano a circa 10-15 milioni di franchi. Claudio Zali ha aggiunto che saranno necessari nuovi interventi sul territorio. «I crediti ordinari dovranno probabilmente essere adeguati verso l’alto e forse dovremo chiedere crediti straordinari per situazioni di ripristino sulle strade - ha detto -. Non siamo stati colti impreparati, ma il livello della ‘‘competizione’’ si alza e noi dovremo tornare su alcuni punti del territorio che sono un po’ più fragili e intervenire, come pure su altri che finora non hanno dato preoccupazione».