Crac Suisse Gas: arresti in Italia, radici in Ticino

MILANO/LUGANO - L'imprenditore italiano Gianluca Borelli è stato arrestato ieri a Milano dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza con l'accusa di bancarotta per distrazione in merito al crac - lo scorso settembre - di Suisse Gas Italia, società che ha lasciato debiti per 90 milioni di euro.
Borelli, che gli inquirenti ritengono essere l'amministratore di fatto (l'amministratore di diritto è stato posto ai domiciliari), è sospettato di aver «svuotato» con bonifici per 50 milioni di euro i conti della società, portandola di fatto al fallimento.
Suisse Gas Italia commercializzava in gas e si occupava anche di sponsorizzazioni sportive. Il suo logo negli scorsi anni è comparso sulle maglie di Atalanta, Milan e Bari.
La società era controllata (così si legge tra l'altro sul suo sito internet) dalla Suisse Power&Gas SA con sede prima a Paradiso e poi a Morbio Inferiore, anch'essa fallita nel maggio dello scorso anno. Società in cui - stando al Registro di commercio - si sono succeduti in ruoli dirigenziali (in tempi e ruoli diversi) diversi volti noti della politica sottocenerina: l'ex consigliere comunale di Lugano Marzio Guggiari, l'ex sindaco di Vico Morcote Luido Bernasconi e - da ultimo - l'attuale sindaco del comune lacustre Giona Pifferi. Contattato dal CdT, quest'ultimo ha spiegato che le indagini italiane non riguardano la società elvetica e di non avere nulla a che fare con l'accaduto («Anche perché sono entrato nel settembre del 2013, dunque dopo il periodo che tratterebbe l'indagine italiana»).
