Creato per arginare le piene: il Ghitello va sotto i ferri

Una riqualificazione completa del fiume Breggia tra Balerna e Morbio Inferiore, con una visione a più ampio respiro per l’intero comparto. Sintetizzando al massimo, è questo l’obiettivo che si è fissato il Consorzio manutenzione arginature Basso Mendrisiotto, che ha avviato un mandato di studi in parallelo per la riqualifica fluviale (ma non solo) del fiume Breggia.
Un bacino artificiale
Gli obiettivi sono ambiziosi e riguardano quattro grandi temi. Partiamo dal laghetto del Ghitello, per il quale si cerca una soluzione alla necessità di procedere periodicamente alla vuotatura, operazione che comporta attualmente costi elevati. «Un’esigenza che nasce da uno studio sulla riattivazione del trasporto del materiale solido a valle della briglia del Ghitello», spiega al Corriere del Ticino il presidente del Consorzio manutenzione arginature Basso Mendrisiotto, Rudy Cereghetti. «Vogliamo capire se possiamo gestire in maniera differente la vuotatura, visto che dal profilo economico è molto esosa: parliamo di 300-400 mila franchi per ogni intervento».
Oggi l’area del Ghitello, laghetto compreso, è recepita come spazio per il tempo libero. Ma negli anni Sessanta dello scorso secolo, quando è stata realizzata, aveva ben altri ruolo e funzione (ancora in essere oggi). Il laghetto è infatti un bacino artificiale creato per contenere le piene della Breggia e tutelare le infrastrutture che stanno a valle. Una su tutte – costruita proprio in quegli anni – è l’autostrada. Al laghetto del Ghitello spetta infatti il compito di contenere il materiale alluvionale – sabbia, ghiaia, alberi e quant’altro – che viene trasportato dal corso d’acqua.
Fiume da rinaturare
Il secondo obiettivo è promuovere la rinaturazione del tratto del fiume Breggia compreso tra i Comuni di Balerna e Morbio Inferiore: «Vorremmo metter mano agli argini cementati, verosimilmente solo sul lato di Morbio Inferiore», prosegue Cereghetti. Oltre a questo, e arriviamo al terzo obiettivo, si vuole proporre una valorizzazione paesaggistica e ricreativa dell’intero comparto. Infine, si punta anche a una visione territoriale di più ampio respiro, estesa oltre lo spazio riservato alle acque. «Vorremmo ridefinire un accesso al Parco delle Gole della Breggia, portandola all’altezza del terminal dei bus. In questo modo potrebbe svolgere una funzione di cerniera tra il sistema naturale della valle, le infrastrutture e i tessuti urbani circostanti», conclude il presidente del Consorzio manutenzione arginature Basso Mendrisiotto.
Da tre a una
Insomma, chi ha idee è invitato a farsi avanti (la dichiarazione di interesse va inoltrata entro il prossimo 5 ottobre, mentre la presentazione del contributo di progetto entro il 14 maggio 2027). In una prima fase verranno vagliate le varie candidature sulla base anche delle loro referenze progettuali, poi verranno scelti i tre gruppi interdisciplinari che parteciperanno alla fase finale ed elaboreranno le tre proposte che verranno sottoposte a una giuria. Di queste, una definirà il futuro del comparto del fiume Breggia.
Il materiale
Tornando al Ghitello, nell’estate del 2023 era stato messo in pubblicazione il Piano di gestione del laghetto, un documento che regola in particolare i lavori di sgombero smaltimento del materiale raccolto dal laghetto. Materiale che non viene più portato in discarica bensì recuperato. Una parte, in base alle nuove disposizioni federali, deve essere rimessa nell’alveo a valle. Quella restante viene ridistribuita alle imprese di costruzione che ne hanno bisogno per i loro cantieri. Ma questi lavori, come detto, sono molto esosi. L’obiettivo è anche cercare di ridurre questi costi in maniera sensibile.
