«Crediamo ancora nel rilancio delle Terme»

I colpi di scena negli ultimi dieci anni non sono mancati. Era il 2 febbraio 2010 quando una coppia di investitori anglo-svizzera si presentò alla stampa ticinese dicendo di voler rilanciare le Terme di Acquarossa con un investimento di 90 milioni di franchi che avrebbe creato 200 posti di lavoro. Nella Valle di Blenio si riaccesero le speranze per un progetto ritenuto fondamentale per lo sviluppo socio-economico del distretto. Poi però le cose andarono diversamente. L’iniziativa non è mai decollata. E il Municipio si è giustamente guardato in giro per trovare un’alternativa altrettanto valida, optando per l’idea di centro turistico sviluppata da una cordata ticinese.
L’ennesima sorpresa
Ma ora c’è un’altra sorpresa, l’ennesima. «Il nostro interesse è sempre concreto», sottolinea interpellato dal Corriere del Ticino Andreas Schweitzer, l’imprenditore ginevrino che assieme alla collega londinese Ashoobgar Cook da due lustri sogna di far tornare agli antichi splendori le Terme dopo quattro decenni di decadenza. Se la memoria non ci fa cilecca era da anni che l’uomo d’affari non si esprimeva sulle intenzioni del gruppo di promotori che rappresenta. La risposta, sinceramente, un po’ ci ha stupito. Credevamo che avesse ormai riposto il sogno nel cassetto considerando, come detto, che le autorità comunali hanno optato per un’altra soluzione.
«Una questione di praticità»
Così non è. Ma procediamo con ordine. Partendo dal recente trasferimento della sede della Acquarossa Terme SA, di cui il nostro interlocutore è vicepresidente del Consiglio di amministrazione. Dall’inizio di luglio la società ha lasciato il villaggio bleniese direzione Cham, nel Canton Zugo, venendo così cancellata d’ufficio dal Registro di commercio ticinese. «Abbiamo deciso di cambiare sede e ragione sociale (Acquarossa Terme SA Cham, con capitale di 310.000 franchi; ndr.) per una questione di praticità. Nel Comune confederato ci sono gli uffici di altre società di cui faccio parte. Ciò facilita le cose», rileva Andreas Schweitzer.
Discussioni e incomprensioni
Appurato questo aspetto, passiamo a quello più pregnante. Signor Schweitzer, ci credete ancora nel rilancio delle Terme? «Certamente. Il nostro interesse è très vivant». Ossia: è tuttora vivo, concreto, presente. L’imprenditore ha voglia di parlare. E allora lasciamo campo libero, a lui e al suo francese fluente: «È vero che negli ultimi anni non siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda delle autorità comunali. Vi sono state delle discussioni e delle incomprensioni. Tuttavia le confermo che crediamo con fermezza nel progetto delle Terme di Acquarossa». Anche se, va detto, la SA non è più proprietaria dei terreni.
L’alternativa sul tavolo
Il Consiglio comunale lo scorso 15 ottobre ha infatti accolto la proposta di convenzione per la realizzazione di un centro wellness con hotel. Una struttura «a misura di valle» in zona Comprovasco, meno faraonica di quella ipotizzata dal duo Schweitzer-Cook. La società che rappresenta gli investitori ticinesi ha in pratica rilevato dal Comune il diritto di compera sul capitale azionario della Centro turistico Acquarossa SA (a cui appartengono i sedimi: è detenuta dall’ente locale ed il presidente è il sindaco Odis Barbara De Leoni) per 2,6 milioni. Di fronte a questo progetto serio e dalle tempistiche chiare (licenza edilizia entro fine 2021, apertura nel 2026) come vi ponete? «Ci concentriamo sulla nostra iniziativa. Abbiamo finora investito milioni e riteniamo di avere il dovere di difendere i nostri interessi», taglia corto Schweitzer. Dalle parole si passerà finalmente ai fatti?

