Cresce l’assistenza in Ticino: «Riflesso delle difficoltà attuali»

Cresce ancora l’assistenza sociale in Ticino. I dati pubblicati ieri dall’Ufficio cantonale di statistica indicano un incremento del numero di beneficiari. Lo scorso mese di dicembre le persone che hanno percepito la prestazione sociale erano 7.567, con un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 135 unità, pari a un incremento dell’1,8%. Anche il numero di nuclei familiari beneficiari dell’aiuto risulta in crescita, con un incremento rispetto a dicembre 2024 del 1,3% (5.183 unità di riferimento).
«Ce lo aspettavamo. Per quanto l’evoluzione possa presentare differenze stagionali o mensili, la tendenza è piuttosto chiara», commenta al Corriere del Ticino la caposezione del sostegno sociale, Cristina Oberholzer Casartelli, la quale tuttavia sottolinea come la progressione rispetto agli anni precedenti si sia in parte attenuata: «La crescita, in termini di nuclei familiari, è stata meno marcata rispetto al balzo che abbiamo registrato, nello stesso periodo, tra il 2023 e il 2024 (+5,5%), ma è comunque superiore a quella avuta tra il 2022 e il 2023 (+1,1%)».
Crescita strutturale
In generale, la pressione sul sistema delle assicurazioni e delle prestazioni sociali è costante e si inscrive in una logica di crescita strutturale. Dal 2004 a oggi il numero di persone beneficiarie dell’assistenza sociale in Ticino è aumentato in modo marcato. Prendendo in esame il mese di dicembre, il numero di persone che necessita di prestazioni di sostegno sociale è passato da 3.382 a 7.567 unità, più che raddoppiando (+124%).
In generale, dopo una fase di crescita graduale nella seconda metà degli anni 2000, l’evoluzione ha subito un’impennata con la crisi finanziaria del 2009 proseguendo in maniera quasi lineare fino al 2019 quando il numero di beneficiari, addirittura, ha superato la soglia delle 8.000 persone, segnando un record.
«Mediamente per tutto il quadriennio 2016-2019, sono stati registrati numeri superiori a quelli attuali», spiega ancora Casartelli. «Successivamente, tra il 2020 e il 2022, si è registrata una flessione, con il numero di persone a beneficio di prestazioni sceso sotto le 7.000 unità, grazie anche agli aiuti straordinari temporanei introdotti sia dalla Confederazione sia dal Cantone». Ora, però, la tendenza si è invertita: il numero di beneficiari sta crescendo progressivamente anno dopo anno. L’aumento del 2025 rientra in questa logica. «Una certa preoccupazione per questa tendenza c’è», osserva Oberholzer Casartelli.
Più fragilità sociale
Nel complesso, l’andamento indica una tendenza all’aumento, che riflette non solo le crisi congiunturali, ma anche le fragilità sociali e occupazionali sempre più persistenti. Sulle cause di questa tendenza al rialzo Oberholzer Casartelli rimanda al contesto generale: «È difficile individuare una causa precisa. Sicuramente deve influire il crescente costo della vita, in particolare alcune spese essenziali come i premi di cassa malati e i beni di prima necessità». Una particolare attenzione viene data alle famiglie monoparentali e alle persone in età avanzata, soprattutto con un basso livello di formazione, per le quali il reinserimento nel mondo del lavoro diventa più complicato. «In questi casi la difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro aumenta», aggiunge Oberholzer Casartelli. In questo senso, i contatti con i Comuni e le associazioni attive sul territorio sono fondamentali: «Questi enti svolgono un ruolo fondamentale nel rilevare i bisogni della popolazione, sia perché rappresentano un termometro e un contatto vicino e diretto con il territorio, sia perché rappresentano un punto di confronto e riflessione su come affrontare determinate situazioni».
Povertà percepita
Accanto alle prestazioni erogate, c’è poi un altro dato monitorato dal DSS, ossia le domande inoltrate: una sorta di indicatore soggettivo sul proprio stato finanziario. «Questo indicatore – sottolinea ancora Oberholzer Casartelli – offre una fotografia della situazione, ma non rappresenta un dato definitivo». La decisione di presentare una domanda di sostegno spetta infatti al singolo individuo, anche quando i collaboratori del Comune o dello sportello Laps lo informano che, sulla base della documentazione fornita, non soddisfa ancora i requisiti per l’accesso al contributo. «In generale, negli ultimi mesi abbiamo osservato un aumento più marcato delle domande inoltrate rispetto a quelle accettate. Questo rappresenta, pur nella sua componente soggettiva, un indicatore del fatto che la situazione sul territorio è diventata più complessa».
AFI e API
Si segnale invece un calo delle domande per gli assegni di prima infanzia (API) e di quelle per gli assegni familiari (API) che seguono solo parzialmente l’evoluzione delle prestazioni effettivamente erogate. Il numero di persone che a fine 2025 beneficiava di un assegno familiare integrativo è infatti cresciuto (da 7568 a 7617); mentre il numero di chi percepiva un assegno di prima infanzia è diminuito, passando da 1150 a fine 2024 a 1004 a fine 2025.
