Curare i bimbi costa di più: «Serve un ospedale pediatrico»

Convocare una conferenza stampa in un parco giochi potrebbe sembrare un vezzo, una bizzarria. Qualcosa di stravagante. Ma se l’argomento da trattare è la cura del bambino malato, allora la prospettiva cambia. Mentre nel verde si muovono e corrono liberamente i bimbi sani, spensierati e felici, altri - molto meno fortunati - lottano in un letto d’ospedale, magari per salvare la propria esistenza e quella di chi li ama. Pensarci, riflettere su questo punto, non è scontato. Parlarne in circostanze diverse dal solito può aiutare.
«Un parco è un luogo simbolico - ha detto oggi, ai giornalisti convocati nella piazza grande di Giubiasco, Giacomo Simonetti, direttore medico e scientifico dell’Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana - Un luogo dal quale pensiamo possa essere rimesso al centro dell’attenzione generale il tema delle cure ospedaliere per i più piccoli».
Rinasce la Fondazione
L’occasione per questo «rilancio» è stata la presentazione delle attività della Fondazione per il Bambino Malato della Svizzera Italiana (FBMSI), di cui lo stesso Simonetti è oggi il presidente.
Nata nel 2015, la Fondazione ha cambiato negli ultimi mesi quasi per intero il suo gruppo dirigente e ha deciso adesso di muoversi lungo due direzioni parallele: l’una, rivolta ai cittadini e finalizzata alla raccolta di fondi; l’altra, più orientata verso la politica, cui chiede di valutare l’opportunità di realizzare anche in Ticino un «Kinderspital», un ospedale per i bambini.
I motivi di un’iniziativa che non si presenta semplice, sono stati illustrati con chiarezza dallo stesso Simonetti assieme alla vicepresidente, Bernadette Waller. «La cura del bambino malato ha fatto enormi progressi negli ultimi anni, grazie soprattutto alla ricerca e alle moderne tecnologie mediche applicate ai più piccoli. La pediatria si è specializzata e oggi è impensabile curare bambini con determinate patologie senza il supporto specialistico. Malgrado ciò, in tutta la Svizzera i costi a cui gli ospedali devono fare fronte per la cura dei più piccoli superano i ricavi ricevuti in base alle tariffe LAMAL».
Rispetto a un adulto con la stessa malattia, un bambino ricoverato genera una perdita per le strutture sanitarie di circa mille franchi.
«Sussistono pertanto concreti timori che la pressione economica sugli ospedali metta in pericolo le cure adeguate e specialistiche ai piccoli pazienti - ha detto ancora Simonetti - Non è un caso che molti ospedali pediatrici della Svizzera ricevano sovvenzioni dirette da parte dei Cantoni o da Fondazioni simili alla nostra, per potere continuare a erogare le prestazioni adeguate in pediatria e garantire nel migliore dei modi la salute del bambino».
Due obiettivi
Ecco, quindi, il primo obiettivo della FBMSI: trovare fondi da mettere a disposizione, quale aiuto finanziario diretto o indiretto, per la cura o l’aiuto d’altro tipo alle famiglie con bambini malati nella Svizzera Italiana.
In altre parole: raccogliere soldi da destinare ai reparti di pediatria, ma anche alle mamme e ai papà che, avendo un bambino in ospedale, devono lasciare temporaneamente il lavoro e sobbarcarsi spese impreviste.
Nessuno si lasci ingannare dalle dimensioni del cantone, né pensi che il tema sia marginale. Cadrebbe in un errore grossolano. I numeri dei reparti di pediatria ticinesi sono di tutto rispetto: nel 2019, i ricoveri sono stati poco meno di 2.400, gli accessi ai Pronto soccorso quasi 25 mila e i consulti ambulatoriali 50 mila. Un superlavoro, per i 30 medici che affiancano Simonetti nelle quattro pediatrie ospedaliere dell’EOC.
Con un paradosso, uno dei tanti emersi a causa della pandemia di COVID-19: «L’uso delle mascherine e il distanziamento sociale hanno ridotto, nel 2020, i ricoveri. Un dato positivo per la salute dei piccoli pazienti - dice Simonetti - ma negativo per i conti».
La situazione finanziaria delle pediatrie è infatti peggiorata, facendo emergere la necessità di trovare forme alternative di finanziamento.
Un paradosso, si diceva. Estremo. Poiché nessuno può ragionevolmente lamentarsi se in corsia arrivano meno pazienti. Tuttavia, la sostenibilità del sistema sanitario è un problema reale. Va affrontato. E risolto.
Di qui, la spinta della FBMSI verso la creazione di un «Kinderspital» anche in Ticino, sul modello di quelli esistenti a Basilea, Coira e altre città svizzere.
In realtà, spiega Giacomo Simonetti, «L’ospedale per bambini c’è ma è “multisito”». Diviso, cioè, nelle varie sedi dell’EOC. Sedi che lavorano comunque in modo coordinato. L’obiettivo è favorirne la concentrazione. Cosa che potrebbe, probabilmente, avere effetti positivi su più piani. Ad esempio, spingere verso l’avvio di nuove attività e l’arrivo di nuovi specialisti (dalla fine dello scorso anno, l’Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana cerca invano un neuropediatra).
«Un bambino malato ha bisogno di più attenzione e implica anche la gestione di altri problemi, oltre a essere qualcosa di forte dal punto di vista emotivo - conclude il direttore dell’Istituto pediatrico della Svizzera Italiana - Anche per questo la Fondazione insiste sulla necessità di creare un ospedale pediatrico in Ticino. Ci lavoreremo. E chiediamo ai cittadini di sostenerci in questa nostra battaglia».
