Sanità

Cure a domicilio, ATLaS contro i nuovi costi: «Misura inaccettabile»

L’associazione denuncia un sistema «a doppia velocità» e avverte: a rischio qualità delle cure e salute dei familiari. Appello alla manifestazione del 18 aprile a Bellinzona
Red. Online
10.04.2026 14:00

L’Associazione Ticinese Lavoro Sociale (ATLaS) esprime «forte preoccupazione» per la misura di risparmio proposta dal Cantone, che prevede di trasferire fino a 450 franchi dei costi delle cure a domicilio sui pazienti. Una decisione definita «inaccettabile», anche perché — sottolinea l’associazione — arriva ignorando «gli appelli delle organizzazioni del settore, delle parti sociali e di 20 mila cittadini».

«Un incrinamento del discorso democratico»

Secondo ATLaS, la scelta del Governo rappresenta «un incrinamento del discorso democratico» oltre che un passo indietro «in termini di benessere e cura della popolazione». L’associazione denuncia inoltre una crescente preoccupazione per «la direzione nella quale le politiche sociali del Cantone si stanno dirigendo». Le cure a domicilio, ricorda ATLaS, «oltre a rappresentare una necessità sanitaria», sono anche «un fondamentale sostegno ai diritti dei pazienti e dei familiari curanti». Per molte persone seguite dai servizi sociali ed educativi, si tratta di un elemento essenziale per garantire «una vita di qualità e il più possibile soddisfacente» restando al proprio domicilio.

Rischio di avere effetti opposti

L’introduzione di maggiori costi a carico degli utenti rischia però di produrre effetti opposti. «Per cercare di mantenere la propria qualità di vita, le persone cercheranno di ridurre al minimo possibile le cure a domicilio», avverte l’associazione, con una conseguente diminuzione della qualità del servizio. «Si profila una corsa contro il tempo», in cui chi opera nell’assistenza avrà come obiettivo «fare il più possibile in meno tempo», con il rischio che «la qualità relazionale e sanitaria non sia più centrale, mentre lo diventa la velocità». La misura, prosegue ATLaS, rischia inoltre di creare «un doppio standard basato unicamente su criteri economici»: da una parte «chi si può permettere il proprio diritto all’autodeterminazione e a una vita soddisfacente», dall’altra «chi, in difficoltà economiche, non se lo potrà permettere».

Impatto sui familiari curanti

Non da ultimo, l’associazione sottolinea l’impatto sui familiari curanti, con un probabile aumento della pressione e dei rischi per la loro salute. «Si rischia di contenere i costi da una parte per poi farne emergere altri, sia a livello sociale che economico, dall’altra», evidenzia ATLaS, ricordando anche le difficoltà crescenti nel conciliare «lavoro, famiglia e tempo libero».

Manifestazione

ATLaS invita infine la popolazione a partecipare alla manifestazione del 18 aprile alle 15 in piazza Collegiata a Bellinzona.