Ticino

Cure a domicilio, il Governo rassicura e il PS resta insoddisfatto

Il Consiglio di Stato ha risposto ai dubbi della Gestione sulla partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio – De Rosa: «Necessaria per frenare la spesa sanitaria in un settore in forte crescita»
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
14.04.2026 19:55

È una settimana intensa per il Consiglio di Stato a Palazzo delle Orsoline. Dopo l’incontro di lunedì con i promotori delle iniziative sulle casse malati, il Governo oggi ha informato anche gli altri partiti (si veda in fondo all'articolo) sui contenuti del messaggio che presenterà proprio oggi, con il quale intende applicare a tappe le due proposte votate dal popolo. Ma non solo: questa mattina una delegazione dell’Esecutivo – con il presidente Norman Gobbi e il direttore del DSS Raffaele De Rosa – ha incontrato la Gestione per fornire alcuni chiarimenti in merito alla tanto discussa partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio. Incontro che, come prevedibile, non ha dissipato i dubbi del PS, il quale lunedì prossimo in Gran Consiglio chiederà formalmente lo stralcio della misura. Ma che ha perlomeno permesso di mettere qualche dato sul tavolo. «Avevamo posto una quindicina di domande», ha ricordato il presidente della Gestione, Fabrizio Sirica (PS). «Le risposte del Consiglio di Stato ci sono e abbiamo i dati. E questo è già un passo avanti», ha aggiunto. Anche se, come detto, gli equilibrio non sono cambiati e «da una parte c’è chi è molto insoddisfatto (ndr. il PS) e chi invece ancora non si sbilancia troppo».

A parlare di una «misura non sufficientemente approfondire» è infatti il capogruppo del PS, Ivo Durisch, che si dice «assolutamente» non convinto dalle spiegazioni del Governo. Per il PS, in sostanza, «non è responsabilizzando gli anziani che fanno fatica che si evitano gli abusi nel settore». Abusi che vanno combattuti «controllando le fatture degli Spitex pubblici e privati e non penalizzando gli utenti». I socialisti, come detto, lunedì in Gran Consiglio chiederanno al resto del plenum di trattare con urgenza l’iniziativa per stralciare la misura. Anche se, ammette Durisch, le possibilità che questa richiesta passi non sono molte: «Non c’era molto entusiasmo in commissione. E penso che lo stesso entusiasmo lo vedremo in Gran Consiglio». Ma l’obiettivo del PS, chiosa il capogruppo, «è perlomeno quello di scatenare una discussione in Parlamento e responsabilizzarlo su questa scelta».

Le riflessioni di PLR e Centro

Gli altri partiti, come vedremo, sulla discussione di lunedì non si sono ancora sbilanciati. E tutti, in sintesi, dopo le spiegazioni avute dal Governo si determineranno solo nei prossimi giorni. Anche se, come rilevato da Durisch, pare di capire che lo stralcio della misura non dovrebbe avvenire.

«Abbiamo ricevuto una serie di informazioni aggiuntive e il partito ne discuterà domani (ndr. oggi per chi legge) nel gruppo: in vista del dibattito di lunedì prenderemo una posizione più chiara», afferma a tal proposito il capogruppo del PLR, Matteo Quadranti. Il quale però, a titolo personale, fa capire che la misura introdotta dal 1. aprile è quantomeno comprensibile. E questo perché, fa notare, «è uno dei tentativi di controllare la spesa sanitaria (ndr. e quindi di riflesso i premi di cassa malati) in questo cantone». E, oltre a ciò, «è una misura che già esiste in altri 22 cantoni e non ha creato tutto il subbuglio verificatosi qui da noi». Un subbuglio forse scatenato anche, chiosa Quadranti, «da una comunicazione della misura non ideale, avvenuta essenzialmente solo tramite gli Spitex e gli infermieri».

A dirsi rassicurato dalle spiegazioni del Governo, per contro, è il capogruppo del Centro, Maurizio Agustoni. «Sono state date spiegazioni che penso consentano di tranquillizzare le persone più fragili», afferma, «con il Governo che ha confermato la sua volontà di verificare quei casi di rigore, quelle situazioni difficili, per far sì che una questione finanziaria non si trasformi nella rinuncia a cure necessarie». Da questo punto di vista, aggiunge Agustoni, «è importante evitare di diffondere il panico nella popolazione, soprattutto quella più fragile: nessuno sarà lasciato indietro, questo è il messaggio più importante. Penso che l’informazione del Governo, specialmente riguardo alle persone più fragili, sia stata trasparente e possa tranquillizzare chi, comprensibilmente, ha espresso timori per la propria situazione poiché ci sarà attenzione per le fasce più fragili».

L’importanza del contesto

Al termine dell’incontro, anche il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha fornito alcune spiegazioni ai media. Ribadendo, in prima battuta, «che è stata l’occasione per rispondere alle domande dei commissari, ma anche di chiarire il contesto di fondo» che ha portato all’adozione della misura. Un contesto «che vede purtroppo il nostro cantone al primo posto per l’esplosione dei premi di cassa malati, che pesano sulle spalle di tutti i cittadini». Una misura che, detto altrimenti, assieme a tutte quelle già prese dal Governo in questi anni, è stata adottata, analogamente a quanto fatto in quasi tutti i cantoni, «per cercare di frenare la spesa sanitaria». In generale, ha aggiunto De Rosa, c’è consapevolezza che non si tratta di una misura «simpatica o che fa piacere. Ma è una misura che ha basi oggettive: il nostro cantone in pochi anni ha visto triplicare il numero di operatori ed esplodere la spesa sanitaria nel settore delle cure a domicilio». Nel confronto con il resto del Paese, infatti, «abbiamo un numero di ore fatturate per utente superiore quasi al 40%. E anche rispetto ai cantoni che hanno una struttura demografica simile alla nostra la differenza è marcata». Per il direttore del DSS, dunque, «è importante intervenire anche in questo settore, che rimane importante e prioritario, per garantire sostenibilità nel tempo al settore stesso e per gli anziani di domani». Interpellato sulla possibilità di ritoccare la soglia di 15 franchi al giorno (quale contributo massimo a carico dell’utente), De Rosa ha infine voluto chiarire un aspetto importante: per i servizi di cure a domicilio di interesse pubblico nell’85% dei casi parliamo di 5 franchi al giorno». E quindi, aggiunge il direttore del DSS, «è fuorviante che tutta la discussione (ndr. da parte dei contrari alla misura) sia stata incentrata sul tetto massimo dei 15 franchi, quando in realtà la partecipazione media, come detto, è di 5 franchi, che non sono pochi ma non 15. I servizi cantonali, in collaborazione con gli enti attivi sul territorio, monitoreranno l’applicazione della misura e vigileranno su eventuali effetti indesiderati adottando, se del caso, i correttivi opportuni».

Domani la proposta sulle iniziative di cassa malati

Domani mattina alle 11:30, come previsto, il Consiglio di Stato presenterà il messaggio per l’applicazione della prima tappa delle iniziative popolari approvate lo scorso settembre dai cittadini ticinesi.

Secondo quanto abbiamo appurato, la prima tappa a partire dal 2027 dovrebbe costare circa 23 milioni di franchi per l’iniziativa della Lega e 38 milioni per quella del PS. Le coperture finanziarie sarebbero poi trovate attraverso diverse misure che, in egual misura, andrebbero a tagliare sulle uscite e a proporre maggiori entrate. Dopodiché, l’implementazione completa delle due misure dovrebbe essere prevista a partire dal 2029. Oggi, intanto, dopo aver incontrato lunedì gli iniziativisti, il Consiglio di Stato sul mezzogiorno ha informato dei contenuti del messaggio anche gli altri partiti. E, mentre gli iniziativisti (Lega e PS), lunedì si erano detti molto delusi dall’impostazione scelta dall’Esecutivo (che prevede un’implementazione a tappe, ma solo a condizione che si trovino le coperture finanziarie), PLR e Centro sono stati piuttosto attendisti, in vista di conoscere i dettagli del messaggio che sarà presentato proprio oggi.

«Abbiamo ricevuto qualche dato e qualche indicazione di massima sulle cifre che il Consiglio di Stato intende mettere in campo per la prima tappa dell’applicazione prevista nel 2027», ha affermato a tal proposito il capogruppo del PLR, Matteo Quadranti. «Abbiamo dunque alcuni elementi in più su cui ragionare, ma è ancora difficile farsi un’idea completa, perché le misure esatte su come saranno trovate le coperture non le abbiamo. Aspettiamo, dunque, la conferenza stampa di oggi», prima di prendere posizione. Stessa linea anche per il capogruppo del Centro, Maurizio Agustoni: «Da quanto ci è stato anticipato, il messaggio prevede diverse misure riguardanti sia le entrate che le uscite. Ma prima di esprimersi in merito occorrerà leggere il messaggio. Per valutare misura per misura, ma anche per capire se quanto proposto corrisponde alla volontà popolare espressa dai cittadini lo scorso settembre».

Insomma, al netto della delusione ribadita a più riprese nel corso di questi mesi da parte degli inziativisti, occorrerà attendere la presentazione di oggi per conoscere la sorte del piano del Consiglio di Stato per applicare le due misure votate dal popolo.