Ticino

Cure dentarie verso il voto popolare

L’iniziativa che chiede di creare un’assicurazione obbligatoria in Ticino, presentata nel lontano 2015, è stata bocciata dal Gran Consiglio - Nei prossimi mesi, dunque, l’ultima parola sulla proposta spetterà ai cittadini
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
27.01.2026 22:47

Sono ormai passati più di dieci anni da quando, nel corso del 2015, l’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie», presentata da Franco Cavalli, raccolse oltre 8.200 firme valide. Una proposta che chiedeva l’istituzione di un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie di base a beneficio delle persone residenti in Ticino finanziata tramite un contributo speciale aggiuntivo a carico dei lavoratori e dei loro datori di lavoro (sul modello dell’AVS) e tramite un contributo dello Stato. Semplificando, una sorta di cassa malati cantonale dedicata alle cure dentarie.

Ora, nonostante sia passato così tanto tempo, oggi il Gran Consiglio ha finalmente trattato l’iniziativa, bocciandola con 49 voti a 22. E, dunque, trattandosi di un’iniziativa popolare, nei prossimi mesi (verosimilmente a giugno) saranno i ticinesi ad avere l’ultima parola sul tema. In aula a difendere la proposta a nome degli iniziativisti è stato il deputato Beppe Savary (Forum alternativo), il quale, parafrasando John Maynard Keynes, ha ricordato che «per risparmiare bisogna investire». E, in questo caso concreto, «investire (prima) nella cura dei denti» significa «risparmiare (poi) in cure più importanti».

Il relatore di maggioranza contrario all’iniziativa, Patrick Rusconi (PLR), ha dal canto suo spiegato che si tratta di un «tema sensibile e importante», che merita sì «rispetto, ma anche una valutazione seria, soprattutto dal punto di vista della sua sostenibilità finanziaria». E questo anche perché, in soldoni, approvare l’iniziativa e istituire un’assicurazione obbligatoria potrebbe costare circa 150 milioni di franchi all’anno. Denaro che, ha sottolineato Rusconi, «non cade dal cielo, ma che esce dalle buste paga e dai bilanci delle imprese». Ciò, in un cantone in cui la salute dentaria della popolazione è molto buona ed è migliorata moltissimo negli ultimi decenni. Inoltre, ha infine evidenziato il relatore, istituire un’assicurazione obbligatoria rischiedebbe di spezzare quel meccanismo virtuoso, fondato sulla responsabilità individuale dei cittadini, che ha fatto sì che i costi del settore non sono esplosi negli ultimi anni. Detto altrimenti: come per le casse malati, istituire un’assicurazione obbligatorio potrebbe portare a ulteriore domanda e ulteriore offerta, con l’esplosione dei costi.

Sul fronte opposto, il relatore di minoranza favorevole alla proposta, Maurizio Canetta (PS), ha spiegato che «trascurare oggi la salute dentaria significa pagare costi più alti domani, per tutto il sistema sanitario». Canetta ha inoltre posto l’accento sul fatto che sempre più cittadini hanno dovuto in questi anni rinunciare alle cure dentarie per motivi economici. E ciò, in un sistema sanitario fondato sulla solidarietà, «è inaccettabile».

A nome del Consiglio di Stato, infine, Raffaele De Rosa ha anch’esso spiegato che la misura «comporterebbe un impatto finanziario potenzialmente insostenibile» per le casse del Cantone. Oltre a ciò, il consigliere di Stato ha ricordato che già oggi le fasce più fragili della popolazione sono tutelate per quanto riguarda le spese per la salute dentaria. Sia come sia, il plenum ha bocciato l’iniziativa. E, dunque, come detto ora la palla passa al popolo.