L'approfondimento

Da dove arriva l'acqua del Mendrisiotto? Un labirinto sotto i piedi

Pozzi, sorgenti e collegamenti d'emergenza tra Comuni: viaggio nella rete idrica del Distretto, dove a Roncapiano si beve l'acqua di Mendrisio
©Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
22.07.2026 06:00

Da dove proviene l’acqua che scorre dai rubinetti delle abitazioni del Mendrisiotto? La risposta sembrerà piuttosto banale e scontata: «Dall’acquedotto comunale». Vero, ma non è detto che sia quello del vostro comune. Nel sottosuolo del Distretto è infatti nascosto un vero e proprio labirinto di condutture, collegamenti e connessioni. Sistema che, a conti fatti, è ricco di curiosità.

Il tema dell’acqua, dei relativi consumi e della sua preziosità balza agli onori della cronaca ormai ogni estate. Alcuni Comuni, già da qualche settimana, stanno sensibilizzando la popolazione affinché faccia uso parsimonioso dell’oro blu. A Mendrisio, per fare un esempio, la popolazione è invitata a irrigare i propri giardini e orti soltanto due volte a settimana e a giorni ben definiti in base al numero civico della propria abitazione.

Castello, rifornimento notturno

Ma torniamo alla domanda d’apertura: da dove proviene la «nostra» acqua? Uno dei casi più curiosi è quello di Castel San Pietro. Sul territorio comunale, spiega il segretario comunale Lorenzo Fontana, sono presenti alcuni pozzi di captazione in zona Vernora, per intenderci sotto il grotto Loverciano. Ma non solo. «Riceviamo acqua dalla Valle della Crotta» che si situa sulla sponda orografica sinistra della Valle di Muggio. E un aiuto arriva anche dalla Città di Mendrisio: «Abbiamo un collegamento che è quasi sempre attivo». Di notte, infatti, quando i consumi diminuiscono, da Mendrisio viene pompata acqua verso Castello per far sì che si riempiano i serbatoi. Nella parte bassa del paese – fa presente, inoltre, Fontana – «è presente un collegamento d’emergenza con la rete di Balerna». Collegamento che, in questo momento in cui le precipitazioni sostanziose si fanno attendere, è attivo.

L’acqua di Stabio... a Coldrerio

Altro caso piuttosto curioso è quello di Coldrerio. Comune che, per primo, quest’estate ha sensibilizzato la popolazione sull’uso parsimonioso dell’acqua. In questo momento a Coldrerio si beve e si utilizza acqua proveniente da Novazzano (indirettamente anche da Chiasso, come vedremo) e da Stabio.

A Stabio, anche letteralmente, c’è infatti acqua da vendere. «Storicamente nel comune non vi sono mai stati problemi di approvvigionamento» racconta il capodipartimento acqua e gas, nonché presidente dell’Associazione Fontanieri Ticinesi Matteo Negri. «Il nostro pozzo capta a 14 metri di profondità», evidenzia il nostro interlocutore. Ciò sta anche a significare che la falda dalla quale ci si rifornisce è piuttosto accessibile. Problemi d’acqua, come detto, non ve ne sono: «La falda si è abbassata, ma siamo oltre il livello minimo». Ciò non toglie – evidenzia Negri – che l’acqua va comunque utilizzata coscienziosamente. Novazzano, s’è detto, dà acqua a Coldrerio. Ma a sua volta ne prende da Chiasso. A inizio mese, infatti, la locale Azienda acqua ha avvisato così la popolazione: «Siamo costretti ad aumentare i quantitativi della nostra acqua captata miscelata con quella fornita da Chiasso». «Storicamente Novazzano ha sempre mantenuto collaborazioni – conferma il capodicastero Andrea Zanini –. Forti anche delle vicissitudini che si sono susseguite negli anni, penso in particolar modo a Coldrerio che ha dovuto dismettere alcuni pozzi».

Un aiuto per la Montagna

A Mendrisio, come accennato, sono state introdotte le prime misure per evitare i consumi non propriamente necessari. La situazione, a livello di comprensorio, è comunque sotto controllo. Una delle zone più sensibili, se vogliamo, è quella che riguarda la Montagna. «Una sola sorgente approvvigiona i quartieri di Arzo, Tremona e Besazio» spiega il direttore delle AIM Giampaolo Pontarolo.

Sotto la lente, al momento, vi sono «i consumi che aumentano al mattino e alla sera: ciò che riusciamo a produrre in quelle fasce orarie non è sufficiente». I serbatoi di conseguenza si svuotano, ma non completamente: «Una certa quantità dobbiamo sempre garantirla per le emergenze e in caso di incendio». Anche in questo caso, le potenziali difficoltà dovrebbero diminuire a partire dall’anno prossimo. Oltre all’attivazione completa dell’Acquedotto Regionale del Mendrisiotto, saranno ultimati i lavori che si stanno svolgendo in zona Barozzo a Rancate. «Si tratta di una infrastruttura che rilancia l’acqua verso la Montagna – illustra Pontarolo –. Una stazione di pompaggio, in sostanza, che spinge l’acqua proveniente attualmente dai pozzi in località Prati Maggi». Mendrisio ha altresì a disposizione le sorgenti del Paolaccio ubicate, per intenderci, nei pressi della strada che porta a Salorino. Riforniscono la parte del Monte Generoso, fino in vetta. E, a proposito di curiosità, «queste sorgenti danno acqua agli abitanti di Roncapiano». In cima alla Valle di Muggio, dunque, si beve acqua proveniente dalla Città.

L’importanza della Rovagina

Anche nel Basso Mendrisiotto la situazione – commenta il direttore di AGE Corrado Noseda – è attualmente sotto controllo. «Va detto, però, che non sono previste precipitazioni importanti. Anche per questo motivo abbiamo preparato un volantino per sensibilizzare la popolazione. Ma – evidenzia – per il momento non è necessaria alcuna misura restrittiva».

Per quel che riguarda l’organizzazione dell’approvvigionamento idrico, nel sud del Distretto, a partire dal 2023, il Consorzio SIBM ha rilevato da tutti i Comuni (Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore e Vacallo) gli acquedotti, comprese fonti, impianti e reti. Il Gestore, invece, è AGE. Oltre ai Comuni citati – continua Noseda – «attualmente, basandoci su un accordo, stiamo mandando acqua a Novazzano».

La fonte principale di approvvigionamento per Chiasso è «la sorgente alla Rovagina (nel Comune di Breggia, ndr.), la quale viene eventualmente supportata dal pozzo in località Pra Tiro a Chiasso».