Lugano

Da oasi di pace a epicentro di eventi: «Bello un parco Ciani così, ma...»

Una volta polmone verde silenzioso della città, uno dei luoghi più amati dai luganesi e dai turisti è stato trasformato insediandovi, soprattutto d’estate, una moltitudine di attività - I frequentatori apprezzano «l’aggiornamento» ma per loro il punto di arrivo è stato raggiunto
© CdT/ Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
08.04.2026 06:00

Una volta, forse fino a dieci anni fa e più, passeggiare nel parco Ciani significava staccare completamente la spina dal traffico di Lugano e immergersi in un’oasi di pace e tranquillità. Era severamente proibito calpestare i prati e ogni attività sull’erba era mal vista, quasi additata: il parco era un’oasi e come tale doveva rimanere. Oggi non è più così. Oggi nel parco vengono sempre più organizzate attività all’aria aperta, dai concerti alle letture, dalle conferenze agli spettacoli degli artisti di strada, dai mercatini ai furgoncini con il cibo d’asporto, senza dimenticare i congressi. Ma i cittadini cosa ne pensano? Preferiscono il parco come è oggi o com’era prima? Elena e Sabrina hanno steso un telo sul prato e stanno facendo la pausa pranzo. Vanno al liceo e per loro non ci sono dubbi. «Meglio adesso», dicono all’unisono. «Così com’è oggi si può godere di più il parco», precisano.

Poco distanti altre due ragazze più grandi stanno facendo la stessa cosa. Pranzano. «Io vado all’università, oltre Gottardo - sottolinea Rebecca - torno poco a Lugano e d’estate è veramente bellissimo frequentare il parco con tutti gli eventi che vengono organizzati. Spesso i giovani si lamentano che in città non c’è nulla. Non è così. Tra i motivi che mi suggeriscono di tornare c’è proprio il parco Ciani». Alessandra, la sua amica, è d’accordo. «È bello vedere tutta questa gente, vedere che il parco è animato. Non bisogna però approfittarsene troppo. Non bisogna sporcare, lasciare rifiuti, serve rispetto, altrimenti non va bene». Rebecca annuisce e aggiunge. «Trovo molto interessante l’iniziativa che porta a Lugano alcuni film del FilmFestival di Locarno: personalmente vengo sempre a queste proiezioni cinematografiche».

Antonia e Pamela avranno una trentina d’anni. Entrambe lavorano a Lugano, ma solo Pamela si ricorda com’era fino a qualche anno fa. «Io passeggio spesso nel parco - spiega - e devo dire che è meglio oggi, almeno in città c’è qualcosa da fare, soprattutto per i giovani». Antonia prosegue. «Oggi mi sembra più vivace e a me piace molto». Accanto a loro, in questi giorni pasquali, camminano molte persone. Per lo più turisti. Guardano e fotografano le aiuole. Camminano fino alla Foce e si sistemano a prendere il sole. Qualcuno legge i manifesti sparsi qua e là che annunciano gli eventi in programma. Qualcun altro è attratto dalle statue. Non manca chi corre e chi si sta semplicemente riposando sul prato. Magari in compagnia dei figli piccoli.

Murene, Giuliana e Barbara stanno proprio puntando una delle poche panchine libere. «Chi cerca la tranquillità va altrove», si lascia sfuggire Murene, dichiarando il suo pensiero. Si ricorda anche lei com’era il parco diversi anni fa e non tornerebbe indietro. Non più. A una condizione. «Non andrebbe sfruttato più di così», puntualizza. Le attività vanno insomma bene ma forse non occorre esagerare. È questo il messaggio condiviso anche dalle sue amiche. «I concerti e tutte le varie iniziative vanno bene ma bisognerebbe lasciare ancora qualche area verde per la natura», chiarisce Giuliana. «Serve equilibrio», le fa eco Barbara, guardando la terra senza più erba sulla quale sono stati installati gli ultimi padiglioni temporanei per i congressi, tra il Boschetto e Palazzo dei congressi.

Gli avventori del parco «intercettati» dal Corriere del Ticino in queste giornate di primavera che sembrano anticipare l’estate, paiono insomma non avere dubbi. Il parco Ciani 2.0 va bene, anzi, è andato a colmare un vuoto di attività ed eventi che piacciono e che non fanno rimpiangere il parco di prima, ma non bisogna esagerare: il punto di arrivo è dunque stato raggiunto e spingersi oltre non apparirebbe il caso.

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