Mendrisiotto

Da Piacenza per rapinare, cresce il numero di condanne

Per diversi mesi, nel 2024, un gruppo di criminali ha preso di mira distributori di benzina del Mendrisiotto – L’inchiesta di polizia ha identificato una decina di individui: alle quattro sentenze già pronunciate, se n’è aggiunta una quinta
© Rescue Media
Stefano Lippmann
13.08.2026 18:30

All’appello ne mancano sempre meno. Si sta chiudendo il cerchio attorno al gruppo di delinquenti con base a Piacenza che, a intervalli regolari, ha preso di mira i distributori di benzina del Mendrisiotto. Questa mattina – con la formula del rito abbreviato – è toccato a un 48.enne tunisino comparire davanti alla Corte delle assise correzionali presieduta dalla giudice Monica Sartori-Lombardi. L’uomo – un parrucchiere di origini tunisine con precedenti penali legati al mondo degli stupefacenti – è stato condannato a dodici mesi di carcere oltre all’espulsione dal territorio elvetico per 5 anni. Colpevole di rapina, infrazione alla Legge federale sulle armi ed entrata illegale.

L’uomo, secondo quanto ricostruito nell’articolata inchiesta condotta dalla procuratrice pubblica Veronica Lipari, il 16 luglio ha rapinato un distributore di benzina a Novazzano. Quella sera, attorno alle 19.50, è entrato nella stazione di servizio insieme ad un correo e, con una pistola giocattolo, dopo aver minacciato una commessa è riuscito a mettere le mani su oltre 6 mila franchi e 13 mila euro (nonché diversi pacchetti di sigarette). Poi la fuga a bordo di un’auto, al cui interno vi erano altri due correi e, infine, l’ultima sosta al valico per raccogliere una quinta persona, il cosiddetto «palo».

C’è voluto un po’ di tempo prima che gli inquirenti riuscissero a identificare gli autori della rapina. Ma, a guardarla con gli occhi della giustizia, tutto è bene quel che finisce bene: il 48.enne è stato arrestato il 9 ottobre 2025 ed è stato estradato in Svizzera – a differenza degli altri correi non si è opposto alla richiesta – il 18 febbraio scorso. Oggi, come detto, la condanna. La Corte ha ritenuto adeguata la pena proposta dalle parti: la procuratrice pubblica da un lato, l’avvocata d’ufficio Elena Aggio dall’altra. «La Corte ha deciso di darle fiducia, nonostante i precedenti in Italia – ha commentato la presidente Sartori-Lombardi –. Ma è l’ultima volta». Un anno di carcere, s’è detto. A favore dell’imputato hanno infatti pesato una certa collaborazione (ha ammesso le sue colpe prima ancora di vedere le immagini della videosorveglianza che lo ritraevano mentre commetteva il crimine) e un credibile pentimento. In sede d’accusa, inoltre, non è stata considerata l’aggravante della banda perché, di fatto, l’uomo ha partecipato a una sola rapina.

Il «covo»? Un bar

Il 48.enne condannato è soltanto l’ultimo (per ora) di un gruppo di persone che, partendo da Piacenza, ha preso di mira le stazioni di servizio del Mendrisiotto. Le autorità ticinesi attendono infatti che l’Italia dia seguito alla richiesta di estradizione che riguarda altri rapinatori direttamente collegati alla banda. Altri, invece, sono già stati condannati. Il 18 luglio dello scorso anno la Corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta ha ritenuto colpevoli, in prima istanza, quattro cittadini ecuadoriani (tre uomini e una donna) di età compresa tra i 31 e i 60 anni. Sei, in totale, le rapine – o i tentativi – ricostruiti durante l’inchiesta, avvenuti in un breve lasso di tempo: dal 26 ottobre al 19 dicembre del 2024. Il distributore di Novazzano, in realtà, è stato preso di mira più di una volta. Nel dibattimento andato in scena a luglio 2025 era emerso che in un caso i rapinatori l’avevano trovato chiuso, in un altro avevano invece desistito perché, durante i concitati attimi, avevano temuto che la dipendente avesse azionato l’allarme. Il primo novembre, invece, il colpo era andato – vista con gli occhi dei criminali – a buon fine: quasi 9.000, tra euro e franchi, in contanti, nonché stecche e ricariche di sigarette elettroniche.

Nel dicembre del 2024 due gruppi di rapinatori – sempre dello stesso «giro» – avevano rapinato contemporaneamente due distributori Piccadilly, posti l’uno fronte all’altro, in via San Gottardo a Balerna. In un caso il colpo è andato a segno (850 franchi e poco più di 500 euro). Nell’altro, invece, i rapinatori hanno desistito perché, una volta estratta l’arma giocattolo, la cassiera li ha ammoniti dicendo loro che non era opportuno fare questo tipo di scherzi. Avevano dunque desistito.

Come accennato, il processo di quest'oggi, quello dello scorso anno e i presunti rapinatori ancora in attesa di estradizione sono più o meno direttamente collegati. Comune denominatore una bar di Piacenza nel quale, a più riprese, i boss di un’organizzazione criminale hanno proposto di «fare qualcosa in Svizzera» per guadagnare qualche soldo. Rapinare distributori di benzina.