Il punto

Dagli audio alla perizia: la cronologia del caso della 52.enne annegata nel Ceresio

Le tappe verificate della vicenda, dalla pubblicazione delle registrazioni ai risultati degli esami tossicologici – E i filoni d'inchiesta ancora aperti
© Rescue Media
Red. Online
04.09.2026 17:00

Caso della 52.enne annegata nel Ceresio, a che punto siamo? Una premessa, prima di riassumere quanto sappiamo finora, è doverosa. E, parallelamente, necessaria. La cronologia che vi proponiamo qui, infatti, mette in fila fatti verificati e documentati. La successione temporale, soprattutto, non implica alcun rapporto di causa: come hanno ripetuto sia il Ministero pubblico sia il Consiglio di Stato, allo stato attuale non esiste alcun elemento che colleghi l'aggressione denunciata dalla donna, il suo decesso e la vicenda che riguarda Claudio Zali. 

22 luglio — Gli audio diventano pubblici

Il Corriere del Ticino pubblica per primo la notizia dei file audio compromettenti che riguardano l'allora consigliere di Stato Claudio Zali. Le registrazioni erano state diffuse su un profilo social dalla 52.enne, che a quel momento resta anonima. Zali parla di «una nuova e strumentale violazione della mia sfera privata» e sostiene che le registrazioni, se a lui attribuibili, sarebbero state effettuate a sua insaputa e dunque «frutto di reato». Il consigliere di Stato leghista annuncia azioni legali.

27 luglio — Il precedente della querela

La donna che ha diffuso i file audio aveva presentato, nel 2021, una querela contro Zali per lesioni e minaccia, poi ritirata. Lorenzo Quadri e Norman Gobbi erano stati informati attraverso uno scambio di e-mail.

29 luglio — Le dimissioni

Zali annuncia in una lettera a Radio Ticino che lascerà il Consiglio di Stato, con effetto alla fine di settembre. Nella stessa lettera respinge l'accusa di essere un uomo violento: «Non ho picchiato nessuno, non ho mandato a picchiare nessuno». Sulla donna citata negli audio afferma di averla «solo allontanata» dalla sua proprietà circa dieci anni prima, strattonandola. «Ma non l'ho percossa».

8 agosto — La denuncia per aggressione

La 52.enne denuncia di aver subito un'aggressione. Il Ministero pubblico avvia un'istruttoria contro ignoti. Su questo filone, alla data del 4 settembre, non risultano aggiornamenti.

18 agosto — L'annegamento a Melide

Poco dopo le 17.30 la donna viene rinvenuta priva di sensi nelle acque del Ceresio a Melide, a pochi metri dalla riva. I tentativi di rianimazione sono vani. Il Ministero pubblico apre un'inchiesta sul decesso. In quel primo momento non è ancora pubblicamente noto che si tratti della donna degli audio.

19 agosto — L'identità e le prime richieste politiche

Emerge che la 52.enne annegata è la stessa che aveva diffuso le registrazioni. Le indagini sono coordinate dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. Sul piano politico partono le prime richieste di chiarezza istituzionale, con la sottolineatura, condivisa da chi le formula, che «allo stato attuale non è possibile affermare alcun collegamento tra l'aggressione denunciata, il decesso e la vicenda concernente Claudio Zali».

Fine agosto — L'autopsia

Viene eseguita l'autopsia medico-legale. L'annegamento resta l'ipotesi principale e non emergono elementi che facciano pensare all'intervento di terzi. Restano da attendere gli esami di laboratorio.

1. settembre — Il secondo procedimento

Viene reso noto un nuovo procedimento penale a carico di Zali, per reati contro l'integrità sessuale, nato dalle dichiarazioni rese da una terza persona. Zali definisce «mendace» quella segnalazione e osserva che «in questo procedimento non c'è più una denunciante, non c'è mai stata una vittima». Respinge la richiesta del Governo di dimissioni immediate: «Rimango al mio posto fino alla data da me stabilita».

3 settembre — Il presidio e la lettera

Davanti al Ministero pubblico a Lugano diverse associazioni organizzano un presidio per ricordare la donna e chiedere «verità» e «giustizia». Il collettivo «io l'8 ogni giorno» legge uno scritto della 52.enne, redatto quando era ancora in vita, in cui affermava di sentirsi in pericolo «dopo la pubblicazione su Instagram degli audio» e negava qualsiasi «regia politica» dietro la sua scelta: «Non cerco notorietà, ma solo giustizia».

4 settembre — I risultati della perizia

Il Ministero pubblico diffonde i risultati della perizia medico-legale. La causa del decesso è «ragionevolmente e sufficientemente probabile» ricondotta a un'asfissia da annegamento. Non emergono patologie naturali né elementi che facciano sospettare un malore. Gli esami tossicologici rilevano «un'alcolemia molto elevata e la contemporanea presenza di benzodiazepine, pur a concentrazioni terapeutiche o subterapeutiche», associazione ritenuta «un importante fattore favorente o concausale». Gli accertamenti non hanno evidenziato «un intervento da parte di terzi».

Che cosa resta aperto

Tre filoni non sono conclusi: l'istruttoria contro ignoti sull'aggressione denunciata l'8 agosto, innanzitutto, quindi la valutazione radiologica affidata agli specialisti dell'Istituto di medicina legale di Zurigo e, infine, l'inchiesta sul decesso, che prosegue «attraverso l'esame delle tracce prelevate e con la raccolta di testimonianze, nonché con altri elementi circostanziali». Il Ministero pubblico ha fatto sapere che informerà «in presenza di elementi consolidati, nel rispetto delle norme vigenti, dei famigliari della vittima e tenuto conto dei tempi necessari alle verifiche in corso».

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