Processo

Dai furti in tutta Europa, ai danneggiamenti in carcere

Pena da espiare per un cittadino rumeno che ha sottratto merce in negozi e case in diversi cantoni – Tre i reati commessi in Ticino, più una serie di danni alla Stampa – Ha provato a ritrattare le ammissioni, ma non è stato creduto
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Lidia Travaini
08.11.2023 17:18

Ladro girovago, oppure malvivente ambulante (anche perché non si è macchiato solo del reato di furto). Il 53.enne di nazionalità rumena approdato oggi di fronte alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio presieduta da Amos Pagnamenta può essere definito in più di un modo. La sostanza però non cambia, dei furti ha fatto la sua professione, come sostenuto anche dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo: «Rubare è quello che sa fare, forse neanche così bene», ha sottolineato facendo notare che le sue azioni lo hanno portato a svariate condanne in tutta Europa (oltre venti, ndr) e diverse volte in carcere.

A queste se ne aggiungerà un’altra, perché la Corte lo ha condannato a 20 mesi di prigione interamente da espiare e a una multa di 500 franchi, oltre che all’espulsione dalla Svizzera per 10 anni. Una condanna che si colloca a metà strada circa tra la richiesta della procuratrice pubblica Margherita Lanzillo di 23 mesi e mezzo (più una multa) e quella di 18 mesi al massimo dell’avvocato difensore Michele Sisini.

L’uomo alla sbarra era accusato di furto aggravato (per mestiere), in parte tentato e in parte in correità (9 gli episodi sull’atto d’accusa, tra il 5 maggio 2023 e il 3 luglio 2023), danneggiamento ripetuto, violazione di domicilio ripetuta, inosservanza dell’assegnazione di un luogo di soggiorno o del divieto di accedere a un dato territorio, ripetuta, e vie di fatto. Ma anche di altri episodi criminali collezionati durante la permanenza in carcere alla Stampa, dove in più momenti si è macchiato del reato di danneggiamento. Tutte imputazioni confermate da Pagnamenta, malgrado in aula l’imputato abbia parzialmente ritrattato le ammissioni fatte durante l’inchiesta. Atteggiamento che il giudice ha definito «indisponente», tanto da convincerlo a sospendere il dibattimento affinché l’avvocato Sisini cercasse di far cambiare «tattica» al suo assistito.

Il 53.enne è stato fermato a Zurigo, mentre cercava di tornare in Olanda in treno. Era ricercato per reati commessi nei cantoni Ginevra e Friborgo, soprattutto furti in abitazioni e negozi. Il primo reato di cui si è macchiato in Svizzera relativo a questa inchiesta però si è verificato nel Mendrisiotto: un furto in abitazione a Vacallo. Da lì il processo di fronte a una Corte delle Assise correzionali di Mendrisio. Il furto vacallese è stato seguito da uno ad Arzo, poi da un terzo ticinese a Castagnola. Seguono episodi nel canton Basilea e Ginevra. Poi i danneggiamenti alla Stampa, tra il 23 e il 26 ottobre. Episodi che ha ammesso, parlando tuttavia anche di una presunta aggressione da parte del personale del carcere. Un’affermazione, anche questa, non gradita da Pagnamenta: «Se così fosse dovrebbe rivolgersi al Ministero pubblico, però la sua credibilità mi sembra scarsa. Lei sembra fare di tutto per finire in carcere, ma allora che si comporti almeno bene quando è in prigione». Pagnamenta ha ritenuto la colpa dell’uomo di gravità media. Lanzillo l’aveva invece definita grave, ricordando la ventina di condanne in tutta Europa: «Non ha imparato la lezione». Dal canto suo l’avvocato Sisini ha cercato di relativizzare l’atteggiamento in aula penale: «Doveva comparire da reo confesso ma oggi è andato nel pallone, dando dichiarazioni confuse che devono essere relativizzate», ha sostenuto.